Stafilococco

 Nome comune con cui si indicano i batteri del genere Staphylococcus. Gli stafilococchi sono caratterizzati da cellule Gram-positive di forma tondeggiante (da cui il termine “cocchi”), del diametro di circa 1 µm. Tendono a riunirsi in aggregati di quattro cellule (tetradi) o in masse disordinate di numerosi individui. Possiedono un metabolismo aerobio; non sono in grado di spostarsi, non essendo dotati di strutture flagellari. Gli stafilococchi sono presenti in diversi tipi di habitat: dalle superfici corporee dell’uomo e di molti animali, nei quali rappresentano alcune delle specie costituenti la flora batterica, agli oggetti e alla polvere. Questi batteri non producono spore, ma sono estremamente resistenti a condizioni critiche, quali l’essiccamento, il calore elevato, alte concentrazioni di NaCl (cloruro di sodio) e di altri composti.

 

 

Produzione di tossine

Le diverse specie sono produttrici di sostanze che esercitano un’azione tossica su altri organismi. Tra queste, vi sono: la coagulasi che, come indica il nome, ha la proprietà di coagulare il sangue; la stafilochinasi, che esplica l’azione opposta, disgregando i coaguli di fibrina, compresi quelli eventualmente formatisi per azione della coagulasi; la beta-lattamasi, capace di rendere inattivi particolari composti, detti beta-lattamici, che costituiscono una classe di antibiotici. Gli stafilococchi, inoltre, producono le enterotossine che, come è indicato dal loro nome, agiscono sull’apparato digerente e sono la causa di intossicazioni alimentari. Ancora, alcune specie elaborano un gruppo di tossine, caratterizzate con le lettere dell’alfabeto greco (a-tossine; β-tossine ecc.), che intervengono sull’integrità degli elementi figurati del sangue, ovvero dei globuli bianchi e rossi e delle piastrine.

 

Specie rappresentative

Nel genere Staphylococcus vengono comprese numerose specie, tra le quali quella più patogena per l’uomo è S. aureus. Altre specie si comportano invece come opportuniste, cioè vivono a contatto dell’organismo senza provocare particolari malattie, ma possono diventare patogene in condizioni particolari. Tra queste, le principali sono S. epidermidis e S. saprophyticus.

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