Istituto
Professionale di Stato “F.S. CABRINI”
Taranto
![]()
A questo progetto hanno partecipato alunni
delle classi: 
IV A TCB
e V A TCB
Le insegnanti del corso:
Teresa D’Assisi docente di chimica
fisica e analitica
M: Luisa Scarnera ITP chimica fisica e
analitica
A questo progetto hanno
preso parte alcuni ragazzi delle classi IV A TCB e V A TCB, coadiuvati dalle
insegnanti del corso: Prof.sse Teresa D’Assisi e M.Luisa Scarnera.
L’alimento prescelto
è stato l’olio. Le analisi bromatologiche , indicate
nell’elenco, sono state effettuate su due campioni di olio extravergine d’oliva, provenienti dal
territorio tarantino e su un campione di olio di sansa.
Analisi effettuate
Determinazione
dell’acidità
Fluorescenza alla luce di
Wood
Numero di iodio: metodo
di Wiis
Rancidità (Kreiss)
Numero dei perossidi
Grado termosolforico
Delta K
spettrofotometrico degli oli
Insaponificabile
Cromatografia della
frazione insaponificabile
Di seguito vengono riportate le metodiche analitiche utilizzate in
laboratorio nonché i risultati
conseguiti.
L’OLIO D’OLIVA
L’olio
d’oliva viene ottenuto in seguito all’estrazione dai frutti maturi
dell’olivo. Questa pianta, il cui nome scientifico è Olea europea, appartiene alla famiglia delle
Oleacee e risulta coltivata fin dai tempi remoti nei paesi del bacino del
Mediterraneo. L’olio è localizzato per la quasi totalità
nella polpa del frutto dell’oliva; la resa e le caratteristiche
dell’olio (composizione, colore, sapore, profumo) sono influenzate da
diversi fattori che dipendono dalla varietà dell’olivo, dal tipo
di terreno di coltivazione, dalle condizioni climatiche ed ambientali, dalle
fasi di stoccaggio del prodotto e di lavorazioni del frutto (estrazione...).
Dal punto di vista chimico l’olio ha una densità di circa 916
grammi/litro ed è costituito per quasi il 98% da una miscela di trigliceridi, il rimanente 2% viene
definito come frazione insaponificabile,
cioè la parte delle sostanze che non subiscono alcuna alterazione se
sottoposte all’azione di alcali concentrati. In generale nella frazione
saponificabile troviamo essenzialmente trigliceridi costituiti da acidi grassi
saturi, palmitico 7/15 %, stearico 1,5/3,5 %, monoinsaturi, oleico 70/80%, e poliinsaturi, linoleico 10%, e altri. Più complessa
è invece la composizione della frazione in saponificabile nella quale
troviamo alcoli
20/35 % (triterpenici,
biterpenici ed alifatici), fitosteroli (beta-sitosterolo stigmasterolo campesterolo brassicasterolo),
polifenoli (oleuropeina -principio amaro- idrossitirosolo, luteolina ac. elenoico flavoni
ac, tocoferoli (tra questi composti quello con un'attività
biologica maggiore è alfa-Tocoferolo
costituente della vitamina E), idrocarburi
(squalene), altre sostanze come il b-carotene (precursore della
vitamina A) e pigmenti (clorofilla, carotenoidi ecc…).
Da queste sostanze derivano importanti proprietà degli oli: le proprietà organolettiche quali i profumi , gli odori, i gusti tipici (amaro piccante dolce...), le proprietà biologiche quali le capacità antiossidanti conservanti e salutari; sono anche marker (sostanze guida) per evidenziare la presenza di eventuali frodi.
In base alle direttive CEE gli oli d’oliva possono essere così classificati:
|
1) OLI OTTENUTI PER SPREMITURA MECCANICA : OLI VERGINI |
|
|
estratti dall'oliva esclusivamente per pressione o centrifugazione (mezzi meccanici e fisici), esclusi quelli ottenuti con solvente, coadiuvanti chimici o biochimici, con processi di riesterificazione e miscelazione con oli di natura diversa |
|
|
olio d'oliva extravergine |
Ha un livello di acidità (libera come ac.oleico) inferiore all'1% (inferiore a. 0,8% dal 1/11/03) |
|
olio d'oliva vergine (sopraffino) |
Il grado di acidità di questo olio è inferiore al 1,5% e come l'extra vergine non è raffinato |
|
olio d'oliva vergine corrente |
E'
composto da olio di oliva; il grado di acidità massimo è del 3% |
|
olio d'oliva vergine lampante |
Ha
un livello di acidità massimo superiore al 3%, quindi con caratteristiche
non alimentari |
|
2) OLI OTTENUTI DA LAVORAZIONI CHIMICHE O DA SCARTI DI LAVORAZIONE |
|
|
olio di oliva raffinato |
si
ottiene per rettifica di oli lampanti (deacidificazione, decolorazione,
deodorazione); è un olio incolore inodore insapore, e quindi viene
miscelato con olio vergine; |
|
olio di oliva |
ottenuto
da miscele di oli raffinati e vergini, con acidità inferiore a a 1%; |
|
olio di sansa greggio |
ottenuto
da sanse di oliva per estrazione con solventi (esano), lavaggi e
distillazioni; i solventi portano via componenti pregiati dell'olio,
lasciando scadenti proprietà organolettiche: necessitano di
trattamenti successivi di rettifica; |
|
olio di sansa raffinato |
ottenuto
a seguito di processi di rettifica dei grezzi; viene in seguito miscelato con
oli vergini prima del commercio; acidità non superiore a 0,3%; |
|
olio di sansa e di oliva |
ottenuto
miscelando olio di sansa raffinato con oli vergini, con acidità
inferiore a 1% |
L’olio d’oliva può subire diverse alterazioni e frodi. L’alterazione più temuta è l’irrancidimento che ne compromette il sapore e l’odore e ne determina un aumento di acidità. Esso può essere di tipo idrolitico e ossidativo. Nel primo caso si verifica l’ idrolisi del legame estereo dei trigligeridi e la conseguente liberazione di acidi grassi liberi. Tale processo che avviene già nei frutti, è catalizzato da alcuni enzimi quali la lipasi, la cui attività è maggiore nelle olive cadute o ammassate. Nel secondo caso l’irrancidimento è causato da particolari enzimi (lipossidasi) attivati dalla luce e dal calore ed avviene nell’olio. In questo caso si formano nell’olio idroperossidi che possono essere anche molto dannosi per la salute. Questi fenomeni di alterazione sono rallentati dalla presenza nell'olio delle sostanze antiossidanti.
Per quanto riguarda invece le frodi le principali sono:
a) extravergini non puri, contenenti oli raffinati, di oliva e di semi; oli di sansa decerati a freddo con acetone;
b) oli con parametri analitici non conformi alla classificazione;
c) oli di semi ( anche geneticamente modificati) commercializzati come oli di oliva;
d) miscelazione di oli di oliva con oli esterificati (dichiarati non commestibili);
e) miscelazione di oli di semi con olio fortemente colorato ("verdone").
Le analisi chimiche degli oli d’oliva hanno gli scopo principali di accertarne la qualità e la genuinità, mettendo in evidenza qualitativamente e quantitativamente le sostanze contenute, e di individuare le eventuali frodi.
Determinazione
dell’acidità dell’olio
Si definisce acidità di un olio di oliva la percentuale in peso di acido oleico C17H33COOH (PM = 282 g/mole). Si definisce acidità di un olio, la quantità di acidi grassi liberi, espressi come acido oleico, contenuti in 100 g di sostanza grassa. Un olio di oliva si definisce extravergine se presenta un’acidità al massimo di 0,8 (0,8 grammi di acido oleico in 100 grammi di olio).
L’acidità di un olio di oliva si determina mediante titolazione acido-base, utilizzando una soluzione acquosa di KOH a titolo noto e la fenolftaleina come indicatore.
La reazione è:
RCOO- + H+ + K+ + OH → RCOO- + K+ + H2O (1)
L’indicatore, giallo in soluzione acida, diventerà rosa dopo il punto equivalente, nella soluzione divenuta basica perché contenente un eccesso di KOH.
Materiale utilizzato Reattivi
Beuta da 300 ml KOH 0.5 o 0.1N
Buretta da 50 ml miscela alcool – etere 1:2
Campioni: 2 olio extra vergine;1 di sansa rettificato fenolftaleina all’1% in etanolo
Bilancia analitica
Cilindro graduato da 100ml
Procedimento:
· Pesare in una beuta da 300 ml, 5 g di olio in esame
· Preparare 100ml di miscela alcool etilico – etere etilico 1: 2, neutralizzata alla fenolftaleina.
· Travasare la miscela nella beuta contenente il campione di olio, aggiungere inoltre qualche goccia di fenolftaleina.
· Titolare con KOH 0.5 N o 0.1 N fino a viraggio dell’indicatore; annotare i ml di titolante utilizzato.


· Calcolare l’acidità dell’olio con la seguente relazione:
Acidità (g. di ac. Oleico) = ml KOH · N · 282 ·100
1000 ·g.
282 = PM dell’acido oleico
N = normalità del KOH
G = grammi di olio pesati
Lettura dei risultati:
il valore dell’acidità oggi ha perduto molto della sua importanza in quanto la rettificazione degli oli porta quasi sempre ad oli praticamente neutri. Tuttavia le attuali disposizioni legislative italiane classificano ancora gli oli d’oliva in base al grado di acidità.
I limiti legislativi sono:
· Olio di semi acidità < 05%
· Olio di oliva acidità < 2%
· Olio extravergine di oliva acidità < 1%
Dati
sperimentali:
|
Campioni |
acidità |
|
1 extravergine |
0.4 |
|
2 extravergine |
0.6 |
|
Olio di sansa rettificato |
1.5 |
Fluorescenza alla luce di Wood
Premessa:
prima dell’adozione dell’esame spettrofotometrico UV, questo saggio veniva utilizzato per differenziare gli oli di pressione dagli oli rettificati, sulla base della diversa fluorescenza presentata dai due tipi di olio per esposizione alla luce di Wood, ossia la luce fornita da una lampada di quarzo a vapori di mercurio e filtrata in modo da ottenere radiazioni di lunghezza d’onda intorno a 365 nm.
Si tratta di una prova semplicissima , tuttora valida come saggio preliminare orientativo, operando in camera oscura.
Materiale occorrente:
Lampada di Wood
Capsule di porcellana
Pipetta Pasteur
Campioni d’olio: 2 extravergine, 1 di sansa,
Procedimento:
Lettura dei risultati:
Gli oli di oliva vergini,
presentano una fluorescenza fra il giallo dorato e il giallo arancione, dovuta
alla presenza dei carotenoidi. Tutti gli oli rettificati, siano essi
d’oliva , di sansa o di semi, essendo completamente privi di pigmenti,
presentano un colore tra il bianco-grigio e l’azzurrognolo, colore
caratteristico di un trigliceride puro.
Risultati ottenuti sui nostri
campioni:
Come si può osservare dalla foto, l’olio di sansa presenta un colore della fluorescenza lattiginoso, invece i due campioni di olio extravergine, una fluorescenza arancio che è più intensa nel secondo.
|
Campione |
Colore fluorescenza |
|
Olio
extravergine 1 |
Giallo arancio |
|
Olio extravergine 2 |
giallo |
|
Olio
di sansa |
Bianco lattiginoso |
Determinazione
del numero di iodio
Questa analisi serve
per determinare il numero dei doppi legami presenti nei trigliceridi degli oli.
Se trattiamo infatti un olio con una soluzione titolata di iodio, ogni doppio
legame, presente negli ac. grassi, legherà in opportune condizioni, due
atomi di iodio secondo la seguente reazione:
-CH = CH- + I2
→ -CHI-CHI-
ovviamente lo iodio
in forma molecolare (I2), non avrebbe la reattività
sufficiente a far avvenire questa reazione, perciò si ricorre ad un suo
composto particolarmente instabile e capace di liberarlo in forma attiva;
questo è il tricloruro di iodio (ICl3), che in soluzione
acetica (reattivo di Wijs) si scinde
in: ICl3→ ICl + Cl2 ; il monocloruro di iodio (ICl)
molto instabile si addiziona al doppio legame degli ac. grassi.
Titolando nuovamente
la soluzione di iodio, per differenza si avrà la quantità di
iodio che è stata fissata dai doppi legami. Infatti il numero di iodio
si definisce come “la quantità di iodio espressa in grammi, che
può essere fissata da 100 g di sostanza grassa.
Per la determinazione di questo numero si
impiega generalmente il metodo di WIJS.
Principio
del metodo:
la determinazione
del numero di iodio si basa sulla titolazione con Na2S2O3 dello iodio che liberato attraverso la
seguente reazione tra KI e ICl,
ICl + KI →
KCl + I2
non si è
legato con l’ac. grasso secondo la seguente reazione:
-CH = CH- + I2
→ -CHI-CHI-
risultando quindi in
eccesso.
Reattivi Attrezzatura
KI al 10% beuta
da 300ml
Na2S2O3 · 5H2O 0,1 N 2 pipette graduate da 10ml
Reattivo di Wijs pipetta tarata da 25ml
Salda d’amido pipetta graduata da 1ml
H2O dist buretta
Campioni
di olio: 2 Extravergine, 1
Sansa spatole
* CCl4 tossico (lavorare sotto
cappa) vetrini
da orologio
* reattivo di Wijs corrosivo matracci:
2 da 500ml e1 da 1L
cilindro
graduato da 100ml
bilancia tecnica
pipetta
Pasteur
Procedimento
Questo perché se esposto alla luce lo ioduro tenderebbe ad ossidarsi
in presenza di O2. In questo intervallo di tempo il monocloruro di
iodio (ICl) si lega ai doppi legami degli ac. grassi presenti nell’olio
come da reazione vista sopra.
Calcoli
Il numero di iodio
si calcola con la seguente espressione:
N.I. = (V1 – V) ∙ N·12,69
g
dove:
V1= volume di soluzione di Na2S2O3
impiegato nella prova in bianco
V = volume di soluzione di Na2S2O3
impiegato nella titolazione del
campione
N = normalità esatta della soluzione di Na2S2O3
g = grammi di olio pesato per la determinazione
12,69 = peso equivalente dello iodio (PM/2)
(Si va dai valori
minimi dei grassi idrogenati <25 a quelli massimi di alcuni oli di semi
>100. L’olio di oliva genuino ha numero di iodio compreso tra 80 e
88/0,3 g di olio ‐ indice di iodio presunto 50‐100).
Elaborazione dati:
|
Campioni |
Numero di iodio |
|
Extravergine 1 |
82 |
|
Extravergine 2 |
85 |
|
Sansa |
95 |
Rancidità: Reazione di Kreiss
E’ un’analisi qualitativa che consente di evidenziare la presenza o meno di aldeidi a corta catena che si formano per decomposizione degli idroperossidi, quindi come prodotti secondari dell’autossidazione.
Si sfrutta la reazione cromatica (colorazione rosa o rossa) che ha luogo tra queste aldeidi e fluorogluciona in presenza di acido cloridrico HCl concentrato.
Poiché questo saggio può dare risultati pseudo-positivi, si considera valido solo il risultato negativo che quindi esclude un elevato grado di irrancidimento.
Materiale occorrente Reattivi
cilindro con tappo da 50 ml HCl concentrato
cilindri da 25 ml fluoroglucina allo 0,1% in etere etilico
campioni olio: 2 extravergine
1 di sansa
Procedimento:
Lettura dei risultati:
|
Campioni
|
Reazione |
|
Olio
extravergine 1 |
reazione leggermente pos. |
|
Olio
extravergine 2 |
reazione negativa |
|
Sansa
|
reazione positiva |

Sansa
extra1
extra2
Determinazione del numero di perossidi
L’irrancidimento è un’alterazione chimica dell’olio di natura ossidativa, che avviene a carico degli acidi grassi liberi, con formazione di perossidi (o idroperossidi) che vanno via via decomponendosi in aldeidi, chetoni e ossiacidi. E’ possibile misurare il contenuto di queste sostanze e ricavare, in proporzione, lo stato di irrancidimento (rancidità dell’olio).
Principio del metodo
Gli idroperossidi in presenza di KI si riducono secondo la seguente reazione redox:
ROOH + 2H+ + 2 I- → ROH + I2 + H2O
La quantità di I2 che si libera da questa reazione è direttamente proporzionale alla quantità di idroperossidi presenti nel campione, per cui si può risalire alla loro quantità mediante titolazione con tiosolfato di sodio a concentrazione nota.
In seguito alla titolazione con tiosolfato di sodio 0,01 N, avviene la seguente reazione redox:
2 S2O32- + I2 → 2I- + S4O62-
l’aggiunta di tiosolfato continua fino a quando non scompare il colore azzurro della soluzione: ciò indica che tutto lo I2 liberato è stato titolato.
Reattivi Attrezzatura
CH3COOH e cloroformio (CHCl3) 3:2 bilancia analitica
KI vetrini da orologio
Na2S2O3 ∙5H2O matracci: 1 da 250ml e 1 da 1L
salda d’amido pipetta Pasteur
H2O dist spatola
Pipette: da 1ml e da 25ml
Campioni di cilindri graduati
2 olio extravergine di oliva beuta 250ml
1 di sansa buretta
Procedimento
Calcoli
Il numero di perossidi lo si calcola con la seguente espressione:
numero di perossidi = -VNa2S2 O3 . x N x 1000/g
dove:
VNa2S2 O3 = volume di soluzione titolante di Na2S2O3 utilizzata
N = normalità della soluzione titolante
g = grammi di olio su cui è stata fatta la determinazione
Il numero dei perossidi è legato al processo di irrancidimento e la sua determinazione risulta essenziale per valutare la qualità di un olio; per la legge in vigore, il numero dei perossidi varia negli oli d’oliva come di seguito indicato:
|
Tipo di olio |
Numero dei perossidi |
|
oli d’oliva in ottimo stato di conservazione |
inferiore a 10 |
|
oli d’oliva in buono stato di conservazione |
da 10 a 15 |
|
oli d’oliva raffinati (privati dei perossidi) |
inferiore a 5 |
|
oli d’oliva rancidi |
superiore a 20 |
Elaborazione dati:
nella seguente tabella sono inseriti i calcoli
eseguiti, per ciascun campione di olio, sul numero di perossidi.
|
Campioni |
Numero
di perossidi |
|
Olio extravergine 1 |
6 |
|
Olio extravergine 2 |
12 |
|
Olio sansa |
22 |
Grado termosolforico
Premessa:
Si tratta di un saggio estemporaneo, che può sostituire la determinazione del numero di iodio. Il saggio si basa sull’innalzamento della temperatura che si verifica quando si miscela un grasso con H2SO4 concentrato, in determinate proporzioni. Si formano così dei derivati solforati, che sviluppano calore in quantità proporzionale al numero di doppi legami presenti nei trigliceridi.
Materiale utilizzato:
Termoleometro di Tortelli: si compone di un recipiente di vetro a doppia parete di un termometro “agitatore” in quanto provvisto di due alette di vetro posizionate vicino al bulbo.
Cilindro graduato da 20 ml
Pipetta graduata da 5 ml
Campioni di olio: 2 extravergine, 1 di sansa
H2SO4 concentrato
Procedimento:
Lettura dei risultati:
Il grado è dato dalla differenza tra la T finale e la T iniziale ed è espressa in gradi centigradi. Per l’olio d’oliva puro il valore è compreso fra 41 – 47 °C, quello di arachide fra 51 – 60 °C .
Risultati relativi ai campioni utilizzati:
|
Campione |
Grado termosolforico in °C |
|
Extravergine 1 |
41°C |
|
Extravergine 2 |
45°C |
|
Sansa |
Dato non rilevato |
Delta K spettrofotometrico degli oli

Questo esame, oltre a fornire
utili elementi di giudizio sulla qualità di un olio, ha permesso di
risolvere definitivamente il problema del riconoscimento dell'olio rettificato eventualmente
aggiunto all'olio di oliva vergine, sfruttando il fatto che gli oli naturali di
pressione non contengono doppi legami coniugati che invece si formano, sia pure
in misura minima, durante la rettifica, particolarmente nella fase di
decolorazione su terre attive.
Ne consegue che i rettificati presentano valori di assorbimento nell'UV,
particolarmente nella zona intorno ai 270 nm, notevolmente superiori a quelli
dei vergini. Infatti i gruppi etilenici isolati, oppure i gruppi carbossilici
degli acidi grassi, presentano massimi di assorbimento tra 175 e 185 nm,
cioè al di fuori della zona utilizzabile dello spettro UV che inizia,
come noto, a lunghezze d'onda superiori a 200 nm.
Sappiamo invece che la formazione
di idroperossidi in acidi grassi polinsaturi provoca uno slittamento del doppio
legame con formazione di un sistema dienico coniugato che assorbe a 232 nm.
Inoltre, durante la rettifica degli oli lampanti perossidati, il passaggio su
terre attive provoca la formazione di trieni coniugati (aventi una banda di
assorbimento, con tre massimi, intorno ai 270 nm) verosimilmente per
decomposizione di un idroperossido linoleico. Anche la formazione di composti
chetonici, per ossidazione ancora più spinta, provoca un maggiore
assorbimento che si manifesta attorno ai 270 nm.
L'esame UV viene condotto sull'olio disciolto in opportuno solvente (cicloesano
o isoottano) nell'intervallo compreso tra i 220 e i 280 nm. Le lunghezze d'onda
più significative sono 232, 262, 268 e 274 nm. I valori di assorbimento
vengono espressi come assorbanza specifica, ,intendendo con questa espressione
I'assorbanza ad una certa lunghezza d'onda, di una soluzione all'1 % dell'olio
in esame nel solvente prescelto, osservata in una vaschetta dello spessore di
1cm.
Nel caso degli oli è invalso l'uso di esprimere l'assorbanza specifica
con la lettera K. Per esempio, l'espressione K268 indica
l’ssorbanza specifica dell'olio in esame alla lunghezza d'onda di 268
nm.In termini numerici si ha :
K268 = A 1cm1%(268nm) = A268/ c·s
dove A268 è il valore dell'assorbanza a 268 n m della soluzione dell'olio in esame, c la concentrazione della soluzione espressa in g/100 ml ed s lo spessore in cm della cella di quarzo nella quale viene esaminata la soluzione dell'olio in esame.
Per quanto riguarda il solvente, il Metodo Ufficiale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ne11963, indica I'isoottano, mentre nelle numerose sperimentazioni effettuate negli anni precedenti era stato usato generalmente il cicloesano.
Materiale utilizzato: Apparecchiatura
campioni di olio vergine di oliva 2 e di sansa di oliva 1 Spettrofotometro UV
4 matracci da 50 ml Bilancia tecnica
isoottano spettrofotometrico
cuvette in quarzo
Procedimento
L 'olio da esaminare deve essere perfettamente limpido; in caso contrario si filtra su carta.
· In un palloncino tarato da 50 ml si pesano esattamente 0,5 g circa di olio; se l'operatore ha motivo di ritenere che l'olio in esame presenti valori di assorbanza elevati (olio rettificato, olio di sansa) è opportuno pesare quantitativi minori (0,2-0,3 g) in modo da leggere valori di assorbanza non superiori a 0,8.
· Si aggiunge isoottano spettrofotometricamente puro e si porta a volume, agitando per omogeneizzare la soluzione
· Con la soluzione preparata si riempie una vaschetta prismatica in quarzo per spettrofotometria UV dello spessore di 1 cm.
· Si dispone la vaschetta nell'apposito alloggiamento dello spettrofotometro e si ricava lo spettro, rispetto al solvente puro con il quale è stata riempita una vaschetta che funziona da bianco, nell'intervallo compreso tra i 220 e i 280 nm.
· Si prende nota dei valori di assorbanza a 223 nm (zona dei dieni), a 262, 268 e 274 nm (zona dei trieni) .
· Si calcolano i valori di K con olio di oliva vergine, rettificato e di sansa, con la seguente espressione: Kλ = Aλ / c∙s ; dove K, A, c ed s hanno i significati già indicati
N.B. E’ opportuno che i valori di A, letti allo
spettrofotometro siano compresi fra 0.2 e 0.8. in caso contrario sarà
opportuno preparare una nuova
soluzione variando la concentrazione.
Lettura dei risultati
Con gli oli di oliva vergine, rettificato e di sansa si ottengono gli spettri di assorbimento riportati nella figura.

Come si vede, il comportamento spettrale è notevolmente diverso nei tre tipi di olio, ciò che permette di individuare anche piccole aggiunte di rettificato, o di sansa, all'olio di oliva vergine. Quest'ultimo infatti presenta un assorbimento che decresce rapidamente verso valori molto bassi (inferiori a 0,200) nella zona compresa tra 260 e 280 nm, dove l'andamento della curva è praticamente parallelo all'asse delle ascisse, sulla quale sono riportate le lunghezze d'onda (in ordinate sono riportati i valori di assorbanza). Invece nel caso del rettificato, e più ancora nel caso dell'olio di sansa, i va- lori di assorbanza in tale zona sono mol- to più elevati e la curva assume un an- damento caratteristico con tre massimi, dovuti alla presenza dei trieni, dei quali il più accentuato è quello centrale a 268 nm. Ai fini del giudizio, specialmente nel caso di miscele, è importante conoscere anche l'altezza del picco principale, tenendo conto del valore dell' assorbanza a 268 nm, corrispondente al massimo, e quelli a 262 ed a 274 nm, corrispondenti ai due minimi. Questa altezza, indicata come ΔK, si ricava dall’espressione:
ΔK=K268 - (K262 + K274)/2
Non sono stati ancora fissati per legge i dati spettrofotometrici caratteristici per i vari tipi di olio, ma, in pratica, vengono accettati i seguenti valori, riportati nella tabella, proposti dalla Commissione Tecnica Governativa:
|
Categoria |
Valori massimi |
|
||
|
|
K232 |
K268 |
ΔK |
|
|
Extra vergine di oliva |
- |
0.200 |
0.010 |
|
|
Sopraffino vergine di oliva |
- |
0.200 |
0.010 |
|
|
Fino vergine di oliva |
- |
0.250 |
0.010 |
|
|
Vergine di oliva |
- |
0.250 |
0.010 |
|
|
Di oliva rettificato |
3.50 |
1.100 |
0.160 |
|
|
Di oliva (vergine +
rettificato) |
3.30 |
0.900 |
0.130 |
|
|
Di sansa di oliva
rettificato |
6.00 |
2.000 |
0.200 |
|
|
Di sansa e di oliva (vergine
+ sansa) |
5.50 |
1.700 |
0.180 |
|
questi dati mettono in evidenza il fatto che
l’olio d’oliva, cioè prodotto di più largo consumo in
Italia, è costituito per legge da una miscela di vergine e di rettificato
senza che vengano specificate le percentuali dei due tipi di olio.
L’aver proposto e consentito per
l’olio d’oliva dei valori spettrofotometrici decisamente elevati K288(max)
= 0.900; ΔK(max) = 0.130 equivale a permettere che
vengano posti in commercio, come oli di oliva, oli di oliva rettificati
contenenti il 20-25 % di olio vergine.
Elaborazione dati:
Dopo aver rilevato i valori di assorbanza dei
singoli campioni alle lunghezze d’onda indicate dalla metodica, si
calcolano i rispettivi valori dell’assorbanza specifica K nonchè i
valori di ΔK. Lo strumento utilizzato non ci fornisce però gli
spettri di assorbimento. Per
valutare la qualità dei campioni di olio analizzati, si confronteranno i
risultati sperimentali, con i valori proposti dalla Commissione tecnica
Governativa.
|
Campioni |
Λ 232 |
Λ 262 |
Λ 268 |
Λ 270 |
Λ 274 |
|
1 |
/ |
0.175 |
0.168 |
0.168 |
0.155 |
|
2 |
/ |
0.134 |
0.126 |
0.125 |
0.123 |
|
sansa |
2.350 |
1.274 |
1.385 |
1.292 |
1.101 |
I valori di K per ogni lunghezza d’onda
sono corrispondenti ai valori di assorbenza rilevati dallo strumento, in quanto
c = 1 e s = 1.
I valori di ΔK calcolati sono riportati
nella seguente tabella:
|
campione |
K262 |
K268 |
K274 |
ΔK |
|
1 |
0.175 |
0.168 |
0.155 |
0.003 |
|
2 |
0.134 |
0.126 |
0.123 |
0.0025 |
|
sansa |
1.274 |
1.385 |
1.101 |
0.1975 |
Determinazione della quantità di insaponificabile
Premessa:La frazione insaponificabile è il costituente minore dell’olio d’oliva e rappresenta l’1-2% circa del totale. Contiene circa 220 sostanze diverse, tra cui: idrocarburi, tocofenoli, composti fenolici, alcoli, steroli, pigmenti colorati ed altri elementi secondari.
Idrocarburi: rappresenta il 60% della frazione in saponificabile. Di questi idrocarburi circa il 60-70% è costituito dallo squalene (idrocarburo saturo) che incide sulle proprietà nutrizionali degli oli, mentre il restante 30-40% svolge funzione preminente per l’accertamento delle caratteristiche di genuinità e qualità del prodotto;
Tocofenoli: i tocofenoli sono presenti con le forme α, β, γ e δ. Il 90% circa è costituito dalla forma α, nota come la vitamina E. I tocofenoli sono antiossidanti naturali che inibiscono il processo di irrancidimento del prodotto;
Composti fenolici: i composti fenolici sono idrosolubili e, durante il processo di estrazione, una buona parte di polifenoli viene allontanata con le acque di vegetazione. Gli oli d’oliva vergine ed extra-vergine sono gli unici grassi vegetali che contengono quantità apprezzabili di sostanze fenoliche. Il potere antiossidante dei polifenoli ha consolidato l’importante ruolo che questi composti svolgono sulla stabilità dell’olio d’oliva;
Alcoli: negli alcoli si trovano alcoli alifatici e alcoli triperpenici, esterificati nelle cere. Hanno importanza analitica per l’individuazione degli oli ottenuti mediante estrazione con solvente oppure mediante pressione meccanica;
Steroli: nell’olio d’oliva prevale la frazione β-sitosterolo e sono stati identificati diversi steroli, tra cui: colesterolo, uvaolo, campesterolo, stigmasterolo, clerosterolo, eritrodiolo e β-sitosterolo. Questi composti svolgono funzione di antiossidanti naturali;
Pigmenti colorati: impartiscono le colorazioni caratteristiche dell’olio d’oliva. Sono rappresentati da clorofilla e carotenoidi. Le colorofille di tipo a e b conferiscono agli oli appena estratti una colorazione verde intenso. Queste sostanze, in presenza di luce, agiscono come proossidanti, mentre al buio, in sinergia con i fenoli, proteggono l’olio dall’ossidazione;
Altri elementi secondari: si tratta di aldeidi, terpeidi, esteri, chetoni ed altri che influenzano la nota aromatica dell’olio.
Materiale reattivi
2 Palloni da 200ml KOH 2 N
Pipette pasteur alcol etilico 50 °
Beker 200ml etere etilico
Cilindri graduati da 100ml campioni 2 di olio extravergine
Tappi
Refrigerante
Rotavapor
2 imbuti separatori
Sostegni ,pinze
Bilancia
Stufa
Procedimento:
per la preparazione dell’insaponificabile si utilizza la seguente metodica:
·
Pesare
10 g di sostanza grassa in una beuta da 300ml.
·
Aggiungere
100ml di soluzione metil-alcolica di idrossido di potassio 2N.
·
Portare
a leggera ebollizione utilizzando il refrigerante a ricadere.

·
Dopo
1 ora di riscaldamento, si agita.
·
Raffreddare
a 30-35 °C e travasare in un imbuto separatore da 1 litro.
·
Lavare
con 200ml di acqua distillata e 100ml di etere etilico.
·
Eseguire altre 2 separazioni utilizzando,per
ognuna di queste, 50ml di etere etilico.

·
Raggruppare
gli estratti eterei ottenuti in un imbuto separatore e lavare 2 o 3 volte con
50ml di acqua distillata.
·
Fare
evaporare l’etere utilizzando il rotavapor.

·
Essiccare
in stufa a 105 °C fino a peso costante.
·
Far
raffreddare, pesare e annotare il peso
Calcolo
Inaponificabile
% = Pf /Pi
· 100
Pf = peso finale
Pi = peso iniziale
campione
I limiti previsti per legge degli insaponificabili negli oli sono
riportati nella seguente tabella
|
Tipologia di olio |
Limite minimo |
Limite massimo |
|
Olio
di oliva vergine |
0.60% |
1.20% |
|
Oli
di oliva rettificati |
0.60% |
1.20% |
|
Olio
di sansa di oliva rettificato |
3 % |
3% |
|
Olio
di sansa e di oliva |
3% |
3% |
Elaborazione dei dati sperimentali:
Campione 1
Peso iniziale
10g; peso finale 0.15g; insaponificabile
% 1.5.
Campione 2
Peso iniziale
10g; peso finale 0.1g; insaponificabile
% 1
Cromatografia della frazione insaponificabile
Sull’ insaponificabile
ottenuto con la precedente tecnica analitica si esegue una TLC per separare le singole
frazioni.
Materiale Reattivi
camera cromatografica miscela di esano etere 1:1
TLC 2-7 diclorofluorosceina
Micro siringa o capillare etanolo
Cilindro graduato da 100 ml
Nebulizzatore
Lampada di Wood
Procedimento:
·
Utilizzare
come eluente una miscela di esano-etere 1:1.
·
Versare
l’eluente nella camera cromatografica e chiuderla per far saturare l’ambiente
·
Depositare
0,3ml circa della soluzione dell’insapomificabile mediante micro siringa
o capillare sulla lastra cromatografica a circa 2 cm dal bordo inferiore.
·
Porre
la lastra nella camera cromatografica e aspettare che il solvente migri fino a
circa 1cm dal bordo superiore.

·
Asciugare
la lastra in corrente d’aria calda
·
Spruzzare
la lastra con rivelatore costituito da una soluzione etanolica allo 0,1% del
sale sodico della 2,7-diclorofluoresceina.
· Esporre la lastra alla luce di Wood

Lettura dei risultati::
Un cromatogramma tipo della frazione insaponificabile deve mostrare, dopo esposizione alla luce di Wood, una fluorescenza delle bande tendente al giallo; le varie bande dovrebbero succedersi nel seguente modo.

Risultati ottenuti
Sono stati utilizzati due campioni di olio extravergine e abbiamo quindi ottenuto delle lastre cromatografiche in cui le varie frazioni dell’insaponificabile si sono separate secondo la seguente rappresentazione schematica.
|
fronte+carotenoidi idrocarburi tocoferoli alcoli
superiori e triterpenici steroli eritrodiolo
e uvaolo start |