Basti considerare che a metà del Seicento le navi mercantili che dall’Europa facevano rotta per il Nuovo Mondo e per l’Oriente erano oltre ventimila! Tuttavia il Seicento vede ancora una netta differenziazione tra i ricchi, parte minoritaria della popolazione, e un universo di poveri (contadini, piccoli artigiani), che dalla nascita di quella nuova classe che sarà chiamata borghesia non traggono davvero alcun utile. E la prima cosa che dobbiamo constatare è che l’adagio popolare “chi non lavora non mangia” si poteva purtroppo capovolgere: “Chi lavora non mangia, o per lo meno non mangia a sufficienza”. Salta, infatti, all’occhio un dato impressionante: il contadino disponeva di circa 2000 calorie al giorno, contro le 5000 delle classi abbienti. Non solo chi più lavorava si nutriva di meno, ma si nutriva anche peggio. Infatti, la dieta del contadino era costituita principalmente da zuppa, farinata e polenta, con un forte consumo di bevande alcoliche, il cui apporto energetico immediato è notevole, ma il cui uso ed abuso abituale ha le conseguenze negative che, al giorno d’oggi, sono ben note. Il vino rappresentava insomma il puntello inevitabile ad un’alimentazione insufficiente per la dura vita dei campi, ma al tempo stesso era l’insidia perenne, una causa non secondaria di uno stato di degrado permanente in cui confinare le classi più povere.
C’è un dato essenziale da tenere in conto parlando di alimentazione, rappresentato dal notevole incremento demografico che, già evidente nel secolo precedente, prosegue nel Seicento, con una conseguenza inevitabile: sempre più terreni precedentemente destinati al pascolo vengono convertiti alla coltivazione dei cereali. Questo comporta ovviamente una minor disponibilità di carne, a fronte di una produzione agricola che è però ancora ben lungi dal disporre dei mezzi tecnici che inizieranno a venir prodotti solo alla fine del Settecento. E poiché ognuno imbastisce la sua mensa con ciò che gli è consentito dal portafoglio, il Don Rodrigo che citavamo in apertura di certo non voleva essere “frastornato”, poiché aveva davanti a sé una tavola ricca e varia: carne in abbondanza, grassi, verdure condite con olio di oliva e frutta fresca.