PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA

a.s. 2005-06

SOMMARIO

Premessa

Scheda informativa

Il Cabrini avvia i suoi primi passi

Risorse

Organizzazione didatticofunzionale dell’Istituto

Lettura del territorio e Analisi dei bisogni

I corsi del Cabrini

Profili professionali e discipline

Area di specializzazione o terza area

Scelte pedagogiche

Obiettivi trasversali

Metodologie didattiche ed educative

La valutazione

Offerta integrativa del curricolo
• Scuola ed ente locale
• Interventi a favore degli alunni diversamente abili
• Attività di orientamento
• Attività sportiva scolastica
• Attività di sviluppo e potenziamento delle competenze linguistiche
• Partecipazione a manifestazioni artistiche e culturali di particolare valenza formativa
• Alternanza scuola-lavoro

L'organizzazione dell'Offerta formativa

Attività progettuali

Obbligo scolastico e formativo

Indicatori di qualità del POF

Valutazione interna d'Istituto

Valutazione esterna

 

 

PREMESSA

 

"Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell'offerta formativa.
Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.
Il Piano dell'offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale … e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità.
Il Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto…"

(dal Regolamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, D.M. 275/99, art.3)

Il presente Piano dell'Offerta Formativa è il frutto della elaborazione da parte dell'intero Collegio del Docenti che, a partire dal 1 Settembre 2005 si è riunito nelle sue varie articolazioni permanenti (Dipartimenti, Riunioni Disciplinari) dando luogo nelle sue singole parti costitutive a questo documento.

 


SCHEDA INFORMATIVA

Centrale: Via Dante, 119

Succursale:Via Oberdan, 172

Tel. Dirigente Scolastico: 0994777628

Tel. VicePresidenza: 0994779469

Tel. Succursale: 0994795784

Tel. Segreteria: 0994777646

Fax: 0994779477

Email: tarc05000g@istruzione.it


INDIRIZZI DI STUDIO

Gestione Aziendale

Impresa Turistica

Grafico Pubblicitario

Chimico Biologico

Audiovisivo

 


Il Cabrini avvia i suoi primi passi

A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri


“L’anno 1961, il giorno 10 ottobre, nella sede della Scuola (n.d.r. si trattava dell’I.T.F. M.Pia), convocato e presieduto dal Presidente avv. Giuseppe Acquaviva, si riunisce il Consiglio di Amministrazione per trattare il seguente O.d.G.:
1. Istituzione di sezioni di Istituto professionale;
2. omissis ceteris.
Sono presenti i consiglieri ing. Salvatore Spallitta, avv. Gregorio Pasanisi, prof. Angelo Vincenzo Curci, preside della Scuola e segretario del Consiglio, rag .Dario Maggio, segretario economo della scuola.
Il Preside informa il Consiglio che in data 3 ottobre 1961, con nota 5170, è giunta l’autorizzazione per il funzionamento presso il nostro Istituto di due sezioni di istituto professionale femminile.
La determinazione della qualifica è demandata al Consiglio di Amministrazione, d’intesa con il Provveditore agli Studi, il Consiglio Provinciale Istruzione Tecnica, gli Enti economici locali”.
L’atto di nascita, o, meglio, del concepimento della nostra scuola consente di caratterizzare una sorta di identikit originario, che, se si vuole essere fedeli alle origini, pur nel necessario adattamento alle esigenze della modernità, non si può trascurare.
I fondatori succitati facevano esplicito riferimento alle “esigenze dell’economia locale in vista dello sviluppo economico e turistico della zona” e, sulla base di tali ragioni, proposero all’approvazione Ministeriale l’istituzione della qualifica di “sarta per bambini” (settore abbigliamento) e “accompagnatrice turistica e addetta agli uffici turistici” (settore del turismo e dei servizi sociali).
Dopo nemmeno due mesi, il 29 novembre del 1961, si riuniva nuovamente il Consiglio di Amministrazione per trattare il seguente O.d.G.:
1. Organizzazione nuovo Istituto professionale Incarico Segretario Economo;
2. Organizzazione nuovo Istituto professionale Nomine Insegnanti.
All’interno dello stesso il preside riferisce che, a seguito di quanto disposto dal Ministero e deliberato dal Consiglio, erano state regolarmente effettuate le iscrizioni e l’istituto avrebbe potuto iniziare il regolare funzionamento proprio l’indomani (30 novembre 1961).
Non mi appare inutile ricordare come il preside Curci avesse ottenuto dal Consiglio di Amministrazione del “Consorzio provinciale per l’istruzione tecnica” il finanziamento di un corso preparatorio per l’accesso all’istituto professionale delle giovani che avessero compiuto il 14° anno di età e fossero sprovviste del titolo di studio.
Era dunque nel DNA della nostra scuola preoccuparsi delle giovani generazioni, e, soprattutto, di quelle appartenenti a ceti sociali meno abbienti, proprio quelli in minima consuetudine con la scolarità superiore: non è difficile, perciò, immaginare che il carisma di tali fondatori e l’intuizione che presiedeva al loro impegno organizzativo fu il necessario mix che condusse centinaia e poi migliaia di famiglie ad iscrivere le loro figlie ad una scuola che ne considerava le necessità più vere e le indirizzava verso studi con forte risvolto operativo, di recupero che fu insieme sociale e culturale.
Nella stessa adunata del 29 novembre 1961 fu affidata la funzione di Segretario Economo al rag. Vincenzo Altavilla applicato di segreteria dell’Ist. Tecnico Maria Pia, e si deliberò di conferire i primi incarichi di insegnamento per l’anno scolastico 196162 a docenti del nostro istituto, alcuni parzialmente già impegnati presso altre scuole (fra esse l’annessa scuola media Maria Pia); altri di primissima nomina e/o provenienti dal mondo delle professioni (fra loro il rag Costa, direttore dell’E.P.T. ed esperto in organizzazioni ed attività turistiche).
Ulteriore puntello al consolidamento della neonata nostra istituzione scolastica fu l’assegnazione oraria che la Giunta Municipale presieduta dal Sindaco Spallitta deliberò l’11 febbraio 1963.
“Premesso che il sig. Provveditore agli studi, con nota 5865/1 del 15 maggio 1962, ha comunicato a questa Amministrazione che nell’anno scolastico 196162 erano in funzione presso il locale Istituto tecnico femm. “Maria Pia”, in via sperimentale, due sezioni di istituto Professionale Femminile…: che con la predetta nota veniva altresì comunicato che il Ministero della Pubblica Istruzione, accogliendo la proposta formulata dallo stesso Provveditore agli studi, era venuto nella determinazione di istituire ex novo in questa città, a decorrere dall’anno scolastico 196263 un autonomo Istituto Professionale Femminile, il quale poteva essere dotato di sede propria, usando i locali di proprietà comunale in via Dante, ove è allocato l’istituto tecnico femminile “Maria Pia”; che con successiva nota, lo stesso Provveditore ha confermato la istituzione dell’Istituto professionale Femminile con decorrenza dall’anno scolastico 196263;
……DELIBERA
1. di assumere, a carico del bilancio comunale, gli oneri previsti dalla legge in ordine al funzionamento dall’anno scolastico 196263 del nuovo istituto professionale di questo capoluogo”
Fu la necessaria premessa per l’avvio della storia autonoma di un’istituzione nata come “corsi aggregati dell’istituto tecnico femminile” pertanto debitrice nei confronti dello stesso dei primi 9 milioni finalizzati all’avvio del primo anno di vita dei due corsi iniziali, ma, soprattutto, dell’intuizione sociale e civile, oltre che pedagogica e didattica, che ha presieduto alla sua nascita.
Averne recuperato, in un tentativo di fedele rievocazione documentaria, i primi passi, ancorché non finalizzato ad alcun gusto per l’antiquariato storicopedagogico, sarà la necessaria premessa per costruire e/o ricostruire il senso di una direzione, la fedeltà alle origini, la capacità di innovare nella fedeltà ad assunti irrinunciabili.
Di lì, dunque, si partì per un’avventura che portò la nostra scuola addirittura all’eclatante risultato di 105 classi per circa 240 professori, 2400 alunni, 60 appartenenti al personale ATA, con diverse sedi succursali disseminate sul territorio provinciale.
Si potranno, pertanto, comprendere le osservazioni di uno di quei pionieri il rag. Altavilla che, ad una serie di domande dello scrivente sulla vita scolastica di quegli anni, evidenziava l’enormità dei problemi, cui doveva necessariamente corrispondere un’assiduità di impegno, che non aveva limiti di tempo e che fu il crogiuolo attraverso cui una generazione di futuri Segretari si sarebbe formata, dai Giudetti ai Sara’.
Naturalmente, fin dall’inizio, nonostante l’illuminata conduzione di un solo preside, il prof. Curci, cominciarono a diversificarsi le esigenze, comprese quelle di spazio, che avevano condotto l’Amministrazione Comunale a realizzare un’ala diversa, che fu occupata dall’allora Scuola di Avviamento “Maria Pia”.
La maggiore soddisfazione, però, fu quella di ricevere richieste per la collocazione nel Centro Nord della nostra Nazione, di diverse alunne, cui sarebbe stato fornito, oltre al salario, il vitto e l’alloggio: fu il riconoscimento diffuso di un valore dell’Istituto che aveva travalicato i confini provinciali.

 

RISORSE


L’Istituto comprende una sede centrale e una succursale.

RISORSE UMANE


RISORSE STRUTTURALI


ORGANIZZAZIONE DIDATTICOFUNZIONALE DELL’ISTITUTO


L’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico, Dott. Prof. Angelo Carrieri, che assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio.
Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane.
In particolare il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali.
Nell’esercizio delle competenze di cui sopra il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni.
Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale.
Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti. Nell’Istituto Professionale “Cabrini”le deleghe sono state così assegnate:
• Vicario prof. Felice Iezza
• Collaboratore del Dirigente scolastico, prof.ssa Francesca La Neve

In base ai parametri di riferimento relativi all’autonomia didattico – organizzativa, il Collegio dei Docenti ha nominato con propria delibera 6 funzioni strumentali:
1. prof. Maria Lo Savio (Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta formativa “Coordinamento delle attività relative al POF”)
2. prof. Angelo Greco (Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta formativa “Coordinamento della progettazione curriculare, analisi e tabulazione dei dati)
3. prof. Angela Di Turo (Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti “Analisi dei bisogni formativi, gestione e diffusione del piano di formazione e di aggiornamento” )
4. prof.Giovanni Dimatteo (Area 3: Interventi e servizi per gli studenti “ Coordinamento e gestione e delle attività di continuità, orientamento e tutoraggio e delle visite guidate e d’istruzione” )
5. prof. Franca Maruzza ( Area 3: Interventi e servizi per gli studenti “Gestione psicopedagogica della socializzazione e coordinamento delle attività di compensazione, integrazione e recupero, finalizzate anche ad evitare la dispersione scolastica” )
6. prof. Luisa Cusumano ( Area 3: Interventi e servizi per gli studenti “Gestione delle relazioni a livello europeo, coordinamento delle attività di sviluppo e potenziamento delle competenze linguistiche, diffusione e promozione di progetti europei, anche in lingua straniera”)

Ai fini di una funzionalità generale e soprattutto didattica dell’Istituto, oltre ai docenti individuati per le funzioni strumentali, , si stabilisce la nomina di un coordinatore per ogni consiglio di classe. I coordinatori costituiscono il punto di riferimento della classe, per docenti e studenti e presiedono insieme al dirigente d’Istituto i consigli di classe. Segnalano eventuali problemi e disfunzioni, o qualsiasi difficoltà dovesse emergere, controllano la frequenza degli allievi alle lezioni informando, quando necessario, le famiglie.

I DIPARTIMENTI

I Dipartimenti sono articolazioni disciplinari permanenti del Collegio dei Docenti, coordinati da un docente nominato dal Dirigente Scolastico.
Sono stati costituiti i seguenti Dipartimenti:
- Area umanistica Direttore: prof.ssa Battista Cosima
- Area scientifica Direttore: prof. Greco Angelo
- Area commerciale e turistica Direttore: prof. Giannella Vito
- Area tecnicograficaaudiovisiva Direttore: prof.ssa Lenti Maria
- Area sostegno alunni diversabili Direttore:prof.ssa Russo Vincenza


I Dipartimenti hanno il compito primario di definire la programmazione didattica su base modulare per le aree disciplinari interessate ed i relativi standard formativi, obiettivi trasversali comuni, modalità condivise di insegnamento e di verifica dell'apprendimento e criteri di valutazione uniformi, nonché di coordinare le fasi relative all'adozione dei libri di testo.

LETTURA DEL TERRITORIO ED ANALISI DEI BISOGNI


Uno sguardo al territorio


L’Istituto insiste nel quartiere TRE CARRAREBATTISTI, che vede la presenza di diverse scuole tra secondarie di primo o secondo grado e primarie. Sul suo territorio sono ubicati: Il Palazzo della Cultura, l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e diversi Uffici Amministrativi:
Dal punto di vista urbanistico, il territorio presenta una maggiore percentuale di costruzioni di edilizia a carattere popolare, frutto della speculazione edilizia degli anni ’60, ma risulta, oggi, sostanzialmente ben servito ,
anche se poco fornito di verde e di punti di aggregazione.
L’utenza della scuola proviene in larga misura dai quartieri periferici della città e dalla provincia. Nel corso degli ultimi anni i servizi di trasporto, urbani ed extraurbani, sono diventati più efficienti, per cui non si può dire che esistano difficoltà per raggiungere la scuola. Il quartiere, collocato a ridosso del “Borgo”, vive in stretta relazione con tutto il territorio comunale, presentando le positività e le negatività di tutta la città.
Non possiamo in quest’ambito trascurare uno sguardo panoramico e necessariamente sintetico alle problematiche e alle esigenze di sviluppo dell’area tarantina; un istituto professionale, infatti, non può non rispondere alle esigenze di formazione che scaturiscono dal contesto socioeconomico e culturale di riferimento , locale e nazionale, se vuole dare effettive
prospettive di lavoro ai propri studenti.
L’area tarantina si caratterizza per la presenza di insediamenti di grande dimensione che storicamente condizionano il tessuto economico
e sociale, rappresentando da oltre quarant’anni un rischio per l’equilibrio dell’ecosistema, per una rilevante densità antropica e per una elevata mobilità urbana ed extraurbana non supportata da un quadro infrastrutturale adeguato alla domanda ed alle future prospettive di sviluppo ma che, al contrario, è tuttora caratterizzato da indici di dotazione, in particolare viari e ferroviari, molto inferiori alla media regionale e nazionale (…). La grande industria, in particolare quella siderurgica, risulta ad oggi ancora imprescindibile, ed incide in misura assolutamente rilevante sulla struttura economica territoriale della quale sostiene l’occupazione, il valore aggiunto industriale e l’interscambio con l’estero.
Il profondo radicamento della tematica ambientale, intrinsecamente connessa alle carenze infrastrutturali accennate, impone la definizione
di una visione strategica d’ampio respiro che contempli la realizzazione di interventi mirati al reale recupero ecosostenibile del territorio provinciale, incrementando la sua capacità attrattiva degli investimenti. Il “ risanamento ambientale” è dunque il nucleo concettuale attorno al quale sviluppare ogni progetto di riassetto dell’area, anche in considerazione della accennata rilevanza dell’industria pesante con la quale risulta pertanto indispensabile stabilire opportune norme di convivenza sostenibile(…).


Considerata la ricognizione condotta sul contesto sociale, economico ed ambientale della Provincia, sulle caratteristiche del modello di sviluppo seguito e sui nodi critici cui apportare interventi correttivi, si individuano due macro – assi di azione per la accelerazione e qualificazione del processo di sviluppo territoriale, da perseguire attraverso una stretta cooperazione nell’ambito del partenariato locale, in modo da assicurare un coordinato e funzionale processo di realizzazione delle molteplici iniziative collegate:
• il risanamento e la tutela ambientale del territorio provinciale come cornici determinanti dei programmi di sviluppo;
• la diversificazione del sistema produttivo locale lungo le tre direttrici del potenziamento del Porto e delle attività retroportuali, dell’impulso
al comparto turistico e del consolidamento del tradizionale settore dell’ agroalimentare.” (dal Documento di Orientamento per lo sviluppo dell’area Tarantina a cura della segreteria Tecnica della Conferenza UnitariaCamera di Commerci Taranto).


Gli assi di risposta, allora, possono essere individuati in figure professionali di sostegno per le attività di:monitoraggio integrato per la rilevazione delle sostanze inquinanti con effetti sull’aria, acqua, suolo;
• monitoraggio del livello di inquinamento prodotto dal traffico (indirizzo chimicobiologico);
• supporto alla piattaforma logistica di Agromed (indirizzo chimicobilogico)
• inserimento nelle attività connesse al potenziamento del sistema infrastrutturale per un miglioramento della viabilità commerciale e turistica,
• supporto alla realizzazione del Distripark, alle attività di servizio, allo sviluppo del turismo, alla comunicazione ed informazione (Indirizzi
di gestione aziendale, di turismo, audiovisivo e grafico pubblicitario).

Uno sguardo ai ragazzi

I ragazzi che frequentano l’Istituto provengono da un ceto sociale medio basso, anche se non mancano gli appartenenti a fasce di reddito più elevate.
Si cercherà di delinearne un identikit , compito non facile per la poliedricità degli atteggiamenti e dei valori di riferimento , così come non facile è farlo per tutti i giovani della nostra epoca.
La famiglia resta per la maggior parte di loro il riferimento più forte e conferma la sua posizione di luogo privilegiato del processo di costruzione dell’identità giovanile; tuttavia, è “ una famiglia” che vive le contraddizioni, le ambiguità, gli egoismi individuali, il relativismo dei valori della società attuale.
I nostri ragazzi sono adolescenti talvolta difficili, spesso in conflitto generazionale con l’adulto, appiattiti su modelli omologati , “giovani inquieti, in cerca di senso“ da dare alla loro vita. Sono una generazione sfortunata sotto molti aspetti, al di là dell’apparente benessere che li circonda.
Vivono il consumo facile, la vita quotidiana, svolta in una temporalità fatta solo di presente e di una somma di attimi senza prospettiva, e una realtà profonda fatta di assenza di futuro, pur in uno sterminato oceano di abbondanti offerte.
Manca un filo di senso fra mille luci, colori elettronici e un infinito spazio permissivo che, ormai, per molti ha il sapore dell’indifferenza e dell’abbandono”. (Bertagna)
I ragazzi appaiono più svelti, più pronti di riflessi, più capaci di senso pratico, di contro spesso sono fragili, affettivamente immaturi e/o incapaci di maturazione costante e regolata.
Affermano un relativismo etico radicale, che sfocia spesso in un indifferentismo di valori (ogni esperienza equivale all’altra) . Con difficoltà,
nella società che li circonda, trovano valori di riferimento stabili o modelli positivi; né la scuola, per la stragrande maggioranza, ha autorevolezza;
ai loro occhi finisce per essere una sorta di male necessario che si deve
attraversare e dalla quale non ci si aspetta più di tanto
. (Bertagna )
Per alcuni studenti del nostro Istituto, a quanto su esposto si aggiunge un’esperienza di vita caratterizzata da una precarietà sia affettiva (reale
mancanza di una delle figure genitoriali per motivi diversi ) sia economica (mancanza di un reddito sicuro).


Sintesi conclusiva

Da quanto su detto si evidenzia:
- una limitata motivazione allo studio e all’impegno costanti;
- una limitata autostima e rispetto di sé e degli altri;
- incerta identità culturale, derivante da una scarsa conoscenza del territorio, della “sua storia”, delle sue risorse;
- voglia di cambiare i sistemi di rapporto in cui gli alunni sono inseriti;
- carenza di occasioni di dialogo con i membri della propria famiglia e con il mondo adulto;
- attenzione al soddisfacimento dei propri bisogni e superficiale interesse per ogni problema di tipo politico sociale;
- volontà di socializzare, di avere spazi in cui sentirsi protagonisti e dare forma ed espressione alla propria creatività;
- esigenza di conoscere il proprio corpo per migliorarlo;
- difficoltà di comunicazione ed uso non sicuro e corretto della lingua;
- esigenza di orientare la propria vita verso valori positivi, senza cui i ragazzi diventano facile preda di un consumismo che impone loro -modelli di comportamento temporanei e privi di spessore etico;
- richiesta da parte del territorio di una formazione che, per rispettando la peculiarità di ogni ordine di scuola, proceda secondo la logica della
continuità per formare cittadini consapevoli, responsabili, capaci di entrare in relazione costruttiva con la realtà, aperti alla nuova dimensione europea, capaci di riconvertire le competenze in un mondo sempre più caratterizzato dal cambiamento;
- richiesta proveniente dai settori economici e del turismo territoriale, nonché dal settore grafico ed agroalimentare, di figure professionali che
agiscano a supporto dello stesso e con un atteggiamento culturale sempre creativo e orientato allo sviluppo.

I CORSI DEL CABRINI

Sono attivati i seguenti corsi di studio:

- Indirizzo Gestione Aziendale
- Indirizzo Impresa Turistica
- Indirizzo Grafico Pubblicitario
- Indirizzo Chimico Biologico
- Indirizzo Audiovisivo

Tutti i corsi di studio sono articolati in un triennio di qualifica, che dà adito ad un titolo intermedio direttamente spendibile nel mondo del lavoro, ed un biennio terminale (post-qualifica) che si conclude con l'Esame di Stato e che consente l'accesso a tutte le facoltà universitarie

PROFILI PROFESSIONALI E DISCIPLINE

 

Indirizzi:

 

Area di specializzazione o terza area

L’Area di specializzazione comprende 300 ore annue, realizzate in collaborazione con aziende e professionisti dei vari settori produttivi. Per l’anno scolastico 2005/2006 le figure professionali relative alla terza area sono:

INDIRIZZO CHIMICO BIOLOGICO:
IV A T.C.B.: Tecnico della gestione dei rifiuti
IV B T.C.B.: Tecnico del controllo ambientale
V A T.C.B.: Tecniche di analisi, gestione e controllo della qualità e della sicurezza alimentare nella filiera dei prodotti ortofrutticoli

INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO:
IV A T.G.P. :Tecniche di marketing relative alla progettazione e realizzazione di pubblicita’ nel contesto televisivo
IV B T.G.P.: Tecniche di progettazione e realizzazione di prodotti audiovisivi, con tecnologia digitale, destinati al mercato televisivo
V A T.G.P. :

INDIRIZZO TURISTICO:
IV B T.S.T.: Tecniche di gestione ed organizzazione di agenzia viaggi e booking tour operator
V T.S.T.:

INDIRIZZO GESTIONE AZIENDALE:
IV A TGA: Tecniche di gestione ed organizzazione di attivita’ connesse agli studi di consulenza aziendale-fiscale e del lavoro
IV C T.G.A.: Tecniche di gestione ed organizzazione di attivita’ connesse agli studi di consulenza aziendale-fiscale e del lavoro

SCELTE PEDAGOGICHE

Globalmente la scuola ha scelto di essere orientata alla valorizzazione dello studente, per accoglierne l’essere e svilupparne al massimo le potenzialità.
- L’insegnamento è orientato verso una ricerca metodologica , didattica e organizzativa di sviluppo di strategie di insegnamento e apprendimento per la crescita professionale. L’ambiente scolastico è teso alla promozione dell’autoapprendimento individuale e di gruppo.
-La programmazione, organizzata in modo modulare secondo obiettivi formativi e competenze, tende ad individuare interventi e iniziative sistematiche in risposta ai bisogni particolari degli alunni (accoglienza, riequilibrio, orientamento, disagio socioculturale, handicap) e delle loro famiglie.
-Si utilizzano mezzi multimediali per arricchire le capacità richieste dai profili professionali.
-Il clima relazionale è improntato alla collaborazione tra docenti e docenti e tra docenti e allievi.
In questa scuola moderna e funzionale, viene focalizzata l’attenzione sulle strategie che contribuiscono ad instaurare un ambiente favorevole all’apprendimento e a creare un clima positivo di sostegno e di relazioni in cui tutti gli alunni siano individualmente stimati e rispettati. In primo luogo si creano delle opportunità in cui gli alunni possano esprimere la loro autodeterminazione al fine di incoraggiare le loro naturali tendenze a imparare, a crescere e ad assumersi la responsabilità del loro apprendimento, abbattendo alcune conseguenze negative dell’esperienza scolastica come la noia, il timore di fallire, la chiusura in se stessi e l’apatia.
Pertanto, la scuola non si limita ad istruire, favorendo l’acquisizione delle conoscenze, ma si occupa e si preoccupa della formazione delle personalità valorizzando le identità personali, sociali e culturali favorendone i vari aspetti: motorio, affettivo, sociale, morale, linguistico e religioso. Ogni alunno ha diritto-dovere di educarsi e di istruirsi; non è mero destinatario dell’azione educativa, ma è il vero protagonista dei processi apprenditivi e formativi con l’aiuto e la guida dei docenti. A questo proposito, al fine di favorirne la crescita, la valorizzazione e l’affettività, la scuola forma tutti gli alunni, compresi quelli che partono in condizioni di svantaggio sia psico-fisico sia culturale, e si adegua alle caratteristiche personali degli allievi, facendo in modo che ogni singolo allievo possa esprimersi al massimo delle sue possibilità, evitando che i più deboli siano sempre in affanno e che i più dotati debbano limitarsi a segnare il passo imposto dal resto della classe Per questo motivo, la scuola è un ambiente di apprendimento che :
- attraverso metodologie efficaci, trasmette contenuti disciplinari in quantità proporzionata alle caratteristiche dei singoli;
- promuove intenzioni socio-culturali fra gli alunni per favorire la nascita di atteggiamenti positivi nei confronti degli altri;
- organizza attività necessarie per sviluppare le capacità linguistiche, matematiche, sociali, motorie.
E’ evidente che la formazione integrale non deve essere concepita in senso quantitativo, ma piuttosto come un atteggiamento di apertura al patrimonio culturale dell’umanità intera.
La scuola dunque coglie l’occasione per favorire la conoscenza e la valorizzazione delle diversità a tutti i livelli e, nel contempo tratta in maniera differenziata ogni singolo individuo per rispettare e valorizzare le sue specifiche capacità.
A questo proposito, è necessario dire che, all’inizio dell’anno scolastico vengono attivati corsi di recupero per coloro che risultano avere delle carenze formative evidenziate nell’anno precedente. L’obiettivo prioritario di tali corsi è quello di far raggiungere a suddetti alunni “bisognosi” una maggiore padronanza del sapere come strumento essenziale utile e necessario per orientarsi nelle diverse situazioni di apprendimento e di operatività

OBIETTIVI TRASVERSALI

- Scolarizzazione, promuovere una maggiore socializzazione e collaborazione, accettare e rispettare le regole di vita scolastica;
- capacità di superare atteggiamenti egocentrici, saper lavorare in gruppo stimolando e valorizzando il contributo di ciascuno;
- saper ascoltare e comprendere le ragioni degli altri;
- sviluppare le capacità di lettura e comprensione di ogni tipo di testo, sviluppare le capacità di produzione di ogni tipo di testo;
- acquisire un metodo di lavoro organizzato;
- sviluppare le capacità di autocontrollo;
- educare al dialogo e all’accettazione delle diversità.
- sviluppo del senso di responsabilità, verso sé, verso gli altri e verso gli impegni assunti;
- capacità di analisi, sintesi e di rielaborazione;
- sviluppo della capacità operativa;
- sviluppo della capacità critica e dell’autovalutazione nei processi produttivi;
- saper interagire con le problematiche specifiche e del mondo del lavoro con responsabilità;
- acquisire uno stile di vita in armonia con l’ambiente;
- capacità di esporre con chiarezza le proprie idee articolando adeguatamente l’argomento e utilizzando una relativa adeguata terminologia;
- capacità di organizzare autonomamente collegamenti pluridisciplinari;
- saper utilizzare al meglio le competenze professionali acquisite tenendo conto delle innovazioni del mondo del lavoro;
- capacità di trasferire le proprie competenze da un ambito disciplinare ad un altro e di confrontarle;
- capacità di valutazione, intesa come abilità nel saper valutare l’attendibilità di teorie ed assunti;
- saper valutare criticamente la realtà
- sapersi orientare nelle scelte per gli studi successivi o per l’inserimento sul mondo del lavoro.

METODOLOGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE

L’obiettivo fondamentale indicato nel Regolamento dell’Autonomia scolastica del ’99 è espresso come necessità di garantire a tutti gli alunni il successo formativo inteso come piena formazione della persona umana secondo il dettato dell’art. 3 della Costituzione. Il miglioramento dei processi di insegnamento apprendimento passa attraverso il miglioramento delle strategie di insegnamento apprendimento, oltre che a quello delle strutture scolastiche e l’arricchimento delle tecnologie educative, comprese quelle multimediali. La nostra scuola è tesa al miglioramento di tali strategie: infatti, è in corso un progetto di formazione in servizio che prevede, tra l’altro, la sperimentazione sul campo di metodologie innovative, quali la ricerca-azione, il brain strorming, il modeling educativo, il goal setting,
Tali metodologie affiancheranno quelle tradizionali, quali la lezione frontale, e saranno finalizzate a favorire la motivazione, il perseguimento degli obiettivi, i processi cognitivi e metacognitivi, nonché la realizzazione di un clima adatto a favorire la frequenza assidua, l’attenzione, lo studio, la crescita culturale e umana per garantire a tutti gli alunni il raggiungimento degli obiettivi richiesti. Fondamentale è infatti rendere sempre più efficace l’intervento didattico, scommettendo sulla possibilità di miglioramento degli esiti formativi degli allievi.
La programmazione è modulare e l’anno scolastico si articola in due quadrimestri.
Nell’attività didattica ed educativa è inoltre privilegiata l'utilizzazione di materiale audiovisivo e multimediale.


LA VALUTAZIONE

La valutazione non è un momento isolato, bensì un sistematico confronto interno al processo di acquisizione e assimilazione delle nozioni e dei contenuti, con l’efficacia degli interventi predisposti, con il raggiungimento o meno dei traguardi assegnati.
Tra i criteri della valutazione, appare fondamentale quello della trasparenza, che giova alla limpidezza del rapporto tra docente e discente e stabilisce il clima di fiducia necessario agli interlocutori del processo educativo. La valutazione dovrà riferirsi a competenze cognitive e comportamentali chiaramente individuate e ad indicatori di qualità; si avvarrà di prove d’ingresso e di osservazioni sistematiche, in modo che ogni diagnosi sia funzionale al progetto educativo.
Strumento base per la valutazione è la verifica degli obiettivi. Tale verifica risponde a due finalità tra loro connesse ed interdipendenti: a) l’accertamento dei risultati conseguiti da ogni studente; b) la valutazione dell’efficacia dell’attività di programmazione.
E’ dunque evidente come la verifica assuma anche una funzione regolativa dell’azione didattica.
Criteri di valutazione
Ferma restando la libertà d’insegnamento e l’autonomia del docente, si assumono alcuni criteri generali e comuni alle diverse discipline sulla base di quanto stabilito dalle riunioni per dipartimenti e aree disciplinari.
In generale la valutazione sarà effettuata tenendo conto dei tre parametri di riferimento fondamentali: conoscenza, competenza, capacità, così definite:
a. CONOSCENZA (sfera del sapere): acquisizione, a diversi livelli, dei contenuti disciplinari proposti;
b. COMPETENZA (sfera del saper fare): applicazione di una o più conoscenze e utilizzazione delle categorie linguistiche tecnico – specifiche delle discipline, anche in contesti problematici nuovi;
c. CAPACITA’ (sfera del saper essere): capacità di analisi, sintesi e rielaborazione critica dei contenuti, consistente nel saper effettuare operazioni di consapevole, autonoma e personale problematizzazione dei concetti.

La valutazione deriverà pertanto dalla misura del livello raggiunto in termini di conoscenze, competenze e capacità sulla base degli standard formativi individuati nelle programmazioni disciplinari. Tale misurazione sarà tradotta in un voto, ottenuto attraverso la seguente griglia di valutazione, che verrà reso noto all'allievo con opportune indicazioni, utili a trasformare in occasione di formazione anche il momento valutativo.

 

 

CRITERI DI VALUTAZIONE
Voto
Giudizio
CONOSCENZE
COMPETENZE
CAPACITA’
1 – 3
Gravemente insufficiente Frammentarie e gravemente lacunose Applica le conoscenze minime solo se guidato e con gravi errori Comunica in modo scorretto e improprio
4
Insufficiente Superficiali e lacunose Applica le conoscenze minime, se guidato, ma con errori anche nell’esecuzione di compiti semplici Comunica in modo inadeguato, non compie operazioni di analisi
5
Mediocre Superficiali ed incerte Applica le conoscenze con imprecisione nell’esecuzione di compiti semplici Comunica in modo non sempre coerenteHa difficoltà a cogliere nessi logici; compie analisi lacunose
6
Sufficiente Essenziali, ma non approfondite Esegue compiti semplici senza errori sostanziali, ma con alcune incertezze Comunica in modo semplice ma adeguato. Incontra qualche difficoltà nelle operazioni di analisi e sintesi, pur individuando i principali nessi logici
7
Discreto Essenziali con eventuali approfondimenti guidati Esegue correttamente compiti semplici e applica le conoscenze anche a problemi complessi, ma con qualche imprecisione Comunica in modo abbastanza efficace e corretto. Effettua analisi, coglie gli aspetti fondamentali, incontra qualche difficoltà nella sintesi
8
Buono Sostanzialmente complete con qualche approfondimento autonomo Applica autonomamente le conoscenze anche a problemi complessi in modo globalmente autonomo Comunica in modo efficace ed appropriato. Compie analisi corrette ed individua collegamenti. Rielabora autonomamente e gestisce situazioni nuove non complesse
9
Ottimo Complete, organiche, articolate e con approfondimenti autonomi Applica le conoscenze in modo corretto ed autonomo anche a problemi complessi Comunica in modo efficace ed articolato. Rielabora in modo personale e critico, documenta il proprio lavoro. Gestisce situazioni nuove e complesse
10
Eccellente Organiche, approfondite ed ampliate in modo autonomo e personale Applica le conoscenze in modo corretto, autonomo e creativo a problemi complessi Comunica in modo efficace e articolato. Legge criticamente fatti ed eventi, documenta adeguatamente il proprio lavoro. Gestisce situazioni nuove, individuando soluzioni originali


 

 

 

OFFERTA INTEGRATIVA DEL CURRICOLO


SCUOLA ED ENTE LOCALE

A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri


Dalla legge 59/1997 (la cosiddetta Bassanini 1) al 2001, sono stati definiti una serie di importanti provvedimenti che hanno spostato il baricentro delle decisioni dal Ministero alle scuole; dall’Amministrazione scolastica alle Regioni, alle Province, ai Comuni.
Essendo, però, l’autonomia scolastica non solo un insieme di norme, ma, soprattutto, l’espressione di un sistema di valori, non si può non riconoscere che il cammino per esercitare i poteri conquistati è appena iniziato e nulla si presenta facile o scontato nel rapporto, tutto da costruire, fra Autonomia scolastica e Autonomia e Comunità locali.
Se, dunque il modello di governo rigido e centralistico era da superare, non era – ne è - venuta meno l’esigenza di unitarietà del sistema, in base alla quale Regioni, Province e Comuni ( si veda la legge costituzionale 3/2001, “Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione”) non sono più un’articolazione interna della Repubblica, ma ne sono parte costitutiva, con potestà legislativa, regolamentari e funzioni amministrative ben distribuite e tese a condividere una cultura democratica mai acquisita per sempre, da esercitare nell’affermazione del principio di responsabilità, del primato della legalità, della ripartizione dei poteri e dei loro limiti in uno Stato di diritto.
Con riferimento all’autonomia delle istituzioni scolastiche, le prerogative delle stesse sono deducibili, innanzitutto, dall’art. 21 della legge 59/97, legge vigente sul momento in cui è stato modificato il titolo V che ha elevato a rango costituzionale l’autonomia scolastica.
Un riferimento alla sentenza 13/2004 della Corte Costituzionale servirà per approfondire i contenuti ed i limiti dell’autonomia scolastica che, se non potrà risolversi in una incondizionata libertà di autodeterminazione, esigerà pur sempre che “a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell’esercizio della potestà legislativa concorrente, non possano pregiudicare”.
In tale crocevia, che è culturale ed istituzionale ad un tempo, si trova, come tante altre istituzioni scolastiche, il “Cabrini”, che va sperimentando le piste possibili di un’autonomia organizzativa e didattica esigita dai tempi , ma soprattutto, dalla necessità di perseguimento di obiettivi di nuova cittadinanza, ad un tempo nazionale ed europea, legata al “locale”, ma non estranea al “globale”, che si profila come una dimensione, un dato – osserva qualcuno – da considerare e governare, per non esserne irretiti o, nella peggiore delle ipotesi, rivelarsi soltanto convitati di pietra di una storia ed un destino, che si potrebbero svolgere senza di noi e nostro malgrado.
In una fase di profonda transizione costituzionale, il passaggio di competenza dallo Stato alle Regioni e la creazione della scuola della Repubblica non sono interventi di cosmesi: è un profondo ribaltamento di assetto complessivo, che richiede impegno costruttivo quotidiano, creatività e propensione autentica all’innovazione.
Appaiono sempre più crescenti gli aspetti di funzionamento del servizio scolastico che implicano collaborazione, sinergia, condivisione fra più istituzioni e parallelamente può rilevarsi come, in un fecondo rapporto sinergico, sono tutte le istituzioni ad esserne arricchita ed è il complessivo servizio che si rende alla Comunità ad esserne potenziato nella sua “qualità”, tesa a soddisfare le esigenze formative della persona e quelle solidali del suo contesto sociale, sia comunale sia provinciale ed infine regionale.
Fra i settori di maggior rilievo ai fini della collaborazione interistituzionale, basterebbe pensare alla gestione della rete scolastica, al governo dei tempi per la scuola, alla promozione di modelli e forme di mobilità sostenibile: tutte avventure che, al Cabrini, abbiamo cominciato a sperimentare dall’anno 2004 – 05 e che, se non fosse intervenuto un vulnus di inedita gravità il 21 ottobre di quest’anno scolastico in corso (2005 – 06) , non sarebbe stato sospeso, anzi sarebbe stato potenziato con le conseguenze immaginabili a beneficio dell’utenza e, più in generale della collettività.
Ciò nonostante, è su questa linea che intendiamo proseguire, né è dato ad alcuno di attardarsi in antiquati quanto anacronistici paessaggi pedagogici.
Si pensi, infine, a quale particolarissimo valore strategico avrebbe un “Piano per l’offerta formativa” che davvero fosse frutto di un lavoro collegiale, non solo delle componenti scolastiche o degli “addetti ai lavori”, ma della Comunità più vasta, interpellata e chiamata non solo a condividere ma, soprattutto, a proporre.
Allora, e solo allora, “il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche” sarebbe sintesi di pareri e proposte provenienti anche da organismi e associazioni dei genitori e degli studenti.
Sarebbe davvero, così come tendenzialmente aspiriamo a formularlo (ma ci rendiamo conto che è un cammino sempre in fieri, un work in progress), un P.O.F. che si misurerebbe con le esigenze del contesto sociale, culturale ed economico della realtà locale.
E, d’altra parte, non può non essere - così come altrettanto tendenzialmente lo stiamo elaborando – un P.O.F. finalizzato alla “cittadinanza Europea”, che, se ignorata, potrebbe colpevolmente marginalizzare non solo singole istituzioni scolastiche, ma tutt’intero un sistema formativo, chiamato a confrontarsi in una competizione che è di saperi modernamente intesi, pertanto capaci di integrare semanticamente l’area delle “competenze” e dei “valori”, che danno spessore ed identità ad una cittadinanza degna del nuovo secolo e del nuovo millennio.
In questa direzione, il presente anno scolastico intende proseguire, fino alla elaborazione di una sintesi, frutto di ricerca teorica, ma, allo stesso tempo, laboratorio di buone pratiche, che potrebbe innalzare la qualità dell’ “insegnamento – apprendimento”, rendendola più consapevole e più collegiale, insomma finalizzata al miglior perseguimento dell’obiettivo comune, che rimane quello di valorizzare al meglio le potenzialità individuali e di garantire a tutti un livello minimo decorosamente accettabile in considerazione degli attuali progressi della scienza e della tecnologia, oltre che delle esigenze di una società democratica più avanzata.

 

INTERVENTI A FAVORE DELL’INTEGRAZIONE

DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI


L’Istituto Professionale di Stato “Cabrini” di Taranto, nel rispetto della normativa vigente, in riferimento all’integrazione scolastica degli allievi diversamente abili, si propone di rendere operante l’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione nel sistema scolastico attuale.
L’integrazione è fonte di una preziosa dinamica di rapporti e d’interazioni, che è occasione di maturazione per tutti.
L’inserimento degli allievi diversamente abili nelle classi, è finalizzato alla piena integrazione di ognuno offrendo ad essi ogni possibile opportunità formativa, con l’obiettivo di consentire a ciascuno il pieno sviluppo delle proprie potenzialità.
L’Istituto vive nel Sostegno da diversi anni ed ha consolidato la sua esperienza con l’istituzione del gruppo H sorto con il compito di collaborare per attivare tutte quelle iniziative educative e d’in- tegrazione scolastica che mirino ad un progetto di vita dell’allievo.
L’Istituto accoglie tipologie di handicap fisico, psichico e sensoriale ed è prevista, inoltre, la presenza dell’equipe socio-psico-pedagogica. Più in generale, ci si propone di mirare a creare un potenziale raggiungimento dei requisiti per la formazione in accordo con i corsi previsti e precisamente:

1. Operatore grafico pubblicitario
2. Operatore audiovisivo
3. Operatore della gestione aziendale
4. Operatore dell’impresa turistica

Il curriculum di studio, prevede materie comuni a tutti gli indirizzi e materie specifiche per l’aria professionale. Questo rende possibile agevolare l’organizzazione dell’orientamento interno: qualora l’adolescente con handicap sentisse l’esigenza di cambiare la scelta iniziale effettuata, sarà seguito individualmente nelle nuove materie dell’aria professionalizzante.
Oltre alla formazione nella specifica professione attinente al corso prescelto, si prevede il potenziamento e la crescita dell’autonomia personale e della capacità di socializzazione anche mediante l’individuazione di lavori di gruppo e di maturità affettivo-relazionale.
Le attività di sostegno sono relative alle aree di recupero, pertanto, verranno considerati l’autonomia, l’addestramento e la socializzazione secondo l’iter individuale risultante dal Progetto Educativo Personalizzato individuato per ogni singolo allievo disabile.
Altro obiettivo fondamentale è quello di potenziare l’aspetto cognitivo, anche attraverso i seguenti punti:
1. Accogliere e conoscere gli alunni;
2. Favorire il loro essere soggetti attivi del percorso scolastico;
3. Individuare percorsi formativi adatti ad ognuno.

L’inserimento degli alunni con handicap all’interno dell’istituto si pone, inoltre, come meta di agevolazione dei percorsi individuabili:

SAPERE - SAPER FARE - SAPER ESSERE

Attraverso mezzi diretti (uso di ausili e tecnologie specifiche) o indiretti (potenziamento di azioni didattiche di sostegno rivolte al gruppo classe o a piccoli gruppi) prevedendo lavori trasversali ed interdisciplinari con situazioni di compresenza e di classi aperte.
L’utilizzo di supporti informatici ha portato in modo naturale lo studente con handicap o con difficoltà attentiva, a seguire in maniera più efficace la lezione.
Ciascun corso si conclude con l’esame finale per il conseguimento della qualifica professionale spendibile in campo lavorativo, o in caso di impedimenti oggettivi, con una certificazione di credito formativo del percorso effettuato e delle abilità raggiunte.
Verranno tenuti in considerazione eventuali crediti formativi per possibili forme di orientamento previste dall’autonomia scolastica.
E’ stato avviato, inoltre, all’interno dell’Istituto, il progetto in rete di Sperimentazione metodologica e didattica per l’integrazione degli alunni diversabili: “Comunic@ndo”.

 

 

ATTIVITA’ DI ORIENTAMENTO

Orientamento in entrata

Con l’espressione “orientamento in entrata” si intende il complesso di iniziative di continuità e accoglienza atte a favorire l’ingresso di nuovi alunni nell’Istituto Cabrini. Si tratta di incontri con docenti e studenti delle Scuole medie del territorio, durante i quali viene illustrato il Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, le caratteristiche dei corsi e le figure professionali. Il termine “continuità” indica le iniziative volte ad approfondire la collaborazione con gli insegnanti della scuola media e a rendere graduale l’inserimento di nuovi alunni nell’Istituto, mentre l’”accoglienza” prevede iniziative tese a mettere a proprio agio la nuova utenza nell’Istituto e a favorire la socializzazione. In tale ambito, fondamentale è il ruolo del tutor, vale a dire di quel Docente nominato dal Dirigente che, in stretta collaborazione con il Consiglio di classe e con lo psicologo parteciperà, su richiesta, alle riunioni dello stesso in qualità di supervisore, coordina l’attività di accoglienza e di accompagnamento previste dal POF, verifica costantemente l’andamento didattico e disciplinare del gruppo classe nonché il profitto dei singoli allievi. In tale veste formula le proposte operative al Consiglio di classe ed instaura rapporti di fattiva collaborazione con le famiglie degli studenti al fine di meglio coordinare l’azione educativa.

Orientamento in itinere.

Comprende quelle iniziative volte a favorire la conoscenza di se stessi da parte degli alunni e anche delle proprie attitudini, abilità, aspirazioni, che si proiettano oltre la scuola media superiore. Prevede le iniziative comprese nell’area de sé che riguardano la sfera psicologica dell’alunno, e dell’altro da sé che prevedono il relazionamento dello studente con il mondo del lavoro oppure l’Università. Esperti intervengono nelle classi per intessere un dialogo che stimoli le capacità introspettive del ragazzo, l’autoanalisi, la presa di coscienza dei propri problemi e delle proprie esigenze, con l’aiuto di personale specializzato, in collegamento anche con lo sportello del CIC. Sono particolarmente importanti nelle prime classi in cui molti ragazzi soffrono per il cambiamento di scuola. Spesso si tratta di una crisi che si risolve entro i primi due mesi, ma se la sofferenza e l’insuccesso scolastico persistono, gli insegnanti del Consiglio di classe, il tutor, unitamente ai genitori ed, eventualmente, ad un esperto esterno, verificano la coerenza delle scelte scolastiche e sostengono gli alunni nel passaggio ad un altro indirizzo dell’Istituto, ad altra scuola, o al sistema della formazione professionale. Nelle ultime classi viene privilegiata invece la fase di apertura verso la realtà post-diploma, ossia il mondo del lavoro, dell’Università, degli stages e di tutte quelle attività inerenti l’ingresso nella vita da adulto. Vengono chiamati esperti per illustrare gli indirizzi universitari, gli sbocchi professionali e le possibilità di impiego sul territorio.

Orientamento in uscita.

Si articola in vari microprogetti i cui obiettivi possono essere così riassunti:
• Stimolare la coscienza, l’autovalutazione delle proprie attitudini e capacità
• Aumentare la consapevolezza delle proprie capacità di scelta, anche in condizioni di incertezza
• Supportare gli studenti nel processo di orientamento scolastico/professionale
• Progettare proposte e percorsi di orientamento nella scuola e in raccordo con le opportunità formative del mondo universitario e del lavoro
• Valutare l’efficacia delle proposte e dei servizi offerti.
Tutte le attività di orientamento proposte agli allievi mirano a favorire una scelta autonoma attraverso:
A) la sensibilizzazione della scuola e degli studenti al problema della scelta;
B) un’articolata serie di informazioni su curricoli e professioni (incontri con esponenti del mondo del lavoro);
C) un’autovalutazione basata, oltre che sui risultati scolastici anche su test attitudinali e di interessi;
D) esperienze formative che stimolino nuove curiosità (stage, incontri con esperto di psicologia del lavoro);
E) incontri con docenti universitari ( sia presso l’Istituto che in sede universitaria).

PROGETTO SPERIMENTALE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO

“FORMARE IL CITTADINO EUROPEO”

Presso l’Istituto Cabrini è in corso un progetto sperimentale di formazione in servizio sul tema “FORMARE IL CITTADINO EUROPEO”. Esso nasce dall’esigenza degli insegnanti, del personale ATA e del Dirigente scolastico di riflettere sulla necessità e possibilità di creare una scuola europea e quindi adeguare metodologie, strategie, saperi, a tale finalità e di rendere gli allievi consapevoli dell’appartenenza all’Europa e capaci di partecipare a momenti ed eventi in cui si eserciti la democrazia.
Il progetto è curato dal prof. Franco Priore, psicopedagogista e docimologo, autore di numerosi libri e prevede la pubblicazione del materiale e dei risultati, anche grazie alla collaborazione di docenti universitari ed esperti in tematiche europee di fama, quali il prof. Settis, Rettore della Scuola Superiore Normale di Pisa, il prof. D’Andrea dell’Università di Napoli e Senatore del Parlamento Italiano, il prof. Augeri dell’Università di Lecce, il prof. Augenti dell’Università LUMSA di Roma, la dott. Merico Ricercatrice di filosofia e altri.
Nella prima parte del progetto, svoltasi nell’anno scolastico 2004/2005 sono state individuate e sperimentate sul campo delle metodologie particolarmente coinvolgenti, quali il brain storming, il modeling educativo, il goal setting, il sensemaking, la lezione strategica. Attualmente i docenti stanno realizzando, con la guida del prof. Priore, degli itinerari educativo-didattici che rappresentano l’ABC della cittadinanza europea.


ATTIVITA’ SPORTIVA SCOLASTICA


L’istituto offre a tutti gli studenti la possibilità di svolgere un’attività sportiva che parte da quella effettuata durante le ore curriculari di Educazione Fisica e si sviluppa nel gruppo sportivo che porta gli alunni a confrontarsi in competizioni e manifestazioni di vario livello.
L’attività sportiva ha lo scopo di promuovere iniziative intese a suscitare e consolidare nei giovani una cultura motoria, considerata come fattore di formazione umana e di crescita personale e civile.
Attraverso il gioco e la competizione sviluppa il concetto del rispetto delle regole e dei ruoli, contribuisce a migliorare la fiducia in se stessi e rappresenta uno dei mezzi per la formazione della personalità.
Attraverso il gruppo sportivo si svolgono, in orario extrascolastico, attività sportive facoltative finalizzate all’approfondimento di alcune discipline, ad affinare la preparazione degli alunni che intendono partecipare a competizioni sportive, alla diffusione di una pratica di “sport per tutti” che favorisca l’aggregazione e il coinvolgimento del maggior numero di studenti.
Le attività proposte prevedono la partecipazione a:

- Tornei di classe e di interclasse:
• Pallavolo
• Pallatamburello
• Tennis-tavolo
- Campionati sportivi studenteschi:
• Corsa campestre
• Atletica leggera
• Pallacanestro
• Nuoto
• Calcio
• Calcio a 5
- Fuoriclasse cup
- Mundialito escuela


ATTIVITA’ DI SVILUPPO E POTENZIAMENTO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE

Una mancata conoscenza di una lingua straniera ostacola , fin dall’inizio, le aspirazioni e rende difficoltoso il cammino di studio e professionale dei nostri giovani.
Una efficace formazione in tal senso contribuisce inoltre allo sviluppo della personalità e dei valori etici dell’individuo che oggi è sempre più necessaria se si tiene presente la natura sempre più multietnica delle società industriali.
Il successo formativo nell’apprendimento della lingua straniera non è un fenomeno di sola quantità linguistica ma i risultati migliori sono dovuti anche, e soprattutto all’autenticità della lingua e delle attività che caratterizzano un tale tipo di apprendimento .
E’ proprio questa maggiore autenticità che consente una più profonda identificazione da parte dello studente. L’identificazione stimola una maggiore motivazione , la quale porta ad un deeper processing dell’apprendimento.
Pertanto , accanto all’insegnamento “ tradizionale” della lingua saranno sviluppate attività di tipo context reduced e/o sempre più cognitively demanding nelle quali lo studente sia impegnato nella realizzazione di una finalità concreta e percepisca la necessità di conoscenza della lingua straniera come bisogno reale

FINALITA’ EDUCATIVE:
1. migliorare la qualità dell’apprendimento delle lingue straniere
2. rendere l’individuo meglio in grado di far fronte alla esigenze del mondo attuale che impone contatti con persone di provenienza linguistica e culturale diversa.
3. Lo sviluppo e la consapevolezza e dell’abilità degli studenti nel manipolare gli aspetti più formali della lingua obiettivo ai fini di una comunicazione efficace
4. Educazione interculturale come finestra sul mondo
5. La formazione di figure professionali capaci di fronteggiare la competizione a livello europeo nel mondo del lavoro
6. Incremento delle motivazioni degli allievi
7. Formazione dell’uomo e del cittadino Europeo
8. Contribuire alla formazione dell’uomo e del cittadino consapevole della propria identità culturale ed aperto all’accettazione delle altre culture diverse dalla propria

OBIETTIVI SPECIFICI:
> Promuovere lo sviluppo di una identità culturale
> Ampliare le competenze professionali degli allievi attraverso la conoscenza della lingua straniera oggetto di studio
> Potenziare le competenze linguistiche e le motivazioni all’apprendimento della lingua da parte dei giovani
> Introdurre la pratica della ricerca come metodo di lavoro
> Sviluppare le abilità di uso dei mezzi informatici ( computer , internet)

Alla luce di quanto detto sopra , sono state individuate alcune linee operative in relazione alle aree di intervento previste dalla funzione strumentale in oggetto , di seguito specificate

> PROGETTO SPERIMENTALE PORTFOLIO LINGUISTICO EUROPEO
Il presente progetto si pone la finalità di introdurre nella prassi della didattica dell’insegnamento nuovi strumenti e metodi di insegnamenti delle lingue che aiutino il docente e lo studente a creare un efficace percorso di insegnamento – apprendimento finalizzato al riconoscimento di competenze specifiche e, in prospettiva, all’acquisizione di certificazioni europee spendibili nel mondo del lavoro.

> PROGETTO 3^AREA: IMPROVING LANGUAGE SKILLS IN ENGLISH
Al fine di fornire agli allievi opportunità formative di alto livello e fornire occasioni di contatto diretto con la cultura e la lingua anglosassone sono previsti corsi di lingua inglese settoriale con docenti madrelingua all’interno delle attività di terza fascia per le classi del biennio post-qualifica dei settori turistico ed economico-aziendale. Il corso prevede l’accesso all’esame per la certificazione europea Trinità

> PROGETTO CERTIFICAZIONE STRANIERA TRINITY
Tale progetto extracurricolare riprende le finalità e le modalità del progetto precedente ma si rivolge agli studenti frequentanti il monoennio di qualifica e il biennio post- qualifica di tutti gli indirizzi che non usufruiscono del corso di lingua durante le attività di terza fascia .

> TEATRO IN INGLESE
Oggi il teatro in lingua è entrato a far parte del quotidiano scolastico e diverse compagnie internazionali operano nel settore dell’offerta di rappresentazioni teatrali in lingua inglese a fini didattici. Tale attività offre l’opportunità di avvicinare gli allievi del nostro Istituto al mondo del teatro attraverso la visione di opere culturalmente formative e linguisticamente rilevanti.

> PROGETTI EUROPEI SOCRATES- COMENIUS- LEONARDO DA VINCI – E TWINNING
Tali progetti, finanziati dalla Comunità Europea,offrono l’opportunità di ampliare l’offerta formativa attraverso l’attivazione di scambi culturali con altri paesi europei e tirocini all’estero nell’ambito della formazione professionale

PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONI ARTISTICHE E CULTURALI DI PARTICOLARE VALENZA FORMATIVA

L’Istituto Cabrini offre agli studenti opportunità per avvicinarsi e fruire di alcune discipline dello spettacolo come cinema, teatro, musica, danza, per promuovere fra i giovani la cultura dello spettacolo spesso totalmente ignorata o appena conosciuta.
Un buon film o una rappresentazione avvincente possono aiutare i giovani ad allargare i propri orizzonti mentali, sviluppare le proprie facoltà intellettive, esplorare mondi lontani. L’aiuto degli insegnanti e degli esperti di settore aiuta i ragazzi a distinguere la realtà dalla finzione, a leggere al di là dell’ apparenza e a decodificare il messaggio ricevuto.
La partecipazione a mostre, manifestazioni artistiche, culturali, contribuisce ad accrescere la sensibilità estetica ed affinare le capacità critiche. Tutto ciò è una ulteriore occasione per capire meglio se stessi in relazione al proprio vissuto e alla realtà esterna.


ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

La portata del processo dei cambiamenti in atto nella scuola, le nuove norme, la complessità e la contingenza dei mercati e dei sistemi produttivi che si modificano velocemente e chiedono forza lavoro aggiornata e flessibile costituiscono una sollecitazione ad avviare, in attesa di novità ordinamentali, uno sviluppo dell’alternanza scuola lavoro e di tutte quelle modalità di apprendimento che favoriscono e sono favorite dalla integrazione tra scuola e impresa.
Con l’alternanza la collaborazione tra mondo della scuola e del lavoro ha tra gli obiettivi quelli di dare vita a “territori di integrazione” dove:

- l’apprendimento sia più accattivante;
- agli studenti sia garantita l’opportunità di sperimentare e conoscere meglio le proprie vocazioni e attitudini;
- siano favorite quelle scelte più consapevoli, da parte degli studenti per i successivi percorsi e per lo sviluppo delle competenze necessarie al sistema sociale e produttivo del nostro paese;
- promuovere lo sviluppo di competenze utili ad entrare e rimanere nel mondo del lavoro e a partecipare alla vita sociale in modo attivo, consapevole e collaborativo;
- rispondere ai bisogni espressi dalla crescente insofferenza dei giovani verso il classico insegnamento ex cathedra al fine di valorizzare un apprendimento di tipo reticolare.

Nel percorso formativo finalizzato al Diploma di primo livello e nel post-qualifica si utilizzerà, nell’ambito di attività progettuali, la metodologia didattica dell’alternanza scuola lavoro come modalità di realizzazione di parte del percorso formativo, progettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica in collaborazione con le imprese.
La prima condizione indispensabile per la realizzazione delle iniziative consiste nell’organizzazione modulare delle attività che prevederanno momenti di alternanza tra formazione teorica e tecnico pratica. Secondo quest’impostazione la valutazione in itinere consente di verificare le reali abilità e competenze apprese dallo studente in modo da approfondire, in un modulo successivo, le eventuali competenze non acquisite o di integrare la programmazione disciplinare con apporti più propriamente tecnico-professionali derivanti dal contatto con il sistema aziendale. Nell’alternanza l’esperienza del tirocinio è una componente costitutiva e caratterizzante della formazione; non è puramente funzionale, opzionale ed integrativa rispetto al corso in cui è inserita; può essere collocata in qualsiasi momento del percorso sulla base di un progetto didattico formativo che tiene comunque conto di alcuni requisiti indispensabili per conseguire la migliore efficacia del periodo in azienda e può essere reiterata ciclicamente e suddivisa in vari momenti nel corso dell’anno.

ORGANIZZAZIONE DELL'OFFERTA FORMATIVA


L'offerta formativa dell'Istituto si articola attraverso:

• L'ORARIO SETTIMANALE FUNZIONALE AL POF
Dato l’elevato numero di studenti pendolari, la scuola ha adattato l’orario scolastico alle esigenze degli alunni con l’introduzione delle ore di 55minuti. Ciò favorisce anche la partecipazione ad attività integrative ed aggiuntive pomeridiane e/o di recupero, grazie anche all’apertura dell’edificio scolastico, con orario continuativo.
> Unità orarie (u.o.) di 55 min.
> Area di approfondimento in orario mattutino o pomeridiano secondo le scelte operative dei docenti interessati.


CORSI DI QUALIFICA

CARICO ORARIO: 36 h settimanali + 4 h settimanali per l'area di approfondimento.

MATTINA

Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
8.00
8.00
8.00
8.00
8.00
8.00
13.30
13.30
13.30
13.30
13.30
13.30
6 u.o.
6 u.o.
6 u.o.
6 u.o.
6 u.o.
6 u.o.



• Possibilità di aggiungere l'area di approfondimento.

POMERIGGIO

• Possibilità di inserire l'area di approfondimento.
• Attività di progetto
• Corsi di recupero

CORSI POST-QUALIFICA

CARICO ORARIO: 30 h /sett. + 6 h /sett. per l'area di professionalizzazione

MATTINA

• ATTIVITÀ CURRICOLARI: ore 8.00 - 13.30 per cinque giorni alla settimana (30 u.o.)
• AREA DI PROFESSIONALIZZAZIONE: una giornata settimanale ( 6 h)


• LA FLESSIBILITÀ

> CURRICOLI:

- curricolo nazionale
- curricolo d'Istituto (attività di progetto)

> CONTENUTI DISCIPLINARI :

- organizzazione modulare della programmazione didattica



> SUDDIVISIONE DEGLI ALUNNI IN GRUPPI :

- corsi di sostegno e recupero (anche individualizzati)
- corsi di valorizzazione (eccellenza)
- attività di continuità e orientamento
- corsi “passerella” tra indirizzi e/o scuole diverse
- attività di progetto.


OBBLIGO SCOLASTICO E FORMATIVO

L’Istituto Cabrini tenendo conto del nuovo ordinamento dell'obbligo formativo, sancito in particolare dalla Legge 144/99 art.68 e per creare i presupposti del successo formativo individuale, consentendo all'allievo di scegliere con maggior consapevolezza il successivo percorso di istruzione o formazione, ha progettato una serie di interventi integrativi e di raccordo che si affiancheranno alla didattica ordinaria anche ai fini di prevenire la dispersione. Tali interventi, già in parte attivati durante lo scorso anno scolastico, si propongono di:

ATTIVITA' PROGETTUALI


- Progettare e realizzare iniziative di continuità con altri indirizzi di studio e con le agenzie formative del territorio.
- Favorire la reciproca conoscenza tra le diverse strutture e i vari servizi offerti.
- Consolidare la fase di accoglienza, diagnosi e riequilibrio delle competenze e la fase del riorientamento.
- Progettare e realizzare attività differenziate anche alla luce di situazioni di handicap.
- Consolidare la fase di orientamento in uscita.
- Progettare un sistema di monitoraggio dei flussi in uscita
- Progettare e realizzare un sistema di registrazione e certificazione che evidenzi i percorsi formativi seguiti e le competenze acquisite
- Contribuire alla realizzazione di un servizio integrato di orientamento scolastico e professionale tra scuola - enti locali- formazione professionale- ufficio provinciale del lavoro- università.

INDICATORI DI QUALITÀ' DEL POF

- Chiarezza comunicativa.
- Organicità e coerenza delle scelte.
- Equilibrio tra le parti.
- Fattibilità.
- Attenzione alla domanda formativa e al territorio.
- Flessibilità della proposta formativa.
- Valorizzazione della diversità e promozione delle potenzialità dei singoli.
- Verificabilità.
Strumenti utilizzabili:
- schede relative alla qualità della proposta progettuale da rivolgere ai docenti;
- Validazione del P.O.F., a conclusione dell'anno scolastico, da parte delle articolazioni funzionali del Collegio dei Docenti .

VALUTAZIONE INTERNA D’ISTITUTO

L'Istituto attua da tempo idonee attività volte a raccogliere elementi utili al monitoraggio continuo ed alla valutazione dei fattori di qualità degli aspetti organizzativi e didattici del servizio.
L'iniziativa è tesa a favorire il miglioramento delle prestazioni del singolo formatore e del servizio fornito dalla istituzione scolastica e quindi della credibilità dell'Istituto nella prospettiva dell'autonomia, di cui categoria concettuale fondante è la valutazione della qualità dell'istruzione. L'attività contribuisce inoltre ad una più precisa definizione del contesto socio-economico in cui la scuola agisce ed opera, consentendole di mantenersi in più stretta relazione con le mutevoli esigenze del mondo della produzione e del lavoro.
Nell'ambito del monitoraggio attivato dall'Ufficio Scolastico Regionale della Puglia per l'A.S. 2004/2005 " Progetto Qualità nella Scuola" le iniziative attuate dal Cabrini sono ampiamente riportate tra le migliori pratiche.
Il modello di autoanalisi adottato si basa 5 campi di indagine e 20 fattori di qualità di seguito riportati:

CONTESTO
> Lettura del territorio(situazione socio-ambientale)
> Analisi dei bisogni formativi
> Analisi degli interessi (attività extracurricolari)
> Analisi e prevenzione di comportamenti a rischio e conflittuali

INPUT (RISORSE)
> Analisi risorse umane
> Analisi delle risorse materiali (attrezzature)
> Analisi delle risorse strutturali
> Adeguatezza delle risorse finanziarie
PROCESSI

a) ORGANIZZATIVO-GESTIONALI
> Continuità, orientamento e tutoraggio
> Dipartimenti e programmazione didattica
> Piano dell'Offerta Formativa
> Supporto ai docenti e sostegno agli alunni

b) INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO
> Differenziazione processi formativi (accoglienza, handicap, integrazione)
> Modalità di attuazione ed organizzazione attività didattiche
> Programmazione e apprendimenti (progressi e risultati in itinere)
> Azioni di riequilibrio

OUTPUT (RISULTATI)
> Valutazione del POF
> Valutazione della programmazione didattica e dei risultati del processo di insegnamento-apprendimento
> Valutazione delle iniziative di continuità, orientamento e tutoraggio
> Valutazione delle attività di supporto ai docenti e di sostegno agli alunni

 

AUTOVALUTAZIONE D'ISTITUTO
CAMPI DI INDAGINE E FATTORI DI QUALITA'
CONTESTO
INPUT (RISORSE)
PROCESSI
OUTPUT (RISULTATI)
ORGANIZZATIVO-GESTIONALI
INSEGNAMENTO- APPRENDIMENTO
  • Lettura del territorio(situazione socio-ambientale)
  • Analisi dei bisogni formativi
  • Analisi degli interessi (attività extracurricolari)
  • Analisi e prevenzione di comportamenti a rischio e conflittuali
  • Analisi risorse umane
  • Analisi delle risorse materiali (attrezzature)
  • Analisi delle risorse strutturali
  • Adeguatezza delle risorse finanziarie
  • Continuità, orientamento e tutoraggio
  • Dipartimenti e programmazione didattica
  • Piano dell'Offerta Formativa
  • Supporto ai docenti e sostegno agli alunni
  • Differenziazione processi formativi (accoglienza, handicap, integrazione)
  • Accoglienza, orientamento
  • Modalità di attuazione ed organizzazione attività didattiche
  • Programmazione e apprendimenti (progressi e risultati in itinere)
  • Azioni di riequilibrio
  • Valutazione del POF
  • Valutazione dellaprogrammazione didattica e dei risultati del processo di insegnamento-apprendimento
  • Valutazione iniziative di continuità, orientamento e tutoraggio
  • Valutazione iniziative di supporto ai docenti e di sostegno per gli alunni

 

 

VALUTAZIONE ESTERNA

L’Istituto ha partecipato negli anni precedenti ai Progetti Pilota per la valutazione complessiva del Sistema Scolastico Italiano a cura dell’INValSI.
Nel 2001 infatti, il Ministero dell’Istruzione istituì un Gruppo di Lavoro, con l'incarico di predisporre gli indirizzi riguardanti una valutazione del servizio scolastico nazionale.
Nell’anno scolastico 2001-2002 il Gruppo di Lavoro propose un primo Progetto Pilota (PP1) avente lo scopo di sperimentare, su un numero adeguato di scuole, la possibilità di creare un Servizio Nazionale di Valutazione.
Tale Servizio rispondeva alle seguenti esigenze:
- misurare scuola per scuola il grado di raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal MIUR;
- consentire l’individuazione tempestiva e sistematica, scuola per scuola, di eventuali punti critici rispetto agli obiettivi prefissati e intervenire ai diversi livelli di responsabilità al fine di ottenere il miglioramento continuo del sistema dell’istruzione nazionale;
- utilizzare parametri coerenti con quelli usati dai servizi di valutazione degli altri paesi UE e del resto del mondo.
Dopo i buoni esiti ottenuti, il Gruppo di Lavoro propose per l’anno scolastico 2002-2003 il Progetto Pilota 2 per la rilevazione delle attività della scuole e degli apprendimenti degli studenti delle prime e terze classi nelle discipline Italiano, Matematica e Scienze, a cui il Cabrini ha partecipato come scuola campione.
I risultati finali ottenuti, sia pure riguardanti un numero limitato di classi, furono, specie per la terza classe, superiori alla media nazionale ed a quelli dell'Istruzione Professionale.
Si manifestò perciò l'esigenza di confermare i dati positivi emersi attraverso la partecipazione nell'A.S. 2003-2004 al Progetto Pilota 3, con un coinvolgimento assai più ampio di classi di tutti gli indirizzi.
I risultati ottenuti nelle prove di apprendimento del PP3 sono stati ancora una volta superiori alla media nazionale, eccetto per la Matematica nelle classi terze, e comunque sempre largamente superiori alle medie dell'Istruzione Professionale.
Nell'A.S. 2004/05 è stato finalmente istituito il Servizio Nazionale di Valutazione (SNV) a cura dell'InValSI e l'Istituto Cabrini si è registrato per partecipare all'imminente avvio della rilevazione delle attività delle scuole e degli apprendimenti degli studenti per l'anno scolastico in corso.
L'Istituto inoltre partecipa al Progetto OCSE PISA Puglia, preparatorio alla valutazione internazionale OCSE degli apprendimenti degli studenti quindicenni, che nel 2006 riguarderà principalmente i livelli di acquisizione di competenze nelle Scienze, dopo i precedenti monitoraggi su Italiano e Matematica, nei quali l'Italia ha ottenuto risultati inferiori alle attese.