E I
PRINCIPI NUTRITIVI
Ogni giorno il corpo umano deve svolgere diverse
funzioni perchè l’organismo è costantemente in attività sia di giorno che di notte,
anche quando riposa. Per esempio la respirazione, il battito del cuore, il
lavoro dell’intestino sono attività che non si fermano mai, neanche contro la
nostra volontà, e che richiedono energia così come ne occorre per
muoverci, per studiare, per lavorare, per fare sport …. Pertanto la prima
necessità dell’uomo è quella di avere a disposizione energia, che viene presa
fondamentalmente dagli alimenti.
L’uomo però non ha bisogno
solo di energia, ma anche di
materiali per accrescere e sviluppare il proprio corpo, e anche
nell’età adulta, quando non si cresce più, i tessuti
corporei continuano comunque a rinnovarsi, pensiamo per esempio alla crescita
dei capelli o delle unghie.
Si può quindi concludere che oltre
al fabbisogno energetico deve essere
sempre soddisfatto anche un
fabbisogno di materiale, chiamato, in termini più corretti, fabbisogno plastico.
Un vecchio detto afferma: ”siamo quello che mangiamo”, infatti
di tutto quello che noi mangiamo (bistecche, pasta, uova, latte…), una
parte viene trasformata e utilizzata dall’organismo per crescere e per
costruire nuovi tessuti (muscoli, ossa, pelle…).
La funzione di accrescimento e di ricambio
dei tessuti viene definita “funzione
plastica” degli alimenti.
Per vivere bene e in piena salute
però non è
sufficiente soddisfare i fabbisogni energetici e plastici
dell’organismo. Nei cibi sono presenti anche particolari sostanze
che, pur non avendo funzione
energetica o plastica, sono
comunque indispensabili per far funzionare bene l’organismo e per evitare
la comparsa di disturbi e malattie.
Queste importanti sostanze svolgono una
funzione protettiva e bioregolatrice, cioè
regolatrice dei processi vitali.
Gli alimenti sono costituiti da sostanze semplici
dette principi nutritivi o nutrienti, che sono le stesse sostanze
che costituiscono l’organismo umano: proteine,
glucidi, lipidi, vitamine, sali minerali e acqua.
Ogni principio
svolge specifiche funzioni :
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FUNZIONE ENERGETICA
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FUNZIONE PLASTICA
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FUNZIONE
BIOREGOLATRICE
GLUCIDI
I glucidi
(il loro nome in greco significa ”dolce”) sono chiamati anche carboidrati e sono composti
ternari di origine prevalentemente vegetale, formati da carbonio, idrogeno e
ossigeno. In base alla loro struttura si classificano in:
·
monosaccaridi o
zuccheri semplici, costituiti da una sola molecola
·
oligosaccaridi, formati da poche unità di
monosaccaridi unite tra loro attraverso l’eliminazione di una molecola di
acqua (condensazione) e formazione di un legame detto legame glucosidico
·
polisaccaridi, formati dalla condensazione di numerose unità di
monosaccaridi
Il termine saccaride, che in latino
significa zucchero, dipende dal sapore dolce di alcuni carboidrati semplici.
Nei vegetali i glucidi si formano grazie
alla fotosintesi clorofilliana che
si svolge in presenza di luce solare. Durante la fotosintesi, l’anidride
carbonica CO2 (proveniente dall’aria) e l’acqua H2O
(proveniente dal terreno) si combinano formando glucosio e ossigeno secondo la
reazione:
6
CO2 + 6 H2O → C6H12O6 + 6 O2
Gli zuccheri vegetali più comuni
sono il glucosio, il fruttosio e il saccarosio.
I primi due sono monosaccaridi perchè costituiti da molecole singole, mentre
il saccarosio è un disaccaride,
formato dall’unione di una molecola di glucosio e una di fruttosio.
Glucosio e fruttosio si trovano soprattutto
nella frutta, mentre il saccarosio, che è il dolcificante usato
più comunemente, viene estratto dalle barbabietole e dalla canna da
zucchero.
Nelle cellule dei vegetali, le molecole
di glucosio si uniscono in lunghe catene (formate da circa mille unità)
e costituiscono l’amido che si
accumula come riserva energetica nei cereali, nelle patate, nel mais e nel
riso.
Tutte le sostanze simili all’amido,
costituite da catene di zuccheri semplici, si chiamano polisaccaridi.
Un altro esempio di
polisaccaride è la cellulosa,
presente negli organi di sostegno delle piante e formata da lunghissime catene di
glucosio (6500-9000 unità), legate però in
modo diverso rispetto all’amido.
La cellulosa è un
componente della fibra, quella parte
dei vegetali che non viene assimilata nel tratto gastrointestinale, ma che
svolge diverse funzioni
nell’organismo.
La fibra, che viene metabolizzata
nell’ultimo tratto del nostro intestino, regola l’assorbimento dei
nutrienti, previene l’iperalimentazione (dando un precoce senso di
sazietà) e regola la motilità e il transito intestinali.
Tutti dovremmo assumere quantità adeguate di fibra
alimentare.
I glucidi sono abbondanti nei
vegetali mentre sono scarsi negli organismi animali (circa 1%).
Il glucosio è presente in tutte le
cellule e nel sangue, mentre nel fegato e nei muscoli si trova il glicogeno, una specie di “amido
animale” costituito da molecole di glucosio unite in catena.
Nel miele,
che è un dolcificante di origine animale, è presente una
miscela di glucosio, fruttosio e saccarosio, mentre nel latte si trova il lattosio, formato dall’unione di una
molecola glucosio con una di
galattosio.
Sotto il profilo nutritivo, i
glucidi rappresentano la fonte di
energia più importante nell’alimentazione umana in quanto sono i
costituenti principali di alimenti base come pasta, pane e riso, e sono inoltre necessari perché:
·
entrano nella costituzione dell’RNA e del DNA sotto forma di
ribosio e deossiribosio
·
la sintesi dei globuli rossi dipende dalla glicolisi
·
il glucosio è l’unica fonte energetica per le cellule
nervose
Anche se l’uomo è
capace di ricavare energia trasformando i lipidi e le proteine, una dieta priva
di glucidi è quanto mai sconveniente. Le conseguenze immediate sarebbero
il formarsi dei corpi chetonici (acetone nelle urine) e la perdita di sali
minerali, soprattutto di sodio.
In una dieta equilibrata i
glucidi dovrebbero coprire il 55–60% delle calorie quotidiane e, in
particolare, la frazione glucidica dovrebbe essere composta soprattutto da
carboidrati complessi come l’amido, mentre gli zuccheri semplici non
dovrebbero fornire più del 10–12 % dell’energia totale
giornaliera.
Questo saggio
viene utilizzato per riconoscere la presenza dei monosaccaridi e di alcuni disaccaridi,
ma non del saccarosio.
Il reattivo di
Fehling è formato da due soluzioni,
A e B, che si conservano
separate e, al momento dell’uso, si mescolano in uguali quantità.
Soluzione A =
solfato rameico ( CuSO4 ) in acqua
Soluzione B
= tartrato di sodio e potassio + idrossido di sodio ( NaOH ) in acqua
Materiali e strumenti
Esecuzione pratica
Sciogliere, in
una provetta, una piccolissima quantità della sostanza da esaminare con
2 ml di acqua e
aggiungere 5 ml di reattivo di Fehling precedentemente preparato.
La soluzione
diventa blu intenso perché si forma un complesso del rame.
Riscaldare a bagnomaria fino all’ebollizione.
Durante il riscaldamento, la soluzione
cambia colore passando prima al giallo, poi all’arancio e, infine, al
rosso-mattone: questo perché lo zucchero riduce il rame trasformandolo
in ossido rameoso Cu2O. Quest’ultimo rimane per un certo tempo
sospeso nella soluzione e, dopo il raffreddamento, si deposita lentamente sul fondo.
CuSO4
+ 2NaOH → Na2SO4
+ Cu(OH)2
solfato rameico
idrossido di sodio
solfato di sodio
idrossido rameico
Cu(OH)2 →
CuO
+
H2O
ossido rameico
acqua
4CuO
→ 2Cu2O + O2
ossido
rameoso
ossigeno
Il saggio di
Fehling è stato condotto sul biscotto
secco (ridotto in polvere nel mortaio con il pestello), sul succo di frutta, sul tè in lattina (dolcificato con fruttosio), e sullo zucchero da tavola
ed è risultato positivo per i primi tre alimenti, mentre è
risultato negativo per lo zucchero (saccarosio).
tè . . . . . positivo

succo
di frutta . . . . . positivo

zucchero
da tavola. . . . . negativo

saccarosio, tè e succo di frutta

Saggio di Lugol
Questo
saggio ha lo scopo di evidenziare la reazione cromatica che si verifica trattando una qualsiasi
sostanza contenente amido con il
reattivo di Lugol, una soluzione acquosa di iodio e ioduro di potassio.
Materiali e strumenti
·
Vetrino da orologio, provette,
portaprovette, spatola metallica, becher, contagocce, spruzzetta con acqua
distillata, lampada Bunsen, treppiede,
reticella con disco in ceramica, mortaio con pestello, pipetta tarata, bacchetta di vetro
·
reattivo di Lugol
·
alimenti
da esaminare
Esecuzione pratica
In
una provetta, sciogliere a bagnomaria,
una piccola quantità della sostanza da esaminare con acqua
distillata e aggiungere, infine,
qualche goccia di reattivo di Lugol.
In
presenza di amido la soluzione assumerà colore blu o viola intenso.
Il
saggio di Lugol è stato eseguito sulla farina, sul cracker (ridotto
in polvere nel mortaio con il pestello),
sulla patata, sulla mollica di pane e sul latte ed è risultato positivo
per i primi quattro alimenti, mentre è risultato negativo per il latte
che non contiene amido.
farina
. . . . . positivo
cracker . . . . . positivo

patata . . . . . positivo

mollica di pane . . . . .
positivo

latte.
. . . . . negativo

latte, cracker e farina

LE PROTEINE
Le proteine (il loro nome in greco
significa “di primaria
importanza”) sono sostanze quaternarie formate da carbonio, ossigeno,
idrogeno e azoto (alcune contengono anche zolfo e fosforo), e sono i costituenti più importanti
degli organismi animali e vegetali;
si trovano in tutte le cellule, nelle quali svolgono molteplici funzioni
e hanno una cosi grande importanza
che senza di loro non ci potrebbe essere la vita.
Dal punto di vista chimico le proteine sono
grandi molecole formate dall’unione di unità più semplici,
gli amminoacidi, attraverso un legame chimico, il legame peptidico.
Ogni amminoacido è caratterizzato dalla presenza di due
importanti gruppi funzionali: il gruppo
carbossilico -COOH e il gruppo amminico -NH2.
Il legame peptidico, in una proteina, si
forma tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e quello amminico del
successivo.
![legamepeptidico[1]](videoprogetto%202_file/image041.gif)
Gli amminoacidi sono venti, tutti diversi
tra loro e, a partire da questi, è possibile ottenere un numero infinito
di proteine secondo il tipo, il
numero e l’ordine di sequenza con cui questi si legano tra loro. Per fare
un esempio pensiamo alle 21 lettere dell’alfabeto e a quante possibili parole danno origine in
base a come si legano.
Dei
20 amminoacidi, 8 sono definiti essenziali, poiché
l’organismo non è in grado di sintetizzarli e devono, pertanto, essere assunti con la dieta; i restanti 12 sono definiti non essenziali perchè
l’organismo è in grado di sintetizzarli attraverso le reazioni biochimiche, partendo da quelli essenziali.
Negli organismi animali le proteine si
trovano prevalentemente nei
muscoli, nel sangue, nella pelle e
nelle unghie mentre nei vegetali si trovano prevalentemente nei semi e,
in minore quantità, nei tuberi,
nelle radici e nelle foglie.
Le proteine svolgono una grandissima
varietà di funzioni biologiche:
Il fabbisogno proteico giornaliero dipende
da vari fattori: dal peso ideale (aumenta col peso), dal sesso (è
leggermente maggiore nel maschio per la sua elevata massa muscolare),
dall’età e dalle condizioni fisiologiche (aumenta durante
sviluppo, gravidanza, allattamento e senilità).
Complessivamente le calorie fornite dalle
proteine non dovrebbero superare il 12–15% del totale calorico
giornaliero.
…IN LABORATORIO
RICERCA
QUALITATIVA DELLE PROTEINE
Ricerca dell’azoto
La presenza delle proteine
negli alimenti può essere verificata attraverso la ricerca
dell’azoto, elemento caratteristico del gruppo amminico degli
amminoacidi.
Materiali e strumenti
Esecuzione pratica
Introdurre
in una provetta una piccola quantità della sostanza da esaminare, aggiungere 1 ml di acqua distillata e infine
qualche granello di idrossido di sodio solido.
Avvicinare
la provetta, con cautela, alla fiamma di una lampada Bunsen, reggendola con una
pinza di legno, e riscaldare fino all’ebollizione.
In
presenza di azoto si svilupperà un pungente odore di ammoniaca, la cui
presenza potrà essere confermata avvicinando alla provetta una cartina
all’indicatore universale inumidita: questa si colorerà di blu grazie ai vapori dell’ ammoniaca che
è una sostanza basica.
Il
saggio è stato condotto sui ceci (ridotti in polvere con il pestello nel mortaio), sulla carne omegeneizzata, sull’ uovo, sui piselli, sul miele e sull’ olio ed è risultato positivo per
i primi quattro alimenti, mentre è risultato negativo per il miele e
l’olio che non contengono
proteine.
alimenti da esaminare

Ceci. . . . . positivo

carne omogeneizzata. . . . . positivo

uovo.
. . positivo
piselli . . . positivo

miele. . . negativo
olio. . . negativo

I LIPIDI
I
lipidi (in greco significa ”sostanze
grasse”) sono composti ternari formati da carbonio, idrogeno e
ossigeno e sono caratterizzati dalla proprietà di essere insolubili in
acqua e solubili nei solventi organici non polari. Si distinguono in:
Dal punto di vista chimico, la maggior
parte dei lipidi alimentari appartiene
alla famiglia dei gliceridi,
costituiti da una molecola di glicerina
legata a una, due o tre molecole di acidi
grassi, pertanto si possono avere:
Gli acidi grassi sono i componenti
fondamentali di buona parte dei lipidi e sono costituiti da una catena di atomi
di carbonio (ciascuno legato ad atomi di idrogeno) terminante a una
estremità con un gruppo caratteristico detto carbossile (-COOH ).
Sotto il profilo dietetico è
importante distinguere gli acidi grassi in:
·
acidi grassi saturi, quelli in cui gli atomi di carbonio sono
uniti da legami semplici (-C- C-) e che contengono la massima quantità
possibile di idrogeno;
·
acidi grassi insaturi, quelli in cui è presente almeno un
doppio legame tra gli atomi di carbonio (-C=C-) e che pertanto risultano
carenti di atomi di idrogeno. Possono essere monoinsaturi se mancano
2 atomi di H, oppure polinsaturi
se ne mancano di più (
solitamente 4 o 6 o 8 ).
La maggior parte degli acidi grassi
è sintetizzabile dal nostro organismo, soltanto tre
sono definiti essenziali, gli AGE: l’acido oleico, l’acido
linoleico e l’acido linolenico,
questi devono essere introdotti con la dieta in quanto l’organismo non
è in grado di sintetizzarli.
Gli acidi grassi saturi sono presenti nei grassi solidi e tendono a favorire
l’accumulo di colesterolo,
mentre quelli insaturi esercitano un’azione favorevole di contenimento
del livello del colesterolo nel sangue. Questi ultimi si trovano negli oli
vegetali e nei grassi e oli dei pesci.
Si è scoperto che proprio nei grassi
dei pesci sono presenti alcuni acidi,
gli “OMEGA 3”, efficaci
nella prevenzione degli eccessi di colesterolo nel sangue e delle patologie
correlate.
I lipidi, nell’organismo umano,
svolgono funzioni importantissime:
·
alcuni
di essi, come i fosfolipidi e il colesterolo, sono utilizzati dalle cellule
come elementi per la costruzione di
membrane cellulari (funzione
strutturale);
·
altri,
come i trigliceridi e gli acidi grassi alimentari, possono essere “ bruciati“ allo scopo di
produrre energia oppure essere accumulati sotto forma di gocciole lipidiche,
per essere utilizzati al momento del bisogno (funzione energetica);
·
altri
ancora, sono precursori di composti
fondamentali di natura ormonale e di altre sostanze importanti come le vitamine
e le prostaglandine.
Il fabbisogno dei grassi varia
da persona a persona, secondo il
sesso, l’età e lo stile di vita. Indicativamente, per un adulto, i
grassi dovrebbero fornire il 20-30% delle calorie complessive della dieta, per
i neonati e i bambini piccoli, invece, la quantità dei grassi alimentari
deve essere più elevata, circa il 40% delle calorie totali.
…
IN LABORATORIO
RICONOSCIMENTO
QUALITATIVO DEI LIPIDI
1° prova
La
presenza dei lipidi negli alimenti può essere verificata attraverso la comparsa di una macchia
traslucida su un disco di carta da
filtro, impregnato di una soluzione
contenente la sostanza in esame.
Materiali e strumenti
Esecuzione pratica
Introdurre
in una provetta un piccolo quantitativo della sostanza da esaminare insieme
a 2 ml di acqua distillata e
riscaldare.
Aggiungere
qualche goccia di etere etilico e agitare.
Versare alcune gocce della soluzione
ottenuta su un disco di carta da filtro e lasciare asciugare.
La presenza dei lipidi verrà
confermata dalla comparsa, dopo l’evaporazione del solvente, di una chiazza traslucida.
Questo test è stato eseguito
sull’ olio, sul latte e sull’acqua ed è risultato positivo per i primi due alimenti e
negativo per l’acqua.
olio. . . . . . . positivo

latte. . . . . . . positivo

acqua. . . . . . . . negativo

2° prova
La presenza dei
lipidi negli alimenti può essere evidenziata anche attraverso la
reazione cromatica che si verifica trattando una sostanza grassa con il permanganato di potassio (KMnO4).
Materiali e strumenti
Esecuzione pratica
Introdurre 3 ml di
acqua distillata in una provetta,
aggiungere 5 gocce di permanganato di potassio (di colore viola) e infine, una piccola quantità della sostanza
in esame.
In presenza di
lipidi, il colore della soluzione passerà passerà dal violetto al rosso-bruno. Tale colorazione è
dovuta alla formazione del diossido di manganese (MnO2).
Il saggio con il permanganato di potassio
è stato eseguito sul formaggio,
sul latte e sullo zucchero ed è risultato
positivo per i primi due alimenti,
mentre è risultato negativo per lo zucchero che non contiene lipidi.
formaggio . . . . . positivo

latte . . . . . positivo

zucchero . . . . . negativo
