TRADIZIONI MILLENARIE E CONQUISTE RECENTI NEL PANORAMA ENOLOGICO PUGLIESE
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Il panorama enologico pugliese rappresenta una storia fatta di tradizioni millenarie e di conquiste recenti, dovuti ad imprenditori capaci e istituzioni attente.
La Puglia è la regione d'Italia con la più alta produzione vitivinicola. Per molti anni si è puntato più alla quantità che alla qualità del prodotto e spesso il mosto pugliese è stato impiegato in altre zone d'Italia come arricchimento a produzioni con grado alcolico molto basso. Fortunatamente le cose sono cambiate : grazie ad alcuni bravi imprenditori , la viticultura pugliese è stata valorizzata e sono stati fatti investimenti per ammodernare le tecnologia di cantina e i reparti di imbottigliamento. Si è poi puntato molto sulla rivalutazione del vigneto con la valorizzazione di molti vitigni autoctoni ( negroamaro,malvasia nera, primitivo, uva di Troia, bombino bianco e nero). Finalmente sono arrivati i riconoscimenti sia a livello nazionale, che internazionale e il vino pugliese si è fatto conoscere in tutto il mondo.
Oggi la Puglia conta 25 vini a denominazione di origine controllats ( D.O.C ) con 128 preparazioni diverse : 52 vini rossi, 28 bianchi, 22 rosati , 17 dolci e 9 spumanti.
Il vino cult della regione Puglia resta il Primitivo di Manduria
Vino Primitivo di Manduria
Vino rosso prodotto in una vasta area della zona provincia di Taranto (il territorio di Taranto e gran parte dei suoi comuni ad est del capoluogo) e in 3 comuni della provincia di Brindisi: Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. Si ottiene da uve del vitigno Primitivo e come recita il DPR del 30/10/1974, che ne riconosce la sua DOC, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore rosso tendente al violaceo ed all'arancione con l'invecchiamento, aroma leggero caratteristico, sapore gradevole, pieno, armonico, tendente al vellutato con l'invecchiamento.
Del Primitivo di Manduria è prodotto dal solo vitigno “primitivo” e sono previste le seguenti preparazioni:
Rosso: colore violaceo, sapore pieno e gradevole che diventa vellutato col tempo, gradazione minima 14°; si abbina ad arrosti di carni rosse, grigliate di carni, pastasciutte al ragù, zuppe corpose e selvaggina, formaggi stagionati. Si beve in un tulipano panciuto alla temperatura di 18/22°.Dolce naturale, liquoroso dolce naturale e liquoroso secco, sono tre preparazioni consigliate per il fine pasto, su dolci a base di frutta, dessert, torte e pasticcini. Hanno rispettivamente una gradazione minima di 16°, 17,5° e 18° e vantano un invecchiamento di almeno due anni. Per il bicchiere ci si deve servire di uno da dessert.
