SUL DESCO DEI MERCANTI
Il vino scorre in abbondanza, ma la sua qualità è ben superiore ai vinacci della plebe, e meno dannoso per il fegato e per la mente. Se poi il nobiluomo voleva far colpo sugli ospiti poteva far servire anche qualche piatto di pesce, con una salsina adatta. Di certo su quella ricca tavola non trovavano più posto per le spezie orientali, come la noce moscata, i chiodi di garofano, la cannella: il grande aumento dei traffici commerciali rendeva ormai quegli alimenti molto diffusi, quindi a buon mercato, quindi per niente chic. Piuttosto poteva essere molto elegante offrire ai proprio ospiti una tazza di cioccolata ben zuccherata, che poteva aggiungersi a qualche dolce a base di frutta. E così, mentre Padre Cristoforo saliva verso la dimora del ribaldo che si rimpinzava e i suoi confratelli a mensa mangiavano, come poveri contadini del paese, una zuppa che li avrebbe aiutati a tirar sera (limitandosi però a bere, quando c’era, un solo bicchiere di vino), qualche ricco mercante a Lecco o a Milano non stava certo a perder troppo tempo a tavola.