a.s. 2008-09
|
Il Cabrini avvia i suoi primi passi Organizzazione didatticofunzionale dell’Istituto Lettura del territorio e Analisi dei bisogni Profili professionali e discipline |
Offerta integrativa
del curricolo L'organizzazione dell'Offerta formativa Obbligo scolastico e formativo |
|
Tel. Dirigente Scolastico: 0994777628
Tel. VicePresidenza: 0994779469
Tel. Segreteria: 0994777646
Fax: 0994779477
Email: tarc05000g@istruzione.it
INDIRIZZI DI STUDIO
Gestione Aziendale
Impresa Turistica
Grafico Pubblicitario
Chimico Biologico
Audiovisivo
A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri
“L’anno 1961, il giorno 10 ottobre, nella sede
della Scuola (n.d.r. si trattava dell’I.T.F. M.Pia), convocato e presieduto dal Presidente avv. Giuseppe
Acquaviva, si riunisce il Consiglio di
Amministrazione per trattare il seguente O.d.G.:
1. Istituzione di sezioni di Istituto professionale;
2. omissis ceteris.
Sono presenti i consiglieri ing. Salvatore Spallitta, avv. Gregorio Pasanisi,
prof. Angelo Vincenzo Curci, preside della Scuola e
segretario del Consiglio, rag .Dario Maggio,
segretario economo della scuola.
Il Preside informa il Consiglio che in data 3 ottobre 1961, con nota 5170, è
giunta l’autorizzazione per il funzionamento presso il nostro Istituto di
due sezioni di istituto professionale femminile.
La determinazione della qualifica è demandata al Consiglio di
Amministrazione, d’intesa con il Provveditore agli Studi, il Consiglio
Provinciale Istruzione Tecnica, gli Enti economici locali”.
L’atto di nascita, o, meglio, del concepimento della nostra scuola
consente di caratterizzare una sorta di identikit originario, che, se si vuole
essere fedeli alle origini, pur nel necessario adattamento alle esigenze della
modernità, non si può trascurare.
I fondatori succitati facevano esplicito riferimento alle “esigenze
dell’economia locale in vista dello sviluppo economico e turistico della
zona” e, sulla base di tali ragioni, proposero all’approvazione
Ministeriale l’istituzione della qualifica di “sarta per
bambini” (settore abbigliamento) e “accompagnatrice turistica e
addetta agli uffici turistici” (settore del turismo e dei servizi sociali).
Dopo nemmeno due mesi, il 29 novembre del 1961, si riuniva nuovamente il
Consiglio di Amministrazione per trattare il seguente O.d.G.:
1. Organizzazione nuovo Istituto professionale Incarico Segretario Economo;
2. Organizzazione nuovo Istituto professionale Nomine Insegnanti.
All’interno dello stesso il preside riferisce che, a seguito di quanto
disposto dal Ministero e deliberato dal Consiglio, erano state regolarmente
effettuate le iscrizioni e l’istituto avrebbe potuto iniziare il regolare
funzionamento proprio l’indomani (30 novembre 1961).
Non mi appare inutile ricordare come il preside Curci
avesse ottenuto dal Consiglio di Amministrazione del “Consorzio
provinciale per l’istruzione tecnica” il finanziamento di un corso
preparatorio per l’accesso all’istituto professionale delle giovani
che avessero compiuto il 14° anno di età e fossero sprovviste del titolo di
studio.
Era dunque nel DNA della nostra scuola preoccuparsi delle giovani generazioni,
e, soprattutto, di quelle appartenenti a ceti sociali meno abbienti, proprio
quelli in minima consuetudine con la scolarità superiore: non è difficile,
perciò, immaginare che il carisma di tali fondatori e l’intuizione che
presiedeva al loro impegno organizzativo fu il necessario mix che condusse
centinaia e poi migliaia di famiglie ad iscrivere le loro figlie ad una scuola
che ne considerava le necessità più vere e le indirizzava verso studi con forte
risvolto operativo, di recupero che fu insieme sociale e culturale.
Nella stessa adunata del 29 novembre 1961 fu affidata la funzione di Segretario
Economo al rag. Vincenzo Altavilla applicato di
segreteria dell’Ist. Tecnico
Maria Pia, e si deliberò di conferire i primi incarichi di insegnamento
per l’anno scolastico
Ulteriore puntello al consolidamento della neonata nostra istituzione
scolastica fu l’assegnazione oraria che
“Premesso che il sig. Provveditore agli studi, con nota 5865/1 del 15
maggio
……DELIBERA
1. di assumere, a carico del bilancio comunale, gli
oneri previsti dalla legge in ordine al funzionamento dall’anno
scolastico 196263 del nuovo istituto professionale di questo capoluogo”
Fu la necessaria premessa per l’avvio della storia autonoma di
un’istituzione nata come “corsi aggregati dell’istituto
tecnico femminile” pertanto debitrice nei confronti dello stesso dei
primi 9 milioni finalizzati all’avvio del primo anno di vita dei due
corsi iniziali, ma, soprattutto, dell’intuizione sociale e civile, oltre
che pedagogica e didattica, che ha presieduto alla sua nascita.
Averne recuperato, in un tentativo di fedele rievocazione documentaria, i primi
passi, ancorché non finalizzato ad alcun gusto per l’antiquariato storicopedagogico, sarà la necessaria premessa per
costruire e/o ricostruire il senso di una direzione, la fedeltà alle origini,
la capacità di innovare nella fedeltà ad assunti irrinunciabili.
Di lì, dunque, si partì per un’avventura che portò la nostra scuola
addirittura all’eclatante risultato di 105 classi per circa 240
professori, 2400 alunni, 60 appartenenti al personale ATA, con diverse sedi
succursali disseminate sul territorio provinciale.
Si potranno, pertanto, comprendere le osservazioni di uno di quei pionieri il
rag. Altavilla che, ad una serie di domande dello
scrivente sulla vita scolastica di quegli anni, evidenziava l’enormità
dei problemi, cui doveva necessariamente corrispondere un’assiduità di
impegno, che non aveva limiti di tempo e che fu il crogiuolo attraverso cui una
generazione di futuri Segretari si sarebbe formata, dai Giudetti
ai Sara’.
Naturalmente, fin dall’inizio, nonostante l’illuminata conduzione
di un solo preside, il prof. Curci, cominciarono a
diversificarsi le esigenze, comprese quelle di spazio, che avevano condotto
l’Amministrazione Comunale a realizzare un’ala diversa, che fu
occupata dall’allora Scuola di Avviamento “Maria Pia”.
La maggiore soddisfazione, però, fu quella di ricevere richieste per la
collocazione nel Centro Nord della nostra Nazione, di diverse alunne, cui
sarebbe stato fornito, oltre al salario, il vitto e l’alloggio: fu il
riconoscimento diffuso di un valore dell’Istituto che aveva travalicato i
confini provinciali.
L’Istituto comprende una sede centrale e una succursale.
RISORSE UMANE
RISORSE STRUTTURALI
ORGANIZZAZIONE DIDATTICOFUNZIONALE
DELL’ISTITUTO
L’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico, Dott. Prof.
Angelo Carrieri, che assicura la gestione
unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile
della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del
servizio.
Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al
dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di
valorizzazione delle risorse umane.
In particolare il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica
secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle
relazioni sindacali.
Nell’esercizio delle competenze di cui sopra il dirigente scolastico
promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la
collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche
del territorio, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa
come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per
l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per
l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni.
Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche,
spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle
risorse e del personale.
Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il
dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere
delegati specifici compiti. Nell’Istituto Professionale “Cabrini”le
deleghe sono state così assegnate:
• Vicario prof. Felice Iezza
• Collaboratore del Dirigente scolastico, prof.ssa Francesca
In base ai parametri di riferimento
relativi all’autonomia didattico –
organizzativa, il Collegio dei Docenti ha nominato con propria delibera 6
funzioni strumentali:
1. prof. Maria Lo Savio (Area 1: Gestione del Piano
dell’Offerta formativa “Coordinamento delle attività relative al
POF”)
2. prof. Angelo Greco (Area 1:
Gestione del Piano dell’Offerta formativa “Coordinamento della
progettazione curriculare, analisi e tabulazione dei dati)
3. prof. Emilia Apostolico (Area 2: Sostegno al lavoro dei
docenti “Analisi dei bisogni formativi, gestione e diffusione del piano
di formazione e di aggiornamento” )
4. prof. Nicoletta Bruni (Area 3:
Interventi e servizi per gli studenti “ Coordinamento e gestione e delle
attività di continuità, orientamento e tutoraggio e delle visite guidate e
d’istruzione” )
5. prof. Franca Maruzza ( Area 3:
Interventi e servizi per gli studenti “Gestione psicopedagogica della
socializzazione e coordinamento delle attività di compensazione, integrazione e
recupero, finalizzate anche ad evitare la dispersione scolastica” )
6. prof. Angelo Eifù
( Area 3: Interventi e servizi per gli studenti “Gestione delle relazioni
a livello europeo, coordinamento delle attività di sviluppo e potenziamento
delle competenze linguistiche, diffusione e promozione di progetti europei,
anche in lingua straniera”)
Ai fini di una funzionalità generale e soprattutto didattica dell’Istituto, oltre ai docenti individuati per le funzioni strumentali, , si stabilisce la nomina di un coordinatore per ogni consiglio di classe. I coordinatori costituiscono il punto di riferimento della classe, per docenti e studenti e presiedono insieme al dirigente d’Istituto i consigli di classe. Segnalano eventuali problemi e disfunzioni, o qualsiasi difficoltà dovesse emergere, controllano la frequenza degli allievi alle lezioni informando, quando necessario, le famiglie.
I DIPARTIMENTI
I Dipartimenti sono articolazioni
disciplinari permanenti del Collegio dei Docenti, coordinati da un docente
nominato dal Dirigente Scolastico.
Sono stati costituiti i seguenti Dipartimenti:
- Area umanistica Direttore: prof.ssa Russo Maria Giovanna
- Area scientifica Direttore: prof. Greco Angelo
- Area commerciale e turistica Direttore: prof. Giannella
Vito
- Area tecnico-grafica Direttore: prof.ssa Lenti Maria
- Area audiovisiva Direttore: prof. Montuori Vito
- Area sostegno alunni diversabili Direttore:prof.ssa Russo Vincenza
I Dipartimenti hanno il compito primario di definire la programmazione
didattica su base modulare per le aree disciplinari interessate ed i relativi
standard formativi, obiettivi trasversali comuni, modalità condivise di
insegnamento e di verifica dell'apprendimento e criteri di valutazione
uniformi, nonché di coordinare le fasi relative all'adozione dei libri di
testo.
LETTURA DEL TERRITORIO ED ANALISI DEI BISOGNI
Uno sguardo al territorio
L’Istituto insiste nel quartiere TRE CARRARE BATTISTI, che vede la
presenza di diverse scuole tra secondarie di primo o secondo grado e primarie.
Sul suo territorio sono ubicati: Il Palazzo della Cultura, l’Assessorato
alla Pubblica Istruzione e diversi Uffici Amministrativi:
Dal punto di vista urbanistico, il territorio presenta una maggiore percentuale
di costruzioni di edilizia a carattere popolare, frutto della speculazione
edilizia degli anni ’60, ma risulta, oggi, sostanzialmente ben servito ,
anche se poco fornito di verde e di punti di aggregazione.
L’utenza della scuola proviene in larga misura dai quartieri periferici
della città e dalla provincia. Nel corso degli ultimi anni i servizi di
trasporto, urbani ed extraurbani, sono diventati più efficienti, per cui non si
può dire che esistano difficoltà per raggiungere la scuola. Il quartiere,
collocato a ridosso del “Borgo”, vive in stretta relazione con
tutto il territorio comunale, presentando le positività e le negatività di
tutta la città.
Non possiamo in quest’ambito trascurare uno sguardo panoramico e
necessariamente sintetico alle problematiche e alle esigenze di sviluppo
dell’area tarantina; un istituto professionale, infatti, non può non
rispondere alle esigenze di formazione che scaturiscono dal contesto
socioeconomico e culturale di riferimento , locale e
nazionale, se vuole dare effettive
prospettive di lavoro ai propri studenti.
L’area tarantina si caratterizza per la presenza di insediamenti di
grande dimensione che storicamente condizionano il tessuto economico
e sociale, rappresentando da oltre quarant’anni un
rischio per l’equilibrio dell’ecosistema, per una rilevante densità
antropica e per una elevata mobilità urbana ed extraurbana non supportata da un
quadro infrastrutturale adeguato alla domanda ed alle future prospettive di
sviluppo ma che, al contrario, è tuttora caratterizzato da indici di dotazione,
in particolare viari e ferroviari, molto inferiori alla media regionale e
nazionale (…). La grande industria, in particolare quella siderurgica,
risulta ad oggi ancora imprescindibile, ed incide in misura assolutamente
rilevante sulla struttura economica territoriale della quale sostiene
l’occupazione, il valore aggiunto industriale e l’interscambio con
l’estero.
Il profondo radicamento della tematica ambientale, intrinsecamente connessa
alle carenze infrastrutturali accennate, impone la definizione
di una visione strategica d’ampio respiro che contempli la realizzazione
di interventi mirati al reale recupero ecosostenibile del territorio
provinciale, incrementando la sua capacità attrattiva degli investimenti. Il
“ risanamento ambientale” è dunque il nucleo concettuale attorno al
quale sviluppare ogni progetto di riassetto dell’area, anche in
considerazione della accennata rilevanza
dell’industria pesante con la quale risulta pertanto indispensabile
stabilire opportune norme di convivenza sostenibile(…).
Considerata la ricognizione condotta sul contesto sociale, economico ed
ambientale della Provincia, sulle caratteristiche del modello di sviluppo
seguito e sui nodi critici cui apportare interventi correttivi, si individuano
due macro – assi di azione per la accelerazione
e qualificazione del processo di sviluppo territoriale, da perseguire
attraverso una stretta cooperazione nell’ambito del partenariato locale,
in modo da assicurare un coordinato e funzionale processo di realizzazione
delle molteplici iniziative collegate:
• il risanamento e la tutela ambientale del territorio provinciale come
cornici determinanti dei programmi di sviluppo;
• la diversificazione del sistema produttivo locale lungo le tre direttrici
del potenziamento del Porto e delle attività retroportuali, dell’impulso
al comparto turistico e del consolidamento del tradizionale settore dell’
agroalimentare.” (dal Documento di Orientamento per lo sviluppo
dell’area Tarantina a cura della segreteria Tecnica della Conferenza Unitaria-Camera di Commercio Taranto).
Gli assi di risposta, allora, possono essere individuati in figure
professionali di sostegno per le attività di:monitoraggio
integrato per la rilevazione delle sostanze inquinanti con effetti
sull’aria, acqua, suolo;
• monitoraggio del livello di inquinamento prodotto dal traffico
(indirizzo chimicobiologico);
• supporto alla piattaforma logistica di Agromed
(indirizzo chimicobiologico)
• inserimento nelle attività connesse al potenziamento del sistema
infrastrutturale per un miglioramento della viabilità commerciale e turistica,
• supporto alla realizzazione del Distripark,
alle attività di servizio, allo sviluppo del turismo, alla comunicazione ed
informazione (Indirizzi
di gestione aziendale, di turismo, audiovisivo e grafico pubblicitario).
Uno sguardo ai ragazzi
I ragazzi che frequentano
l’Istituto provengono da un ceto sociale medio basso, anche se non
mancano gli appartenenti a fasce di reddito più elevate.
Si cercherà di delinearne un identikit , compito non
facile per la poliedricità degli atteggiamenti e dei valori di riferimento ,
così come non facile è farlo per tutti i giovani della nostra epoca.
La famiglia resta per la maggior parte di loro il riferimento più forte e conferma
la sua posizione di luogo privilegiato del processo di costruzione
dell’identità giovanile; tuttavia, è “ una famiglia” che vive
le contraddizioni, le ambiguità, gli egoismi individuali, il relativismo dei
valori della società attuale.
I nostri ragazzi sono adolescenti talvolta difficili, spesso in conflitto
generazionale con l’adulto, appiattiti su modelli omologati , “giovani inquieti, in cerca di senso“ da dare
alla loro vita. Sono una generazione sfortunata sotto molti aspetti, al di là
dell’apparente benessere che li circonda.
Vivono il consumo facile, la vita quotidiana, svolta in una temporalità fatta
solo di presente e di una somma di attimi senza prospettiva, e una realtà
profonda fatta di assenza di futuro, pur in uno sterminato oceano di abbondanti
offerte.
“ Manca un filo di senso fra mille luci, colori elettronici e
un infinito spazio permissivo che, ormai, per molti ha il sapore
dell’indifferenza e dell’abbandono”. (Bertagna)
I ragazzi appaiono più svelti, più pronti di riflessi, più capaci di senso
pratico, di contro spesso sono fragili, affettivamente immaturi e/o incapaci di
maturazione costante e regolata.
Affermano un relativismo etico radicale, che sfocia spesso in un
indifferentismo di valori (ogni esperienza equivale all’altra) . Con difficoltà,
nella società che li circonda, trovano valori di riferimento stabili o modelli
positivi; né la scuola, per la stragrande maggioranza, ha autorevolezza;
“ai loro occhi finisce per essere una sorta di male necessario
che si deve
attraversare e dalla quale non ci si aspetta più di tanto”.
(Bertagna )
Per alcuni studenti del nostro Istituto, a quanto su esposto si aggiunge
un’esperienza di vita caratterizzata da una precarietà sia affettiva
(reale
mancanza di una delle figure genitoriali per motivi diversi ) sia economica
(mancanza di un reddito sicuro).
Sintesi conclusiva
Da quanto su detto si evidenzia:
- una limitata motivazione allo studio e all’impegno costanti;
- una limitata autostima e rispetto di sé e degli altri;
- incerta identità culturale, derivante da una scarsa conoscenza del
territorio, della “sua storia”, delle sue risorse;
- voglia di cambiare i sistemi di rapporto in cui gli alunni sono inseriti;
- carenza di occasioni di dialogo con i membri della propria famiglia e con il mondo
adulto;
- attenzione al soddisfacimento dei propri bisogni e superficiale interesse per
ogni problema di tipo politico sociale;
- volontà di socializzare, di avere spazi in cui sentirsi protagonisti e dare
forma ed espressione alla propria creatività;
- esigenza di conoscere il proprio corpo per migliorarlo;
- difficoltà di comunicazione ed uso non sicuro e corretto della lingua;
- esigenza di orientare la propria vita verso valori positivi, senza cui i ragazzi diventano facile preda di un consumismo che
impone loro -modelli di comportamento temporanei e privi di spessore etico;
- richiesta da parte del territorio di una formazione che, per rispettando la
peculiarità di ogni ordine di scuola, proceda secondo la logica della
continuità per formare cittadini consapevoli, responsabili, capaci di entrare
in relazione costruttiva con la realtà, aperti alla nuova dimensione europea,
capaci di riconvertire le competenze in un mondo sempre più caratterizzato dal
cambiamento;
- richiesta proveniente dai settori economici e del turismo territoriale,
nonché dal settore grafico ed agroalimentare, di figure professionali che
agiscano a supporto dello stesso e con un atteggiamento culturale sempre
creativo e orientato allo sviluppo.
Sono attivati i seguenti corsi di studio:
- Indirizzo Gestione Aziendale
- Indirizzo Impresa Turistica
- Indirizzo Grafico Pubblicitario
- Indirizzo Chimico Biologico
- Indirizzo Audiovisivo
Tutti i corsi di studio sono articolati in un triennio di qualifica, che dà adito ad un titolo intermedio direttamente spendibile nel mondo del lavoro, ed un biennio terminale (post-qualifica) che si conclude con l'Esame di Stato e che consente l'accesso a tutte le facoltà universitarie
PROFILI PROFESSIONALI E DISCIPLINE
Area di specializzazione o terza area
L’Area di specializzazione comprende 300 ore annue, realizzate in collaborazione con aziende e professionisti dei vari settori produttivi. Il collegio docenti, per poter effettuare attività di stage e di lezione presso le aziende, ha deliberato l’interruzione dell’attività didattica per tre settimane nel corso del secondo quadrimestre. Per l’anno scolastico 2008/2009 le figure professionali relative alla terza area sono:
INDIRIZZO CHIMICO BIOLOGICO:
Tecnico per la
gestione ecocompatibile dei rifiuti
classe
5^ sez.A T..C.B.
Tecnico per la gestione ecocompatibile
delle risorse energetiche
classe 4^ sez.A T..C.B.
INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO:
Tecnico Web graphic-designer
Classe 5^ Sez. A T.G.P.
Tecnico della vivibilità visiva
Classe 4^ Sez.A T.G.P.
Tecnico della pianificazione pubblicitaria per le risorse agricole
della regione Puglia
Classe 4^ Sez. B T.G.P.
INDIRIZZO TURISTICO:
Tecnico per la promozione del turismo
culturale e ambientale
classe 5^ sez. B T.S.T.
Tecnico per la promozione di itinerari
turistici del territorio
classe
4^ sez. B T.S.T.
INDIRIZZO GESTIONE AZIENDALE:
Tecnico della logistica integrata
Classe 4^ Sez. A T.G.A.
Tecnico della logistica commerciale
Classe 4 ^Sez. C T.G.A.
Tecnico dell'Internazionalizzazione delle
PMI
Classe 5^ Sez. A T.G.A.
INDIRIZZO AUDIOVISIVO
Tecnico della comunicazione audiovisiva e
multimediale
Classe5 sez A T.I.A
Tecnico della produzione audiovisiva per la
comunicazione d'impresa e la pubblicità
Classe 4^ A T.I.A.
PIANO INTEGRATO 2008/2009
Programmazione
Fondi Strutturali Europei 2007/2013
Programmi Operativi Nazionali - Annualità
2008/2009
B1-Graphein: la provocazione della scrittura (migliorare le competenze del personale della scuola)
B4- La diversità è una risorsa (metodologie per la didattica)
C1-La matematica per lo sviluppo di competenze trasversali
C1-Giornalisti in erba
C1- Sviluppo e certificazione delle competenze (informatica di base)
C5- Alternanza scuola-lavoro “addetto all’internazionalizzazione delle PMI
D1-Interventi rivolti ai docenti e al personale della scuola sulle nuove tecnologie ella comunicazione “Competenze digitali per il personale della scuola”
G1-Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani ed adulti “Breakthrough: basic english for adults”
G1- “Primi passi col computer”
FESR 2007/2013 B-2-562 – FESR pregresso
SCELTE PEDAGOGICHE
Globalmente la scuola ha scelto di
essere orientata alla valorizzazione dello studente, per accoglierne
l’essere e svilupparne al massimo le potenzialità.
- L’insegnamento è orientato verso una ricerca metodologica , didattica e organizzativa di sviluppo di strategie di
insegnamento e apprendimento per la crescita professionale. L’ambiente
scolastico è teso alla promozione dell’autoapprendimento individuale e di
gruppo.
-La programmazione, organizzata in modo modulare
secondo obiettivi formativi e competenze, tende ad individuare interventi e
iniziative sistematiche in risposta ai bisogni particolari degli alunni
(accoglienza, riequilibrio, orientamento, disagio socioculturale, handicap) e
delle loro famiglie.
-Si utilizzano mezzi multimediali per arricchire le capacità richieste dai
profili professionali.
-Il clima relazionale è improntato alla collaborazione
tra docenti e docenti e tra docenti e allievi.
In questa scuola moderna e funzionale, viene focalizzata l’attenzione
sulle strategie che contribuiscono ad instaurare un ambiente favorevole
all’apprendimento e a creare un clima positivo di sostegno e di relazioni
in cui tutti gli alunni siano individualmente stimati e rispettati. In primo
luogo si creano delle opportunità in cui gli alunni possano esprimere la loro
autodeterminazione al fine di incoraggiare le loro naturali tendenze a
imparare, a crescere e ad assumersi la responsabilità del loro apprendimento,
abbattendo alcune conseguenze negative dell’esperienza scolastica come la
noia, il timore di fallire, la chiusura in se stessi e l’apatia.
Pertanto, la scuola non si limita ad istruire, favorendo l’acquisizione
delle conoscenze, ma si occupa e si preoccupa della formazione delle
personalità valorizzando le identità personali, sociali e culturali favorendone
i vari aspetti: motorio, affettivo, sociale, morale, linguistico e religioso.
Ogni alunno ha diritto-dovere di educarsi e di istruirsi; non è mero
destinatario dell’azione educativa, ma è il vero protagonista dei
processi apprenditivi e formativi con l’aiuto e
la guida dei docenti. A questo proposito, al fine di favorirne la crescita, la
valorizzazione e l’affettività, la scuola forma tutti gli alunni,
compresi quelli che partono in condizioni di svantaggio sia psico-fisico sia
culturale, e si adegua alle caratteristiche personali degli allievi, facendo in
modo che ogni singolo allievo possa esprimersi al massimo delle sue
possibilità, evitando che i più deboli siano sempre in affanno e che i più
dotati debbano limitarsi a segnare il passo imposto dal resto della classe Per
questo motivo, la scuola è un ambiente di apprendimento che :
- attraverso metodologie efficaci, trasmette contenuti disciplinari in quantità
proporzionata alle caratteristiche dei singoli;
- promuove intenzioni socio-culturali fra gli alunni per favorire la nascita di
atteggiamenti positivi nei confronti degli altri;
- organizza attività necessarie per sviluppare le capacità linguistiche,
matematiche, sociali, motorie.
E’ evidente che la formazione integrale non deve essere concepita in
senso quantitativo, ma piuttosto come un atteggiamento di apertura al
patrimonio culturale dell’umanità intera.
La scuola dunque coglie l’occasione per favorire la conoscenza e la
valorizzazione delle diversità a tutti i livelli e, nel contempo tratta in maniera differenziata ogni singolo individuo per rispettare
e valorizzare le sue specifiche capacità.
A questo proposito, è necessario dire che, all’inizio dell’anno
scolastico vengono attivati corsi di recupero per coloro che risultano avere
delle carenze formative evidenziate nell’anno precedente.
L’obiettivo prioritario di tali corsi è quello di far raggiungere a
suddetti alunni “bisognosi” una maggiore padronanza del sapere come
strumento essenziale utile e necessario per orientarsi nelle diverse situazioni
di apprendimento e di operatività
- Scolarizzazione, promuovere una
maggiore socializzazione e collaborazione, accettare e rispettare le regole di
vita scolastica;
- capacità di superare atteggiamenti egocentrici, saper lavorare in gruppo
stimolando e valorizzando il contributo di ciascuno;
- saper ascoltare e comprendere le ragioni degli altri;
- sviluppare le capacità di lettura e comprensione di ogni tipo di testo,
sviluppare le capacità di produzione di ogni tipo di testo;
- acquisire un metodo di lavoro organizzato;
- sviluppare le capacità di autocontrollo;
- educare al dialogo e all’accettazione delle diversità.
- sviluppo del senso di responsabilità, verso sé, verso gli altri e verso gli
impegni assunti;
- capacità di analisi, sintesi e di rielaborazione;
- sviluppo della capacità operativa;
- sviluppo della capacità critica e dell’autovalutazione nei processi
produttivi;
- saper interagire con le problematiche specifiche e del mondo del lavoro con
responsabilità;
- acquisire uno stile di vita in armonia con l’ambiente;
- capacità di esporre con chiarezza le proprie idee articolando adeguatamente
l’argomento e utilizzando una relativa adeguata terminologia;
- capacità di organizzare autonomamente collegamenti pluridisciplinari;
- saper utilizzare al meglio le competenze professionali acquisite tenendo
conto delle innovazioni del mondo del lavoro;
- capacità di trasferire le proprie competenze da un ambito disciplinare ad un
altro e di confrontarle;
- capacità di valutazione, intesa come abilità nel saper valutare
l’attendibilità di teorie ed assunti;
- saper valutare criticamente la realtà
- sapersi orientare nelle scelte per gli studi successivi o per
l’inserimento sul mondo del lavoro.
METODOLOGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE
L’obiettivo fondamentale indicato
nel Regolamento dell’Autonomia scolastica del ’99 è espresso come
necessità di garantire a tutti gli alunni il successo formativo inteso come
piena formazione della persona umana secondo il dettato dell’art. 3 della
Costituzione. Il miglioramento dei processi di insegnamento apprendimento passa
attraverso il miglioramento delle strategie di insegnamento apprendimento,
oltre che a quello delle strutture scolastiche e l’arricchimento delle
tecnologie educative, comprese quelle multimediali. La nostra scuola è tesa al miglioramento
di tali strategie: infatti, è in corso un progetto di formazione in servizio
che prevede, tra l’altro, la sperimentazione sul campo di metodologie
innovative, quali la ricerca-azione, il brain strorming, il modeling educativo,
il goal setting,
Tali metodologie affiancheranno quelle tradizionali, quali la lezione frontale,
e saranno finalizzate a favorire la motivazione, il perseguimento degli
obiettivi, i processi cognitivi e metacognitivi,
nonché la realizzazione di un clima adatto a favorire la frequenza assidua,
l’attenzione, lo studio, la crescita culturale e umana per garantire a
tutti gli alunni il raggiungimento degli obiettivi richiesti. Fondamentale è infatti rendere sempre più efficace l’intervento
didattico, scommettendo sulla possibilità di miglioramento degli esiti
formativi degli allievi.
La programmazione è modulare e l’anno scolastico si articola in due
quadrimestri.
Nell’attività didattica ed educativa è inoltre privilegiata
l'utilizzazione di materiale audiovisivo e multimediale.
La valutazione non è un momento
isolato, bensì un sistematico confronto interno al processo di acquisizione e
assimilazione delle nozioni e dei contenuti, con l’efficacia degli
interventi predisposti, con il raggiungimento o meno dei traguardi assegnati.
Tra i criteri della valutazione, appare fondamentale quello della trasparenza,
che giova alla limpidezza del rapporto tra docente e discente e stabilisce il
clima di fiducia necessario agli interlocutori del processo educativo. La
valutazione dovrà riferirsi a competenze cognitive e comportamentali
chiaramente individuate e ad indicatori di qualità; si avvarrà di prove
d’ingresso e di osservazioni sistematiche, in modo che ogni diagnosi sia
funzionale al progetto educativo.
Strumento base per la valutazione è la verifica degli obiettivi. Tale verifica
risponde a due finalità tra loro connesse ed interdipendenti: a)
l’accertamento dei risultati conseguiti da ogni studente; b) la
valutazione dell’efficacia dell’attività di programmazione.
E’ dunque evidente come la verifica assuma anche una funzione regolativa
dell’azione didattica.
Criteri di valutazione
Ferma restando la libertà d’insegnamento e l’autonomia del docente,
si assumono alcuni criteri generali e comuni alle diverse discipline sulla base
di quanto stabilito dalle riunioni per dipartimenti e aree disciplinari.
In generale la valutazione sarà effettuata tenendo conto dei
tre parametri di riferimento fondamentali: conoscenza, competenza, capacità,
così definite:
a. CONOSCENZA (sfera del sapere): acquisizione, a diversi livelli, dei
contenuti disciplinari proposti;
b. COMPETENZA (sfera del saper fare): applicazione di
una o più conoscenze e utilizzazione delle categorie linguistiche tecnico
– specifiche delle discipline, anche in contesti problematici nuovi;
c. CAPACITA’ (sfera del saper essere): capacità
di analisi, sintesi e rielaborazione critica dei contenuti, consistente nel
saper effettuare operazioni di consapevole, autonoma e personale problematizzazione dei concetti.
La valutazione deriverà pertanto dalla misura del livello raggiunto in termini di conoscenze, competenze e capacità sulla base degli standard formativi individuati nelle programmazioni disciplinari. Tale misurazione sarà tradotta in un voto, ottenuto attraverso la seguente griglia di valutazione, che verrà reso noto all'allievo con opportune indicazioni, utili a trasformare in occasione di formazione anche il momento valutativo.
|
CRITERI DI
VALUTAZIONE |
|
|||||
|
|
Voto |
Giudizio |
CONOSCENZE |
COMPETENZE |
CAPACITA’ |
|
|
/ |
1 – 3 |
Gravemente insufficiente |
Frammentarie e gravemente lacunose |
Applica le conoscenze minime solo se guidato e con gravi errori |
Comunica in modo scorretto e improprio |
|
|
4 |
Insufficiente |
Superficiali e lacunose |
Applica le conoscenze minime, se guidato, ma con errori anche nell’esecuzione di compiti semplici |
Comunica in modo inadeguato, non compie operazioni di analisi |
||
|
Essenziale |
5 |
Mediocre |
Superficiali ed incerte |
Applica le conoscenze con imprecisione nell’esecuzione di compiti semplici |
Comunica in modo non sempre coerenteHa difficoltà a cogliere nessi logici; compie analisi lacunose |
|
|
6 |
Sufficiente |
Essenziali, ma non approfondite |
Esegue compiti semplici senza errori sostanziali, ma con alcune incertezze |
Comunica in modo semplice ma adeguato. Incontra qualche difficoltà nelle operazioni di analisi e sintesi, pur individuando i principali nessi logici |
||
|
Medio |
7 |
Discreto |
Essenziali con eventuali approfondimenti guidati |
Esegue correttamente compiti semplici e applica le conoscenze anche a problemi complessi, ma con qualche imprecisione |
Comunica in modo abbastanza efficace e corretto. Effettua analisi, coglie gli aspetti fondamentali, incontra qualche difficoltà nella sintesi |
|
|
8 |
Buono |
Sostanzialmente complete con qualche approfondimento autonomo |
Applica autonomamente le conoscenze anche a problemi complessi in modo globalmente autonomo |
Comunica in modo efficace ed appropriato. Compie analisi corrette ed individua collegamenti. Rielabora autonomamente e gestisce situazioni nuove non complesse |
||
|
Eccellente |
9 |
Ottimo |
Complete, organiche, articolate e con approfondimenti autonomi |
Applica le conoscenze in modo corretto ed autonomo anche a problemi complessi |
Comunica in modo efficace ed articolato. Rielabora in modo personale e critico, documenta il proprio lavoro. Gestisce situazioni nuove e complesse |
|
|
10 |
Eccellente |
Organiche, approfondite ed ampliate in modo autonomo e personale |
Applica le conoscenze in modo corretto, autonomo e creativo a problemi complessi |
Comunica in modo efficace e articolato. Legge criticamente fatti ed eventi, documenta adeguatamente il proprio lavoro. Gestisce situazioni nuove, individuando soluzioni originali |
||
OFFERTA INTEGRATIVA DEL CURRICOLO
SCUOLA ED ENTE LOCALE
A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri
Dalla legge 59/1997 (la cosiddetta Bassanini 1) al
2001, sono stati definiti una serie di importanti provvedimenti che hanno
spostato il baricentro delle decisioni dal Ministero alle scuole;
dall’Amministrazione scolastica alle Regioni, alle Province, ai Comuni.
Essendo, però, l’autonomia scolastica non solo un insieme di norme, ma,
soprattutto, l’espressione di un sistema di valori, non si può non
riconoscere che il cammino per esercitare i poteri conquistati è appena
iniziato e nulla si presenta facile o scontato nel rapporto, tutto da
costruire, fra Autonomia scolastica e Autonomia e Comunità locali.
Se, dunque il modello di governo rigido e centralistico era da superare, non
era – ne è - venuta meno l’esigenza di unitarietà del sistema, in
base alla quale Regioni, Province e Comuni ( si veda la legge costituzionale
3/2001, “Modifiche al Titolo V della parte seconda della
Costituzione”) non sono più un’articolazione interna della
Repubblica, ma ne sono parte costitutiva, con potestà legislativa,
regolamentari e funzioni amministrative ben distribuite e tese a condividere
una cultura democratica mai acquisita per sempre, da esercitare
nell’affermazione del principio di responsabilità, del primato della
legalità, della ripartizione dei poteri e dei loro limiti in uno Stato di
diritto.
Con riferimento all’autonomia delle istituzioni scolastiche, le
prerogative delle stesse sono deducibili, innanzitutto, dall’art. 21
della legge 59/97, legge vigente sul momento in cui è stato modificato il
titolo V che ha elevato a rango costituzionale l’autonomia scolastica.
Un riferimento alla sentenza 13/2004 della Corte Costituzionale servirà per
approfondire i contenuti ed i limiti dell’autonomia scolastica che, se
non potrà risolversi in una incondizionata libertà di autodeterminazione,
esigerà pur sempre che “a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi
di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell’esercizio
della potestà legislativa concorrente, non possano pregiudicare”.
In tale crocevia, che è culturale ed istituzionale ad un tempo, si trova, come
tante altre istituzioni scolastiche, il “Cabrini”, che va
sperimentando le piste possibili di un’autonomia organizzativa e
didattica esigita dai tempi , ma soprattutto, dalla
necessità di perseguimento di obiettivi di nuova cittadinanza, ad un tempo
nazionale ed europea, legata al “locale”, ma non estranea al
“globale”, che si profila come una dimensione, un dato –
osserva qualcuno – da considerare e governare, per non esserne irretiti
o, nella peggiore delle ipotesi, rivelarsi soltanto convitati di pietra di una
storia ed un destino, che si potrebbero svolgere senza di noi e nostro
malgrado.
In una fase di profonda transizione costituzionale, il passaggio di competenza
dallo Stato alle Regioni e la creazione della scuola della Repubblica non sono
interventi di cosmesi: è un profondo ribaltamento di assetto complessivo, che
richiede impegno costruttivo quotidiano, creatività e propensione autentica
all’innovazione.
Appaiono sempre più crescenti gli aspetti di funzionamento del servizio
scolastico che implicano collaborazione, sinergia, condivisione fra più
istituzioni e parallelamente può rilevarsi come, in un fecondo rapporto
sinergico, sono tutte le istituzioni ad esserne arricchita ed è il complessivo
servizio che si rende alla Comunità ad esserne potenziato nella sua
“qualità”, tesa a soddisfare le esigenze formative della persona e
quelle solidali del suo contesto sociale, sia comunale sia provinciale ed
infine regionale.
Fra i settori di maggior rilievo ai fini della collaborazione
interistituzionale, basterebbe pensare alla gestione della rete scolastica, al
governo dei tempi per la scuola, alla promozione di modelli e forme di mobilità
sostenibile: tutte avventure che, al Cabrini, abbiamo cominciato a sperimentare
dall’anno 2004 – 05 e che, se non fosse intervenuto un vulnus di
inedita gravità il 21 ottobre di quest’anno scolastico in corso (2005
– 06) , non sarebbe stato sospeso, anzi sarebbe stato potenziato con le
conseguenze immaginabili a beneficio dell’utenza e, più in generale della
collettività.
Ciò nonostante, è su questa linea che intendiamo proseguire, né è dato ad
alcuno di attardarsi in antiquati quanto anacronistici paessaggi
pedagogici.
Si pensi, infine, a quale particolarissimo valore strategico avrebbe un
“Piano per l’offerta formativa” che davvero fosse frutto di
un lavoro collegiale, non solo delle componenti scolastiche o degli
“addetti ai lavori”, ma della Comunità più vasta, interpellata e
chiamata non solo a condividere ma, soprattutto, a proporre.
Allora, e solo allora, “il documento fondamentale costitutivo dell’identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche” sarebbe sintesi di
pareri e proposte provenienti anche da organismi e associazioni dei genitori e
degli studenti.
Sarebbe davvero, così come tendenzialmente aspiriamo a formularlo (ma ci rendiamo
conto che è un cammino sempre in fieri, un work in progress), un P.O.F. che si misurerebbe con le esigenze del contesto
sociale, culturale ed economico della realtà locale.
E, d’altra parte, non può non essere - così come altrettanto
tendenzialmente lo stiamo elaborando – un P.O.F.
finalizzato alla “cittadinanza Europea”, che, se ignorata, potrebbe
colpevolmente marginalizzare non solo singole istituzioni scolastiche, ma
tutt’intero un sistema formativo, chiamato a confrontarsi in una
competizione che è di saperi modernamente intesi, pertanto capaci di integrare
semanticamente l’area delle “competenze” e dei
“valori”, che danno spessore ed identità ad una cittadinanza degna
del nuovo secolo e del nuovo millennio.
In questa direzione, il presente anno scolastico intende proseguire, fino alla
elaborazione di una sintesi, frutto di ricerca teorica, ma, allo stesso tempo,
laboratorio di buone pratiche, che potrebbe innalzare la qualità dell’
“insegnamento – apprendimento”, rendendola più consapevole e
più collegiale, insomma finalizzata al miglior perseguimento
dell’obiettivo comune, che rimane quello di valorizzare al meglio le
potenzialità individuali e di garantire a tutti un livello minimo decorosamente
accettabile in considerazione degli attuali progressi della scienza e della
tecnologia, oltre che delle esigenze di una società democratica più avanzata.
ATTIVITA’ DI
RECUPERO
Le attività di recupero costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa della scuola: fra esse rientrano gli interventi di sostegno che hanno lo scopo fondamentale di prevenire l’insuccesso scolastico e si realizzano, pertanto, in ogni periodo dell’anno scolastico, a cominciare dalle fasi iniziali e immediatamente seguenti le prime valutazioni in itinere ( o di fine quadrimestre). Esse sono tendenzialmente finalizzate sia a migliorare la qualità degli apprendimenti sia a sviluppare nello studente una sempre maggiore responsabilizzazione rispetto ai traguardi prefissati. La scuola, inoltre, offre, azioni specifiche commisurate ai fabbisogni formativi degli studenti, che non hanno la necessità di interventi finalizzati al recupero, oltre che a quelli che, sempre nell’ambito della medesima attività ordinaria, attraverso approfondimenti specifici possono raggiungere traguardi di “eccellenza”. Le attività di recupero sono programmate e attuate dai Consigli di classe sulla base di criteri didattico-metodologici indicati dal Collegio dei docenti; esse prevedono interventi di durata non inferiore alle 10 ore ciascuno, da attivare in aggiunta o in alternativa alla quota del 20% del monte ore riservato all’autonomia scolastica. I docenti coordinatori dei Consigli di classe avranno funzione di consulenza, assistenza e tutoring ai sensi dell’O.M. 92/07 sulle attività di recupero dei debiti scolastici.
INTERVENTI A FAVORE DELL’INTEGRAZIONE
DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
L’Istituto Professionale di Stato “Cabrini” di Taranto, nel rispetto
della normativa vigente, in riferimento all’integrazione scolastica degli
allievi diversamente abili, si propone di rendere operante l’esercizio
del diritto all’educazione e all’istruzione nel sistema scolastico
attuale.
L’integrazione è fonte di una preziosa dinamica di rapporti e
d’interazioni, che è occasione di maturazione per tutti.
L’inserimento degli allievi diversamente abili nelle classi, è
finalizzato alla piena integrazione di ognuno offrendo ad essi ogni possibile
opportunità formativa, con l’obiettivo di consentire a ciascuno il pieno
sviluppo delle proprie potenzialità.
L’Istituto vive nel Sostegno da diversi anni ed ha consolidato la sua
esperienza con l’istituzione del gruppo H sorto con il compito di
collaborare per attivare tutte quelle iniziative educative e d’integrazione
scolastica che mirino ad un progetto di vita dell’allievo.
L’Istituto accoglie tipologie di handicap fisico, psichico e sensoriale
ed è prevista, inoltre, la presenza dell’equipe socio-psico-pedagogica.
Più in generale, ci si propone di mirare a creare un potenziale raggiungimento
dei requisiti per la formazione in accordo con i corsi previsti e precisamente:
1. Operatore grafico pubblicitario
2. Operatore audiovisivo
3. Operatore della gestione aziendale
4. Operatore dell’impresa turistica
Il curriculum di studio, prevede
materie comuni a tutti gli indirizzi e materie specifiche per l’aria
professionale. Questo rende possibile agevolare l’organizzazione
dell’orientamento interno: qualora l’adolescente con handicap
sentisse l’esigenza di cambiare la scelta iniziale effettuata, sarà
seguito individualmente nelle nuove materie dell’aria
professionalizzante.
Oltre alla formazione nella specifica professione attinente al corso prescelto,
si prevede il potenziamento e la crescita dell’autonomia personale e
della capacità di socializzazione anche mediante l’individuazione di
lavori di gruppo e di maturità affettivo-relazionale.
Le attività di sostegno sono relative alle aree di recupero, pertanto, verranno
considerati l’autonomia, l’addestramento e la socializzazione
secondo l’iter individuale risultante dal Progetto Educativo
Personalizzato individuato per ogni singolo allievo disabile.
Altro obiettivo fondamentale è quello di potenziare l’aspetto cognitivo,
anche attraverso i seguenti punti:
1. Accogliere e conoscere gli alunni;
2. Favorire il loro essere soggetti attivi del percorso scolastico;
3. Individuare percorsi formativi adatti ad ognuno.
L’inserimento degli alunni con handicap all’interno dell’istituto si pone, inoltre, come meta di agevolazione dei percorsi individuabili:
SAPERE - SAPER FARE - SAPER ESSERE
Attraverso mezzi diretti (uso di ausili
e tecnologie specifiche) o indiretti (potenziamento di azioni didattiche di
sostegno rivolte al gruppo classe o a piccoli gruppi) prevedendo lavori
trasversali ed interdisciplinari con situazioni di compresenza e di classi
aperte.
L’utilizzo di supporti informatici ha portato in modo naturale lo
studente con handicap o con difficoltà attentiva, a
seguire in maniera più efficace la lezione.
Ciascun corso si conclude con l’esame finale per il conseguimento della
qualifica professionale spendibile in campo lavorativo, o in caso di
impedimenti oggettivi, con una certificazione di credito formativo del percorso
effettuato e delle abilità raggiunte.
Verranno tenuti in considerazione eventuali crediti formativi per possibili
forme di orientamento previste dall’autonomia scolastica.
E’ stato avviato, inoltre, all’interno dell’Istituto, il
progetto in rete di Sperimentazione metodologica e didattica per
l’integrazione degli alunni diversabili:
“Comunic@ndo”.
L’Istituto Cabrini è scuola Polo per l’Handicap ed ha avviato un progetto in rete con la scuola secondaria di primo grado Colombo e l’istituto comprensivo Acanfora, finalizzato a favorire la continuità educativa, fondamentale per un percorso formativo unitario,che non sempre è garantita e spesso il passaggio da un ordine scolastico all’altro rende frammentari gli interventi oltre che causare insicurezza e ansia nei genitori di questi allievi.
La realizzazione del progetto in rete: ha l’intento di documentare,informare, ma soprattutto rielaborare fatti vissuti per farli diventare esperienze significative.
Le tre scuole sono fornite di laboratori multimediali e audiovisivi ben attrezzati per cui vengono scelti come ambienti privilegiati per lo svolgimento delle attività con la finalità di avvicinare gli alunni al mondo dell’informazione in quanto contenitore e trasmettitore di conoscenze, ma anche ambito lavorativo ricco di opportunità per eventuali sbocchi professionali presenti sul territorio, fornendo loro competenze di base e potenziando le conoscenze e le abilità linguistico – grammaticali.
L’esperienza sarà inserita nelle attività laboratoriali di alunni diversabili e normodotati di alcune classi delle tre scuole in rete. Il progetto si propone di creare: a)curiosità partendo dall’informazione quotidiana; b)ricercare informazioni di vario genere mediante la navigazione in internet; c)educare all’ascolto e all’analisi dell’informazione televisiva; d)sviluppare la capacità di rielaborare autonomamente la notizia; e)costruire in modo personale un proprio T.G. con la guida dei docenti . Si favorirà un clima di apprendimento collaborativo per cui ciascuno con le proprie esperienze e conoscenze contribuirà, in modo significativo.
ATTIVITA’ DI ORIENTAMENTO
Orientamento in entrata
Con l’espressione “orientamento in entrata” si intende il complesso di iniziative di continuità e accoglienza atte a favorire l’ingresso di nuovi alunni nell’Istituto Cabrini. Si tratta di incontri con docenti e studenti delle Scuole medie del territorio, durante i quali viene illustrato il Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, le caratteristiche dei corsi e le figure professionali. Il termine “continuità” indica le iniziative volte ad approfondire la collaborazione con gli insegnanti della scuola media e a rendere graduale l’inserimento di nuovi alunni nell’Istituto, mentre l’”accoglienza” prevede iniziative tese a mettere a proprio agio la nuova utenza nell’Istituto e a favorire la socializzazione. In tale ambito, fondamentale è il ruolo del tutor, vale a dire di quel Docente nominato dal Dirigente che, in stretta collaborazione con il Consiglio di classe e con lo psicologo parteciperà, su richiesta, alle riunioni dello stesso in qualità di supervisore, coordina l’attività di accoglienza e di accompagnamento previste dal POF, verifica costantemente l’andamento didattico e disciplinare del gruppo classe nonché il profitto dei singoli allievi. In tale veste formula le proposte operative al Consiglio di classe ed instaura rapporti di fattiva collaborazione con le famiglie degli studenti al fine di meglio coordinare l’azione educativa.
Orientamento in itinere.
Comprende quelle iniziative volte a favorire la conoscenza di se stessi da parte degli alunni e anche delle proprie attitudini, abilità, aspirazioni, che si proiettano oltre la scuola media superiore. Prevede le iniziative comprese nell’area de sé che riguardano la sfera psicologica dell’alunno, e dell’altro da sé che prevedono il relazionamento dello studente con il mondo del lavoro oppure l’Università. Esperti intervengono nelle classi per intessere un dialogo che stimoli le capacità introspettive del ragazzo, l’autoanalisi, la presa di coscienza dei propri problemi e delle proprie esigenze, con l’aiuto di personale specializzato, in collegamento anche con lo sportello del CIC. Sono particolarmente importanti nelle prime classi in cui molti ragazzi soffrono per il cambiamento di scuola. Spesso si tratta di una crisi che si risolve entro i primi due mesi, ma se la sofferenza e l’insuccesso scolastico persistono, gli insegnanti del Consiglio di classe, il tutor, unitamente ai genitori ed, eventualmente, ad un esperto esterno, verificano la coerenza delle scelte scolastiche e sostengono gli alunni nel passaggio ad un altro indirizzo dell’Istituto, ad altra scuola, o al sistema della formazione professionale. Nelle ultime classi viene privilegiata invece la fase di apertura verso la realtà post-diploma, ossia il mondo del lavoro, dell’Università, degli stages e di tutte quelle attività inerenti l’ingresso nella vita da adulto. Vengono chiamati esperti per illustrare gli indirizzi universitari, gli sbocchi professionali e le possibilità di impiego sul territorio.
Orientamento in uscita.
Si articola in vari microprogetti i cui
obiettivi possono essere così riassunti:
• Stimolare la coscienza, l’autovalutazione delle proprie
attitudini e capacità
• Aumentare la consapevolezza delle proprie capacità di scelta, anche in
condizioni di incertezza
• Supportare gli studenti nel processo di orientamento
scolastico/professionale
• Progettare proposte e percorsi di orientamento nella scuola e in
raccordo con le opportunità formative del mondo universitario e del lavoro
• Valutare l’efficacia delle proposte e dei servizi offerti.
Tutte le attività di orientamento proposte agli allievi mirano a favorire una
scelta autonoma attraverso:
A) la sensibilizzazione della scuola e degli studenti al problema della scelta;
B) un’articolata serie di informazioni su curricoli e professioni
(incontri con esponenti del mondo del lavoro);
C) un’autovalutazione basata, oltre che sui risultati scolastici anche su
test attitudinali e di interessi;
D) esperienze formative che stimolino nuove curiosità (stage, incontri con
esperto di psicologia del lavoro);
E) incontri con docenti universitari ( sia presso l’Istituto che in sede
universitaria).
ATTIVITA’ SPORTIVA SCOLASTICA
L’istituto offre a tutti gli studenti la possibilità di svolgere
un’attività sportiva che parte da quella effettuata durante le ore
curriculari di Educazione Fisica e si sviluppa nel gruppo sportivo che porta
gli alunni a confrontarsi in competizioni e manifestazioni di vario livello.
L’attività sportiva ha lo scopo di promuovere iniziative intese a
suscitare e consolidare nei giovani una cultura motoria, considerata come
fattore di formazione umana e di crescita personale e civile.
Attraverso il gioco e la competizione sviluppa il concetto del rispetto delle
regole e dei ruoli, contribuisce a migliorare la fiducia in se stessi e
rappresenta uno dei mezzi per la formazione della personalità.
Attraverso il gruppo sportivo si svolgono, in orario extrascolastico, attività
sportive facoltative finalizzate all’approfondimento di alcune
discipline, ad affinare la preparazione degli alunni che intendono partecipare
a competizioni sportive, alla diffusione di una pratica di “sport per
tutti” che favorisca l’aggregazione e il coinvolgimento del maggior
numero di studenti.
Le attività proposte prevedono la partecipazione a:
-
Tornei di classe e di interclasse:
• Pallavolo
• Pallatamburello
• Tennis-tavolo
- Campionati sportivi studenteschi:
• Corsa campestre
• Atletica leggera
• Pallacanestro
• Nuoto
• Calcio
• Calcio a 5
- Fuoriclasse cup
- Mundialito escuela
ATTIVITA’ DI SVILUPPO E POTENZIAMENTO
DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE
Una mancata conoscenza di una lingua
straniera ostacola , fin dall’inizio, le aspirazioni e rende difficoltoso
il cammino di studio e professionale dei nostri giovani.
Una efficace formazione in tal senso contribuisce inoltre allo sviluppo della
personalità e dei valori etici dell’individuo che oggi è sempre più
necessaria se si tiene presente la natura sempre più multietnica delle società
industriali.
Il successo formativo nell’apprendimento della lingua straniera non è un
fenomeno di sola quantità linguistica ma i risultati migliori sono dovuti
anche, e soprattutto all’autenticità della lingua e delle attività che
caratterizzano un tale tipo di apprendimento .
E’ proprio questa maggiore autenticità che consente una più profonda
identificazione da parte dello studente. L’identificazione stimola una
maggiore motivazione , la quale porta ad un deeper
processing dell’apprendimento.
Pertanto , accanto all’insegnamento “ tradizionale” della
lingua saranno sviluppate attività di tipo context reduced e/o sempre più cognitively
demanding nelle quali lo studente sia impegnato nella
realizzazione di una finalità concreta e percepisca la necessità di conoscenza
della lingua straniera come bisogno reale
FINALITA’ EDUCATIVE:
1. migliorare la qualità dell’apprendimento delle lingue straniere
2. rendere l’individuo meglio in grado di far fronte alla esigenze del
mondo attuale che impone contatti con persone di provenienza linguistica e
culturale diversa.
3. Lo sviluppo e la consapevolezza e dell’abilità degli studenti nel
manipolare gli aspetti più formali della lingua obiettivo ai fini di una
comunicazione efficace
4. Educazione interculturale come finestra sul mondo
5. La formazione di figure professionali capaci di fronteggiare la competizione
a livello europeo nel mondo del lavoro
6. Incremento delle motivazioni degli allievi
7. Formazione dell’uomo e del cittadino Europeo
8. Contribuire alla formazione dell’uomo e del cittadino consapevole
della propria identità culturale ed aperto all’accettazione delle altre
culture diverse dalla propria
OBIETTIVI SPECIFICI:
> Promuovere lo sviluppo di una identità culturale
> Ampliare le competenze professionali degli allievi attraverso la
conoscenza della lingua straniera oggetto di studio
> Potenziare le competenze linguistiche e le motivazioni
all’apprendimento della lingua da parte dei giovani
> Introdurre la pratica della ricerca come metodo di lavoro
> Sviluppare le abilità di uso dei mezzi informatici ( computer , internet)
Alla luce di quanto detto sopra , sono state individuate alcune linee operative in relazione alle aree di intervento previste dalla funzione strumentale in oggetto , di seguito specificate
> PROGETTO SPERIMENTALE PORTFOLIO
LINGUISTICO EUROPEO
Il presente progetto si pone la finalità di introdurre nella prassi della
didattica dell’insegnamento nuovi strumenti e metodi di insegnamenti
delle lingue che aiutino il docente e lo studente a creare un efficace percorso
di insegnamento – apprendimento finalizzato al riconoscimento di
competenze specifiche e, in prospettiva, all’acquisizione di
certificazioni europee spendibili nel mondo del lavoro.
> PROGETTO 3^AREA: IMPROVING
LANGUAGE SKILLS IN ENGLISH
Al fine di fornire agli allievi opportunità formative di alto livello e fornire
occasioni di contatto diretto con la cultura e la lingua anglosassone sono
previsti corsi di lingua inglese settoriale con docenti madrelingua
all’interno delle attività di terza fascia per le classi del biennio
post-qualifica dei settori turistico ed economico-aziendale. Il corso prevede
l’accesso all’esame per la certificazione europea Trinità
> PROGETTO CERTIFICAZIONE STRANIERA
TRINITY
Tale progetto extracurricolare riprende le finalità e le modalità del progetto
precedente ma si rivolge agli studenti frequentanti il monoennio
di qualifica e il biennio post- qualifica di tutti gli indirizzi che non
usufruiscono del corso di lingua durante le attività di terza fascia .
> TEATRO IN INGLESE
Oggi il teatro in lingua è entrato a far parte del quotidiano scolastico e
diverse compagnie internazionali operano nel settore dell’offerta di
rappresentazioni teatrali in lingua inglese a fini didattici. Tale attività
offre l’opportunità di avvicinare gli allievi del nostro Istituto al
mondo del teatro attraverso la visione di opere culturalmente formative e
linguisticamente rilevanti.
> PROGETTI EUROPEI SOCRATES-
COMENIUS- LEONARDO DA VINCI – E TWINNING
Tali progetti, finanziati dalla Comunità Europea,offrono l’opportunità di
ampliare l’offerta formativa attraverso l’attivazione di scambi
culturali con altri paesi europei e tirocini all’estero nell’ambito
della formazione professionale
PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONI ARTISTICHE E CULTURALI DI PARTICOLARE VALENZA FORMATIVA
L’Istituto Cabrini offre agli
studenti opportunità per avvicinarsi e fruire di alcune discipline dello
spettacolo come cinema, teatro, musica, danza, per promuovere fra i giovani la
cultura dello spettacolo spesso totalmente ignorata o appena conosciuta.
Un buon film o una rappresentazione avvincente possono aiutare i giovani ad
allargare i propri orizzonti mentali, sviluppare le proprie facoltà
intellettive, esplorare mondi lontani. L’aiuto degli insegnanti e degli
esperti di settore aiuta i ragazzi a distinguere la realtà dalla finzione, a
leggere al di là dell’ apparenza e a decodificare il messaggio ricevuto.
La partecipazione a mostre, manifestazioni artistiche, culturali, contribuisce
ad accrescere la sensibilità estetica ed affinare le capacità critiche. Tutto
ciò è una ulteriore occasione per capire meglio se stessi in relazione al
proprio vissuto e alla realtà esterna.
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
La portata del processo dei cambiamenti
in atto nella scuola, le nuove norme, la complessità e la contingenza dei
mercati e dei sistemi produttivi che si modificano velocemente e chiedono forza
lavoro aggiornata e flessibile costituiscono una sollecitazione ad avviare, in
attesa di novità ordinamentali, uno sviluppo
dell’alternanza scuola lavoro e di tutte quelle modalità di apprendimento
che favoriscono e sono favorite dalla integrazione tra scuola e impresa.
Con l’alternanza la collaborazione tra mondo della scuola e del lavoro ha
tra gli obiettivi quelli di dare vita a “territori di integrazione”
dove:
- l’apprendimento sia più
accattivante;
- agli studenti sia garantita l’opportunità di sperimentare e conoscere
meglio le proprie vocazioni e attitudini;
- siano favorite quelle scelte più consapevoli, da parte degli studenti per i
successivi percorsi e per lo sviluppo delle competenze necessarie al sistema
sociale e produttivo del nostro paese;
- promuovere lo sviluppo di competenze utili ad entrare e rimanere nel mondo
del lavoro e a partecipare alla vita sociale in modo attivo, consapevole e
collaborativo;
- rispondere ai bisogni espressi dalla crescente insofferenza dei giovani verso
il classico insegnamento ex cathedra al fine di valorizzare un apprendimento di
tipo reticolare.
Nel percorso formativo finalizzato al
Diploma di primo livello e nel post-qualifica si utilizzerà, nell’ambito
di attività progettuali, la metodologia didattica dell’alternanza scuola
lavoro come modalità di realizzazione di parte del percorso formativo,
progettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica in
collaborazione con le imprese.
La prima condizione indispensabile per la realizzazione delle iniziative
consiste nell’organizzazione modulare delle attività che prevederanno momenti di alternanza tra formazione teorica e
tecnico pratica. Secondo quest’impostazione la valutazione in itinere
consente di verificare le reali abilità e competenze apprese dallo studente in
modo da approfondire, in un modulo successivo, le eventuali competenze non
acquisite o di integrare la programmazione disciplinare con apporti più
propriamente tecnico-professionali derivanti dal contatto con il sistema
aziendale. Nell’alternanza l’esperienza del tirocinio è una
componente costitutiva e caratterizzante della formazione; non è puramente
funzionale, opzionale ed integrativa rispetto al corso in cui è inserita; può
essere collocata in qualsiasi momento del percorso sulla base di un progetto
didattico formativo che tiene comunque conto di alcuni requisiti indispensabili
per conseguire la migliore efficacia del periodo in azienda e può essere
reiterata ciclicamente e suddivisa in vari momenti nel corso dell’anno.
PERCORSI ASSISTITI DI ALTERNANZA
SCUOLA-LAVORO A.S. 2008/2009
(ART. 4 LEGGE 28.3.08 N.53 D. Lgs N.77/2005)
-SETTORE TURISTICO: studenti della III B OIT “TURISMO SOSTENIBILE”
-SETTORE TURISTICO: studenti IV B TST “TURISMO INTEGRATO”
-SETTORE ECONOMICO AZIENDALE: studenti della IV A TGA e IV C TGA
“ADDETTO ALLA LOGISTICA”
ORGANIZZAZIONE DELL'OFFERTA FORMATIVA
L'offerta formativa dell'Istituto si articola attraverso:
• L'ORARIO SETTIMANALE FUNZIONALE AL POF
Dato l’elevato numero di studenti pendolari, la scuola ha adattato
l’orario scolastico alle esigenze degli alunni con l’introduzione
delle ore di 55minuti. Ciò favorisce anche la partecipazione ad attività
integrative ed aggiuntive pomeridiane e/o di recupero, grazie anche
all’apertura dell’edificio scolastico, con orario continuativo.
> Unità orarie (u.o.) di 55 min.
> Area di approfondimento in orario mattutino o pomeridiano secondo le
scelte operative dei docenti interessati.
CORSI DI QUALIFICA
CARICO ORARIO: 36 h settimanali + 4 h settimanali per l'area di approfondimento.
MATTINA
|
Lunedì |
Martedì |
Mercoledì |
Giovedì |
Venerdì |
Sabato |
|
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
|
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
|
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
• Possibilità di aggiungere l'area di approfondimento.
POMERIGGIO
• Possibilità di inserire l'area di approfondimento.
• Attività di progetto
• Corsi di recupero
CORSI POST-QUALIFICA
CARICO ORARIO: 30 h /sett. + 6 h /sett. per l'area di professionalizzazione
MATTINA
• ATTIVITÀ CURRICOLARI: ore 8.00 - 13.30 per cinque giorni alla
settimana (30 u.o.)
• AREA DI PROFESSIONALIZZAZIONE: una giornata
settimanale ( 6 h)
• LA FLESSIBILITÀ
> CURRICOLI:
- curricolo nazionale
- curricolo d'Istituto (attività di progetto)
> CONTENUTI DISCIPLINARI :
- organizzazione modulare della programmazione didattica
> SUDDIVISIONE DEGLI ALUNNI IN GRUPPI :
- corsi di sostegno e recupero (anche individualizzati)
- corsi di valorizzazione (eccellenza)
- attività di continuità e orientamento
- corsi “passerella” tra indirizzi e/o
scuole diverse
- attività di progetto.
ATTIVITA'
PROGETTUALI
OBBLIGO SCOLASTICO E FORMATIVO
L’Istituto Cabrini tenendo conto del nuovo ordinamento dell'obbligo formativo, sancito in particolare dalla Legge 144/99 art.68 e per creare i presupposti del successo formativo individuale, consentendo all'allievo di scegliere con maggior consapevolezza il successivo percorso di istruzione o formazione, ha progettato una serie di interventi integrativi e di raccordo che si affiancheranno alla didattica ordinaria anche ai fini di prevenire la dispersione. Tali interventi, già in parte attivati durante lo scorso anno scolastico, si propongono di:
- Progettare e realizzare iniziative di continuità con altri indirizzi di
studio e con le agenzie formative del territorio.
- Favorire la reciproca conoscenza tra le diverse strutture e i vari servizi
offerti.
- Consolidare la fase di accoglienza, diagnosi e riequilibrio delle competenze
e la fase del riorientamento.
- Progettare e realizzare attività differenziate anche alla luce di situazioni
di handicap.
- Consolidare la fase di orientamento in uscita.
- Progettare un sistema di monitoraggio dei flussi in uscita
- Progettare e realizzare un sistema di registrazione e certificazione che
evidenzi i percorsi formativi seguiti e le competenze acquisite
- Contribuire alla realizzazione di un servizio integrato di orientamento
scolastico e professionale tra scuola - enti locali- formazione professionale-
ufficio provinciale del lavoro- università.
INDICATORI DI QUALITÀ' DEL POF
- Chiarezza comunicativa.
- Organicità e coerenza delle scelte.
- Equilibrio tra le parti.
- Fattibilità.
- Attenzione alla domanda formativa e al territorio.
- Flessibilità della proposta formativa.
- Valorizzazione della diversità e promozione delle potenzialità dei singoli.
- Verificabilità.
Strumenti utilizzabili:
- schede relative alla qualità della proposta progettuale da rivolgere ai
docenti;
- Validazione del P.O.F., a conclusione dell'anno
scolastico, da parte delle articolazioni funzionali del Collegio dei Docenti .
VALUTAZIONE INTERNA D’ISTITUTO
L'Istituto attua da tempo idonee attività volte a raccogliere elementi utili
al monitoraggio continuo ed alla valutazione dei fattori di qualità degli
aspetti organizzativi e didattici del servizio.
L'iniziativa è tesa a favorire il miglioramento delle prestazioni del singolo
formatore e del servizio fornito dalla istituzione scolastica e quindi della
credibilità dell'Istituto nella prospettiva dell'autonomia, di cui categoria
concettuale fondante è la valutazione della qualità dell'istruzione. L'attività
contribuisce inoltre ad una più precisa definizione del contesto
socio-economico in cui la scuola agisce ed opera, consentendole di mantenersi
in più stretta relazione con le mutevoli esigenze del mondo della produzione e
del lavoro.
Nell'ambito del monitoraggio attivato dall'Ufficio Scolastico Regionale della
Puglia per l'A.S. 2004/2005 " Progetto Qualità nella Scuola" le
iniziative attuate dal Cabrini sono ampiamente riportate tra le migliori
pratiche.
Il modello di autoanalisi adottato si basa 5 campi di indagine e 20 fattori di
qualità di seguito riportati:
CONTESTO
> Lettura del territorio(situazione socio-ambientale)
> Analisi dei bisogni formativi
> Analisi degli interessi (attività extracurricolari)
> Analisi e prevenzione di comportamenti a rischio e conflittuali
INPUT (RISORSE)
> Analisi risorse umane
> Analisi delle risorse materiali (attrezzature)
> Analisi delle risorse strutturali
> Adeguatezza delle risorse finanziarie
PROCESSI
a) ORGANIZZATIVO-GESTIONALI
> Continuità, orientamento e tutoraggio
> Dipartimenti e programmazione didattica
> Piano dell'Offerta Formativa
> Supporto ai docenti e sostegno agli alunni
b) INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO
> Differenziazione processi formativi (accoglienza, handicap, integrazione)
> Modalità di attuazione ed organizzazione attività didattiche
> Programmazione e apprendimenti (progressi e risultati in itinere)
> Azioni di riequilibrio
OUTPUT (RISULTATI)
> Valutazione del POF
> Valutazione della programmazione didattica e dei risultati del processo di
insegnamento-apprendimento
> Valutazione delle iniziative di continuità, orientamento e tutoraggio
> Valutazione delle attività di supporto ai docenti e di sostegno agli
alunni

|
AUTOVALUTAZIONE D'ISTITUTO |
||||
|
CAMPI DI INDAGINE E FATTORI DI QUALITA' |
||||
|
CONTESTO |
INPUT (RISORSE) |
PROCESSI |
OUTPUT (RISULTATI) |
|
|
ORGANIZZATIVO-GESTIONALI |
INSEGNAMENTO- APPRENDIMENTO |
|||
|
|
|
|
|
L’Istituto ha partecipato negli anni precedenti ai Progetti Pilota per
la valutazione complessiva del Sistema Scolastico Italiano a cura dell’INValSI.
Nel 2001 infatti, il Ministero dell’Istruzione istituì un Gruppo di
Lavoro, con l'incarico di predisporre gli indirizzi riguardanti una valutazione
del servizio scolastico nazionale.
Nell’anno scolastico 2001-2002 il Gruppo di Lavoro propose un primo
Progetto Pilota (PP1) avente lo scopo di sperimentare, su un numero adeguato di
scuole, la possibilità di creare un Servizio Nazionale di Valutazione.
Tale Servizio rispondeva alle seguenti esigenze:
- misurare scuola per scuola il grado di raggiungimento degli obiettivi
stabiliti dal MIUR;
- consentire l’individuazione tempestiva e sistematica, scuola per
scuola, di eventuali punti critici rispetto agli obiettivi prefissati e
intervenire ai diversi livelli di responsabilità al fine di ottenere il
miglioramento continuo del sistema dell’istruzione nazionale;
- utilizzare parametri coerenti con quelli usati dai servizi di valutazione
degli altri paesi UE e del resto del mondo.
Dopo i buoni esiti ottenuti, il Gruppo di Lavoro propose per l’anno
scolastico 2002-2003 il Progetto Pilota 2 per la rilevazione delle attività
della scuole e degli apprendimenti degli studenti delle prime e terze classi
nelle discipline Italiano, Matematica e Scienze, a cui il Cabrini ha
partecipato come scuola campione.
I risultati finali ottenuti, sia pure riguardanti un numero limitato di classi,
furono, specie per la terza classe, superiori alla media nazionale ed a quelli
dell'Istruzione Professionale.
Si manifestò perciò l'esigenza di confermare i dati positivi emersi attraverso
la partecipazione nell'A.S. 2003-2004 al Progetto Pilota 3, con un
coinvolgimento assai più ampio di classi di tutti gli indirizzi.
I risultati ottenuti nelle prove di apprendimento del PP3 sono stati ancora una
volta superiori alla media nazionale, eccetto per
Nell'A.S. 2004/05 è stato finalmente istituito il Servizio Nazionale di
Valutazione (SNV) a cura dell'InValSI e l'Istituto
Cabrini si è registrato per partecipare all'imminente avvio della rilevazione
delle attività delle scuole e degli apprendimenti degli studenti per l'anno
scolastico in corso.
L'Istituto inoltre ha partecipato al Progetto OCSE PISA Puglia, preparatorio
alla valutazione internazionale OCSE degli apprendimenti degli studenti
quindicenni, che riguarderà principalmente i livelli di acquisizione di
competenze nelle Scienze, dopo i precedenti monitoraggi su Italiano e
Matematica, nei quali l'Italia ha ottenuto risultati
inferiori alle attese.