a.s. 2005-06
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Il Cabrini avvia i suoi primi passi Organizzazione didatticofunzionale dell’Istituto Lettura del territorio e Analisi dei bisogni Profili professionali e discipline |
Offerta integrativa
del curricolo L'organizzazione dell'Offerta formativa Obbligo scolastico e formativo |
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Succursale:Via Oberdan, 172
Tel. Dirigente Scolastico: 0994777628
Tel. VicePresidenza: 0994779469
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INDIRIZZI DI STUDIO
Gestione Aziendale
Impresa Turistica
Grafico Pubblicitario
Chimico Biologico
Audiovisivo
A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri
“L’anno 1961, il giorno 10 ottobre, nella sede della Scuola (n.d.r.
si trattava dell’I.T.F. M.Pia), convocato e presieduto dal Presidente
avv. Giuseppe Acquaviva, si riunisce il Consiglio di Amministrazione per trattare
il seguente O.d.G.:
1. Istituzione di sezioni di Istituto professionale;
2. omissis ceteris.
Sono presenti i consiglieri ing. Salvatore Spallitta, avv. Gregorio Pasanisi,
prof. Angelo Vincenzo Curci, preside della Scuola e segretario del Consiglio,
rag .Dario Maggio, segretario economo della scuola.
Il Preside informa il Consiglio che in data 3 ottobre 1961, con nota 5170, è
giunta l’autorizzazione per il funzionamento presso il nostro Istituto
di due sezioni di istituto professionale femminile.
La determinazione della qualifica è demandata al Consiglio di Amministrazione,
d’intesa con il Provveditore agli Studi, il Consiglio Provinciale Istruzione
Tecnica, gli Enti economici locali”.
L’atto di nascita, o, meglio, del concepimento della nostra scuola consente
di caratterizzare una sorta di identikit originario, che, se si vuole essere
fedeli alle origini, pur nel necessario adattamento alle esigenze della modernità,
non si può trascurare.
I fondatori succitati facevano esplicito riferimento alle “esigenze dell’economia
locale in vista dello sviluppo economico e turistico della zona” e, sulla
base di tali ragioni, proposero all’approvazione Ministeriale l’istituzione
della qualifica di “sarta per bambini” (settore abbigliamento) e
“accompagnatrice turistica e addetta agli uffici turistici” (settore
del turismo e dei servizi sociali).
Dopo nemmeno due mesi, il 29 novembre del 1961, si riuniva nuovamente il Consiglio
di Amministrazione per trattare il seguente O.d.G.:
1. Organizzazione nuovo Istituto professionale Incarico Segretario Economo;
2. Organizzazione nuovo Istituto professionale Nomine Insegnanti.
All’interno dello stesso il preside riferisce che, a seguito di quanto
disposto dal Ministero e deliberato dal Consiglio, erano state regolarmente
effettuate le iscrizioni e l’istituto avrebbe potuto iniziare il regolare
funzionamento proprio l’indomani (30 novembre 1961).
Non mi appare inutile ricordare come il preside Curci avesse ottenuto dal Consiglio
di Amministrazione del “Consorzio provinciale per l’istruzione tecnica”
il finanziamento di un corso preparatorio per l’accesso all’istituto
professionale delle giovani che avessero compiuto il 14° anno di età
e fossero sprovviste del titolo di studio.
Era dunque nel DNA della nostra scuola preoccuparsi delle giovani generazioni,
e, soprattutto, di quelle appartenenti a ceti sociali meno abbienti, proprio
quelli in minima consuetudine con la scolarità superiore: non è
difficile, perciò, immaginare che il carisma di tali fondatori e l’intuizione
che presiedeva al loro impegno organizzativo fu il necessario mix che condusse
centinaia e poi migliaia di famiglie ad iscrivere le loro figlie ad una scuola
che ne considerava le necessità più vere e le indirizzava verso
studi con forte risvolto operativo, di recupero che fu insieme sociale e culturale.
Nella stessa adunata del 29 novembre 1961 fu affidata la funzione di Segretario
Economo al rag. Vincenzo Altavilla applicato di segreteria dell’Ist. Tecnico
Maria Pia, e si deliberò di conferire i primi incarichi di insegnamento
per l’anno scolastico 196162 a docenti del nostro istituto, alcuni parzialmente
già impegnati presso altre scuole (fra esse l’annessa scuola media
Maria Pia); altri di primissima nomina e/o provenienti dal mondo delle professioni
(fra loro il rag Costa, direttore dell’E.P.T. ed esperto in organizzazioni
ed attività turistiche).
Ulteriore puntello al consolidamento della neonata nostra istituzione scolastica
fu l’assegnazione oraria che la Giunta Municipale presieduta dal Sindaco
Spallitta deliberò l’11 febbraio 1963.
“Premesso che il sig. Provveditore agli studi, con nota 5865/1 del 15
maggio 1962, ha comunicato a questa Amministrazione che nell’anno scolastico
196162 erano in funzione presso il locale Istituto tecnico femm. “Maria
Pia”, in via sperimentale, due sezioni di istituto Professionale Femminile…:
che con la predetta nota veniva altresì comunicato che il Ministero della
Pubblica Istruzione, accogliendo la proposta formulata dallo stesso Provveditore
agli studi, era venuto nella determinazione di istituire ex novo in questa città,
a decorrere dall’anno scolastico 196263 un autonomo Istituto Professionale
Femminile, il quale poteva essere dotato di sede propria, usando i locali di
proprietà comunale in via Dante, ove è allocato l’istituto
tecnico femminile “Maria Pia”; che con successiva nota, lo stesso
Provveditore ha confermato la istituzione dell’Istituto professionale
Femminile con decorrenza dall’anno scolastico 196263;
……DELIBERA
1. di assumere, a carico del bilancio comunale, gli oneri previsti dalla legge
in ordine al funzionamento dall’anno scolastico 196263 del nuovo istituto
professionale di questo capoluogo”
Fu la necessaria premessa per l’avvio della storia autonoma di un’istituzione
nata come “corsi aggregati dell’istituto tecnico femminile”
pertanto debitrice nei confronti dello stesso dei primi 9 milioni finalizzati
all’avvio del primo anno di vita dei due corsi iniziali, ma, soprattutto,
dell’intuizione sociale e civile, oltre che pedagogica e didattica, che
ha presieduto alla sua nascita.
Averne recuperato, in un tentativo di fedele rievocazione documentaria, i primi
passi, ancorché non finalizzato ad alcun gusto per l’antiquariato
storicopedagogico, sarà la necessaria premessa per costruire e/o ricostruire
il senso di una direzione, la fedeltà alle origini, la capacità
di innovare nella fedeltà ad assunti irrinunciabili.
Di lì, dunque, si partì per un’avventura che portò
la nostra scuola addirittura all’eclatante risultato di 105 classi per
circa 240 professori, 2400 alunni, 60 appartenenti al personale ATA, con diverse
sedi succursali disseminate sul territorio provinciale.
Si potranno, pertanto, comprendere le osservazioni di uno di quei pionieri il
rag. Altavilla che, ad una serie di domande dello scrivente sulla vita scolastica
di quegli anni, evidenziava l’enormità dei problemi, cui doveva
necessariamente corrispondere un’assiduità di impegno, che non
aveva limiti di tempo e che fu il crogiuolo attraverso cui una generazione di
futuri Segretari si sarebbe formata, dai Giudetti ai Sara’.
Naturalmente, fin dall’inizio, nonostante l’illuminata conduzione
di un solo preside, il prof. Curci, cominciarono a diversificarsi le esigenze,
comprese quelle di spazio, che avevano condotto l’Amministrazione Comunale
a realizzare un’ala diversa, che fu occupata dall’allora Scuola
di Avviamento “Maria Pia”.
La maggiore soddisfazione, però, fu quella di ricevere richieste per
la collocazione nel Centro Nord della nostra Nazione, di diverse alunne, cui
sarebbe stato fornito, oltre al salario, il vitto e l’alloggio: fu il
riconoscimento diffuso di un valore dell’Istituto che aveva travalicato
i confini provinciali.
L’Istituto comprende una sede centrale e una succursale.
RISORSE UMANE
RISORSE STRUTTURALI
ORGANIZZAZIONE DIDATTICOFUNZIONALE DELL’ISTITUTO
L’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico, Dott. Prof.
Angelo Carrieri, che assicura la gestione unitaria dell’istituzione,
ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse
finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio.
Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al
dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione
delle risorse umane.
In particolare il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica
secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare
delle relazioni sindacali.
Nell’esercizio delle competenze di cui sopra il dirigente scolastico promuove
gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la
collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche
del territorio, per l’esercizio della libertà di insegnamento,
intesa come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica,
per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie
e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli
alunni.
Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta
al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e
del personale.
Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente
può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere
delegati specifici compiti. Nell’Istituto Professionale “Cabrini”le
deleghe sono state così assegnate:
• Vicario prof. Felice Iezza
• Collaboratore del Dirigente scolastico, prof.ssa Francesca La
Neve
In base ai parametri di riferimento relativi all’autonomia didattico
– organizzativa, il Collegio dei Docenti ha nominato con propria delibera
6 funzioni strumentali:
1. prof. Maria Lo Savio (Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta
formativa “Coordinamento delle attività relative al POF”)
2. prof. Angelo Greco (Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta
formativa “Coordinamento della progettazione curriculare, analisi e tabulazione
dei dati)
3. prof. Angela Di Turo (Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti
“Analisi dei bisogni formativi, gestione e diffusione del piano di formazione
e di aggiornamento” )
4. prof.Giovanni Dimatteo (Area 3: Interventi e servizi per
gli studenti “ Coordinamento e gestione e delle attività di continuità,
orientamento e tutoraggio e delle visite guidate e d’istruzione”
)
5. prof. Franca Maruzza ( Area 3: Interventi e servizi per
gli studenti “Gestione psicopedagogica della socializzazione e coordinamento
delle attività di compensazione, integrazione e recupero, finalizzate
anche ad evitare la dispersione scolastica” )
6. prof. Luisa Cusumano ( Area 3: Interventi e servizi per
gli studenti “Gestione delle relazioni a livello europeo, coordinamento
delle attività di sviluppo e potenziamento delle competenze linguistiche,
diffusione e promozione di progetti europei, anche in lingua straniera”)
Ai fini di una funzionalità generale e soprattutto didattica dell’Istituto,
oltre ai docenti individuati per le funzioni strumentali, , si stabilisce la
nomina di un coordinatore per ogni consiglio di classe. I coordinatori costituiscono
il punto di riferimento della classe, per docenti e studenti e presiedono insieme
al dirigente d’Istituto i consigli di classe. Segnalano eventuali problemi
e disfunzioni, o qualsiasi difficoltà dovesse emergere, controllano la
frequenza degli allievi alle lezioni informando, quando necessario, le famiglie.
I DIPARTIMENTI
I Dipartimenti sono articolazioni disciplinari permanenti del Collegio dei
Docenti, coordinati da un docente nominato dal Dirigente Scolastico.
Sono stati costituiti i seguenti Dipartimenti:
- Area umanistica Direttore: prof.ssa Battista Cosima
- Area scientifica Direttore: prof. Greco Angelo
- Area commerciale e turistica Direttore: prof. Giannella Vito
- Area tecnicograficaaudiovisiva Direttore: prof.ssa Lenti Maria
- Area sostegno alunni diversabili Direttore:prof.ssa Russo Vincenza
I Dipartimenti hanno il compito primario di definire la programmazione didattica
su base modulare per le aree disciplinari interessate ed i relativi standard
formativi, obiettivi trasversali comuni, modalità condivise di insegnamento
e di verifica dell'apprendimento e criteri di valutazione uniformi, nonché
di coordinare le fasi relative all'adozione dei libri di testo.
LETTURA DEL TERRITORIO ED ANALISI DEI BISOGNI
Uno sguardo al territorio
L’Istituto insiste nel quartiere TRE CARRAREBATTISTI, che vede la presenza
di diverse scuole tra secondarie di primo o secondo grado e primarie. Sul suo
territorio sono ubicati: Il Palazzo della Cultura, l’Assessorato alla
Pubblica Istruzione e diversi Uffici Amministrativi:
Dal punto di vista urbanistico, il territorio presenta una maggiore percentuale
di costruzioni di edilizia a carattere popolare, frutto della speculazione edilizia
degli anni ’60, ma risulta, oggi, sostanzialmente ben servito ,
anche se poco fornito di verde e di punti di aggregazione.
L’utenza della scuola proviene in larga misura dai quartieri periferici
della città e dalla provincia. Nel corso degli ultimi anni i servizi
di trasporto, urbani ed extraurbani, sono diventati più efficienti, per
cui non si può dire che esistano difficoltà per raggiungere la
scuola. Il quartiere, collocato a ridosso del “Borgo”, vive in stretta
relazione con tutto il territorio comunale, presentando le positività
e le negatività di tutta la città.
Non possiamo in quest’ambito trascurare uno sguardo panoramico e necessariamente
sintetico alle problematiche e alle esigenze di sviluppo dell’area tarantina;
un istituto professionale, infatti, non può non rispondere alle esigenze
di formazione che scaturiscono dal contesto socioeconomico e culturale di riferimento
, locale e nazionale, se vuole dare effettive
prospettive di lavoro ai propri studenti.
L’area tarantina si caratterizza per la presenza di insediamenti di grande
dimensione che storicamente condizionano il tessuto economico
e sociale, rappresentando da oltre quarant’anni un rischio per l’equilibrio
dell’ecosistema, per una rilevante densità antropica e per una
elevata mobilità urbana ed extraurbana non supportata da un quadro infrastrutturale
adeguato alla domanda ed alle future prospettive di sviluppo ma che, al contrario,
è tuttora caratterizzato da indici di dotazione, in particolare viari
e ferroviari, molto inferiori alla media regionale e nazionale (…). La
grande industria, in particolare quella siderurgica, risulta ad oggi ancora
imprescindibile, ed incide in misura assolutamente rilevante sulla struttura
economica territoriale della quale sostiene l’occupazione, il valore aggiunto
industriale e l’interscambio con l’estero.
Il profondo radicamento della tematica ambientale, intrinsecamente connessa
alle carenze infrastrutturali accennate, impone la definizione
di una visione strategica d’ampio respiro che contempli la realizzazione
di interventi mirati al reale recupero ecosostenibile del territorio provinciale,
incrementando la sua capacità attrattiva degli investimenti. Il “
risanamento ambientale” è dunque il nucleo concettuale attorno
al quale sviluppare ogni progetto di riassetto dell’area, anche in considerazione
della accennata rilevanza dell’industria pesante con la quale risulta
pertanto indispensabile stabilire opportune norme di convivenza sostenibile(…).
Considerata la ricognizione condotta sul contesto sociale, economico ed ambientale
della Provincia, sulle caratteristiche del modello di sviluppo seguito e sui
nodi critici cui apportare interventi correttivi, si individuano due macro –
assi di azione per la accelerazione e qualificazione del processo di sviluppo
territoriale, da perseguire attraverso una stretta cooperazione nell’ambito
del partenariato locale, in modo da assicurare un coordinato e funzionale processo
di realizzazione delle molteplici iniziative collegate:
• il risanamento e la tutela ambientale del territorio provinciale come
cornici determinanti dei programmi di sviluppo;
• la diversificazione del sistema produttivo locale lungo le tre direttrici
del potenziamento del Porto e delle attività retroportuali, dell’impulso
al comparto turistico e del consolidamento del tradizionale settore dell’
agroalimentare.” (dal Documento di Orientamento per lo sviluppo dell’area
Tarantina a cura della segreteria Tecnica della Conferenza UnitariaCamera di
Commerci Taranto).
Gli assi di risposta, allora, possono essere individuati in figure professionali
di sostegno per le attività di:monitoraggio integrato per la rilevazione
delle sostanze inquinanti con effetti sull’aria, acqua, suolo;
• monitoraggio del livello di inquinamento prodotto dal traffico (indirizzo
chimicobiologico);
• supporto alla piattaforma logistica di Agromed (indirizzo chimicobilogico)
• inserimento nelle attività connesse al potenziamento del sistema
infrastrutturale per un miglioramento della viabilità commerciale e turistica,
• supporto alla realizzazione del Distripark, alle attività di
servizio, allo sviluppo del turismo, alla comunicazione ed informazione (Indirizzi
di gestione aziendale, di turismo, audiovisivo e grafico pubblicitario).
Uno sguardo ai ragazzi
I ragazzi che frequentano l’Istituto provengono da un ceto
sociale medio basso, anche se non mancano gli appartenenti a fasce di reddito
più elevate.
Si cercherà di delinearne un identikit , compito non facile per la poliedricità
degli atteggiamenti e dei valori di riferimento , così come non facile
è farlo per tutti i giovani della nostra epoca.
La famiglia resta per la maggior parte di loro il riferimento più forte
e conferma la sua posizione di luogo privilegiato del processo di costruzione
dell’identità giovanile; tuttavia, è “ una famiglia”
che vive le contraddizioni, le ambiguità, gli egoismi individuali, il
relativismo dei valori della società attuale.
I nostri ragazzi sono adolescenti talvolta difficili, spesso in conflitto generazionale
con l’adulto, appiattiti su modelli omologati , “giovani inquieti,
in cerca di senso“ da dare alla loro vita. Sono una generazione sfortunata
sotto molti aspetti, al di là dell’apparente benessere che li circonda.
Vivono il consumo facile, la vita quotidiana, svolta in una temporalità
fatta solo di presente e di una somma di attimi senza prospettiva, e una realtà
profonda fatta di assenza di futuro, pur in uno sterminato oceano di abbondanti
offerte.
“ Manca un filo di senso fra mille luci, colori elettronici
e un infinito spazio permissivo che, ormai, per molti ha il sapore dell’indifferenza
e dell’abbandono”. (Bertagna)
I ragazzi appaiono più svelti, più pronti di riflessi, più
capaci di senso pratico, di contro spesso sono fragili, affettivamente immaturi
e/o incapaci di maturazione costante e regolata.
Affermano un relativismo etico radicale, che sfocia spesso in un indifferentismo
di valori (ogni esperienza equivale all’altra) . Con difficoltà,
nella società che li circonda, trovano valori di riferimento stabili
o modelli positivi; né la scuola, per la stragrande maggioranza, ha autorevolezza;
“ai loro occhi finisce per essere una sorta di male necessario
che si deve
attraversare e dalla quale non ci si aspetta più di tanto”.
(Bertagna )
Per alcuni studenti del nostro Istituto, a quanto su esposto si aggiunge un’esperienza
di vita caratterizzata da una precarietà sia affettiva (reale
mancanza di una delle figure genitoriali per motivi diversi ) sia economica
(mancanza di un reddito sicuro).
Sintesi conclusiva
Da quanto su detto si evidenzia:
- una limitata motivazione allo studio e all’impegno costanti;
- una limitata autostima e rispetto di sé e degli altri;
- incerta identità culturale, derivante da una scarsa conoscenza del
territorio, della “sua storia”, delle sue risorse;
- voglia di cambiare i sistemi di rapporto in cui gli alunni sono inseriti;
- carenza di occasioni di dialogo con i membri della propria famiglia e con
il mondo adulto;
- attenzione al soddisfacimento dei propri bisogni e superficiale interesse
per ogni problema di tipo politico sociale;
- volontà di socializzare, di avere spazi in cui sentirsi protagonisti
e dare forma ed espressione alla propria creatività;
- esigenza di conoscere il proprio corpo per migliorarlo;
- difficoltà di comunicazione ed uso non sicuro e corretto della lingua;
- esigenza di orientare la propria vita verso valori positivi, senza cui i ragazzi
diventano facile preda di un consumismo che impone loro -modelli di comportamento
temporanei e privi di spessore etico;
- richiesta da parte del territorio di una formazione che, per rispettando la
peculiarità di ogni ordine di scuola, proceda secondo la logica della
continuità per formare cittadini consapevoli, responsabili, capaci di
entrare in relazione costruttiva con la realtà, aperti alla nuova dimensione
europea, capaci di riconvertire le competenze in un mondo sempre più
caratterizzato dal cambiamento;
- richiesta proveniente dai settori economici e del turismo territoriale, nonché
dal settore grafico ed agroalimentare, di figure professionali che
agiscano a supporto dello stesso e con un atteggiamento culturale sempre creativo
e orientato allo sviluppo.
Sono attivati i seguenti corsi di studio:
- Indirizzo Gestione Aziendale
- Indirizzo Impresa Turistica
- Indirizzo Grafico Pubblicitario
- Indirizzo Chimico Biologico
- Indirizzo Audiovisivo
Tutti i corsi di studio sono articolati in un triennio di qualifica, che dà
adito ad un titolo intermedio direttamente spendibile nel mondo del lavoro,
ed un biennio terminale (post-qualifica) che si conclude con l'Esame di Stato
e che consente l'accesso a tutte le facoltà universitarie
PROFILI PROFESSIONALI E DISCIPLINE
| Indirizzi: |
Area di specializzazione o terza area
L’Area di specializzazione comprende 300 ore annue, realizzate in collaborazione con aziende e professionisti dei vari settori produttivi. Per l’anno scolastico 2005/2006 le figure professionali relative alla terza area sono:
INDIRIZZO CHIMICO BIOLOGICO:
IV A T.C.B.: Tecnico della gestione dei rifiuti
IV B T.C.B.: Tecnico del controllo ambientale
V A T.C.B.: Tecniche di analisi, gestione e controllo della qualità e
della sicurezza alimentare nella filiera dei prodotti ortofrutticoli
INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO:
IV A T.G.P. :Tecniche di marketing relative alla progettazione e realizzazione
di pubblicita’ nel contesto televisivo
IV B T.G.P.: Tecniche di progettazione e realizzazione di prodotti audiovisivi,
con tecnologia digitale, destinati al mercato televisivo
V A T.G.P. :
INDIRIZZO TURISTICO:
IV B T.S.T.: Tecniche di gestione ed organizzazione di agenzia viaggi e booking
tour operator
V T.S.T.:
INDIRIZZO GESTIONE AZIENDALE:
IV A TGA: Tecniche di gestione ed organizzazione di attivita’ connesse
agli studi di consulenza aziendale-fiscale e del lavoro
IV C T.G.A.: Tecniche di gestione ed organizzazione di attivita’ connesse
agli studi di consulenza aziendale-fiscale e del lavoro
Globalmente la scuola ha scelto di essere orientata alla valorizzazione dello
studente, per accoglierne l’essere e svilupparne al massimo le potenzialità.
- L’insegnamento è orientato verso una ricerca metodologica , didattica
e organizzativa di sviluppo di strategie di insegnamento e apprendimento per
la crescita professionale. L’ambiente scolastico è teso alla promozione
dell’autoapprendimento individuale e di gruppo.
-La programmazione, organizzata in modo modulare secondo obiettivi formativi
e competenze, tende ad individuare interventi e iniziative sistematiche in risposta
ai bisogni particolari degli alunni (accoglienza, riequilibrio, orientamento,
disagio socioculturale, handicap) e delle loro famiglie.
-Si utilizzano mezzi multimediali per arricchire le capacità richieste
dai profili professionali.
-Il clima relazionale è improntato alla collaborazione tra docenti e
docenti e tra docenti e allievi.
In questa scuola moderna e funzionale, viene focalizzata l’attenzione
sulle strategie che contribuiscono ad instaurare un ambiente favorevole all’apprendimento
e a creare un clima positivo di sostegno e di relazioni in cui tutti gli alunni
siano individualmente stimati e rispettati. In primo luogo si creano delle opportunità
in cui gli alunni possano esprimere la loro autodeterminazione al fine di incoraggiare
le loro naturali tendenze a imparare, a crescere e ad assumersi la responsabilità
del loro apprendimento, abbattendo alcune conseguenze negative dell’esperienza
scolastica come la noia, il timore di fallire, la chiusura in se stessi e l’apatia.
Pertanto, la scuola non si limita ad istruire, favorendo l’acquisizione
delle conoscenze, ma si occupa e si preoccupa della formazione delle personalità
valorizzando le identità personali, sociali e culturali favorendone i
vari aspetti: motorio, affettivo, sociale, morale, linguistico e religioso.
Ogni alunno ha diritto-dovere di educarsi e di istruirsi; non è mero
destinatario dell’azione educativa, ma è il vero protagonista dei
processi apprenditivi e formativi con l’aiuto e la guida dei docenti.
A questo proposito, al fine di favorirne la crescita, la valorizzazione e l’affettività,
la scuola forma tutti gli alunni, compresi quelli che partono in condizioni
di svantaggio sia psico-fisico sia culturale, e si adegua alle caratteristiche
personali degli allievi, facendo in modo che ogni singolo allievo possa esprimersi
al massimo delle sue possibilità, evitando che i più deboli siano
sempre in affanno e che i più dotati debbano limitarsi a segnare il passo
imposto dal resto della classe Per questo motivo, la scuola è un ambiente
di apprendimento che :
- attraverso metodologie efficaci, trasmette contenuti disciplinari in quantità
proporzionata alle caratteristiche dei singoli;
- promuove intenzioni socio-culturali fra gli alunni per favorire la nascita
di atteggiamenti positivi nei confronti degli altri;
- organizza attività necessarie per sviluppare le capacità linguistiche,
matematiche, sociali, motorie.
E’ evidente che la formazione integrale non deve essere concepita in senso
quantitativo, ma piuttosto come un atteggiamento di apertura al patrimonio culturale
dell’umanità intera.
La scuola dunque coglie l’occasione per favorire la conoscenza e la valorizzazione
delle diversità a tutti i livelli e, nel contempo tratta in maniera differenziata
ogni singolo individuo per rispettare e valorizzare le sue specifiche capacità.
A questo proposito, è necessario dire che, all’inizio dell’anno
scolastico vengono attivati corsi di recupero per coloro che risultano avere
delle carenze formative evidenziate nell’anno precedente. L’obiettivo
prioritario di tali corsi è quello di far raggiungere a suddetti alunni
“bisognosi” una maggiore padronanza del sapere come strumento essenziale
utile e necessario per orientarsi nelle diverse situazioni di apprendimento
e di operatività
- Scolarizzazione, promuovere una maggiore socializzazione e collaborazione,
accettare e rispettare le regole di vita scolastica;
- capacità di superare atteggiamenti egocentrici, saper lavorare in gruppo
stimolando e valorizzando il contributo di ciascuno;
- saper ascoltare e comprendere le ragioni degli altri;
- sviluppare le capacità di lettura e comprensione di ogni tipo di testo,
sviluppare le capacità di produzione di ogni tipo di testo;
- acquisire un metodo di lavoro organizzato;
- sviluppare le capacità di autocontrollo;
- educare al dialogo e all’accettazione delle diversità.
- sviluppo del senso di responsabilità, verso sé, verso gli altri
e verso gli impegni assunti;
- capacità di analisi, sintesi e di rielaborazione;
- sviluppo della capacità operativa;
- sviluppo della capacità critica e dell’autovalutazione nei processi
produttivi;
- saper interagire con le problematiche specifiche e del mondo del lavoro con
responsabilità;
- acquisire uno stile di vita in armonia con l’ambiente;
- capacità di esporre con chiarezza le proprie idee articolando adeguatamente
l’argomento e utilizzando una relativa adeguata terminologia;
- capacità di organizzare autonomamente collegamenti pluridisciplinari;
- saper utilizzare al meglio le competenze professionali acquisite tenendo conto
delle innovazioni del mondo del lavoro;
- capacità di trasferire le proprie competenze da un ambito disciplinare
ad un altro e di confrontarle;
- capacità di valutazione, intesa come abilità nel saper valutare
l’attendibilità di teorie ed assunti;
- saper valutare criticamente la realtà
- sapersi orientare nelle scelte per gli studi successivi o per l’inserimento
sul mondo del lavoro.
METODOLOGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE
L’obiettivo fondamentale indicato nel Regolamento dell’Autonomia
scolastica del ’99 è espresso come necessità di garantire
a tutti gli alunni il successo formativo inteso come piena formazione della
persona umana secondo il dettato dell’art. 3 della Costituzione. Il miglioramento
dei processi di insegnamento apprendimento passa attraverso il miglioramento
delle strategie di insegnamento apprendimento, oltre che a quello delle strutture
scolastiche e l’arricchimento delle tecnologie educative, comprese quelle
multimediali. La nostra scuola è tesa al miglioramento di tali strategie:
infatti, è in corso un progetto di formazione in servizio che prevede,
tra l’altro, la sperimentazione sul campo di metodologie innovative, quali
la ricerca-azione, il brain strorming, il modeling educativo, il goal setting,
Tali metodologie affiancheranno quelle tradizionali, quali la lezione frontale,
e saranno finalizzate a favorire la motivazione, il perseguimento degli obiettivi,
i processi cognitivi e metacognitivi, nonché la realizzazione di un clima
adatto a favorire la frequenza assidua, l’attenzione, lo studio, la crescita
culturale e umana per garantire a tutti gli alunni il raggiungimento degli obiettivi
richiesti. Fondamentale è infatti rendere sempre più efficace
l’intervento didattico, scommettendo sulla possibilità di miglioramento
degli esiti formativi degli allievi.
La programmazione è modulare e l’anno scolastico si articola in
due quadrimestri.
Nell’attività didattica ed educativa è inoltre privilegiata
l'utilizzazione di materiale audiovisivo e multimediale.
La valutazione non è un momento isolato, bensì un sistematico
confronto interno al processo di acquisizione e assimilazione delle nozioni
e dei contenuti, con l’efficacia degli interventi predisposti, con il
raggiungimento o meno dei traguardi assegnati.
Tra i criteri della valutazione, appare fondamentale quello della trasparenza,
che giova alla limpidezza del rapporto tra docente e discente e stabilisce il
clima di fiducia necessario agli interlocutori del processo educativo. La valutazione
dovrà riferirsi a competenze cognitive e comportamentali chiaramente
individuate e ad indicatori di qualità; si avvarrà di prove d’ingresso
e di osservazioni sistematiche, in modo che ogni diagnosi sia funzionale al
progetto educativo.
Strumento base per la valutazione è la verifica degli obiettivi. Tale
verifica risponde a due finalità tra loro connesse ed interdipendenti:
a) l’accertamento dei risultati conseguiti da ogni studente; b) la valutazione
dell’efficacia dell’attività di programmazione.
E’ dunque evidente come la verifica assuma anche una funzione regolativa
dell’azione didattica.
Criteri di valutazione
Ferma restando la libertà d’insegnamento e l’autonomia del
docente, si assumono alcuni criteri generali e comuni alle diverse discipline
sulla base di quanto stabilito dalle riunioni per dipartimenti e aree disciplinari.
In generale la valutazione sarà effettuata tenendo conto dei tre parametri
di riferimento fondamentali: conoscenza, competenza, capacità, così
definite:
a. CONOSCENZA (sfera del sapere): acquisizione, a diversi livelli, dei contenuti
disciplinari proposti;
b. COMPETENZA (sfera del saper fare): applicazione di una o più conoscenze
e utilizzazione delle categorie linguistiche tecnico – specifiche delle
discipline, anche in contesti problematici nuovi;
c. CAPACITA’ (sfera del saper essere): capacità di analisi, sintesi
e rielaborazione critica dei contenuti, consistente nel saper effettuare operazioni
di consapevole, autonoma e personale problematizzazione dei concetti.
La valutazione deriverà pertanto dalla misura del livello raggiunto
in termini di conoscenze, competenze e capacità sulla base degli standard
formativi individuati nelle programmazioni disciplinari. Tale misurazione sarà
tradotta in un voto, ottenuto attraverso la seguente griglia di valutazione,
che verrà reso noto all'allievo con opportune indicazioni, utili a trasformare
in occasione di formazione anche il momento valutativo.
CRITERI DI VALUTAZIONE
|
||||
Voto |
Giudizio |
CONOSCENZE |
COMPETENZE |
CAPACITA’ |
1 – 3 |
Gravemente insufficiente | Frammentarie e gravemente lacunose | Applica le conoscenze minime solo se guidato e con gravi errori | Comunica in modo scorretto e improprio |
4 |
Insufficiente | Superficiali e lacunose | Applica le conoscenze minime, se guidato, ma con errori anche nell’esecuzione di compiti semplici | Comunica in modo inadeguato, non compie operazioni di analisi |
5 |
Mediocre | Superficiali ed incerte | Applica le conoscenze con imprecisione nell’esecuzione di compiti semplici | Comunica in modo non sempre coerenteHa difficoltà a cogliere nessi logici; compie analisi lacunose |
6 |
Sufficiente | Essenziali, ma non approfondite | Esegue compiti semplici senza errori sostanziali, ma con alcune incertezze | Comunica in modo semplice ma adeguato. Incontra qualche difficoltà nelle operazioni di analisi e sintesi, pur individuando i principali nessi logici |
7 |
Discreto | Essenziali con eventuali approfondimenti guidati | Esegue correttamente compiti semplici e applica le conoscenze anche a problemi complessi, ma con qualche imprecisione | Comunica in modo abbastanza efficace e corretto. Effettua analisi, coglie gli aspetti fondamentali, incontra qualche difficoltà nella sintesi |
8 |
Buono | Sostanzialmente complete con qualche approfondimento autonomo | Applica autonomamente le conoscenze anche a problemi complessi in modo globalmente autonomo | Comunica in modo efficace ed appropriato. Compie analisi corrette ed individua collegamenti. Rielabora autonomamente e gestisce situazioni nuove non complesse |
9 |
Ottimo | Complete, organiche, articolate e con approfondimenti autonomi | Applica le conoscenze in modo corretto ed autonomo anche a problemi complessi | Comunica in modo efficace ed articolato. Rielabora in modo personale e critico, documenta il proprio lavoro. Gestisce situazioni nuove e complesse |
10 |
Eccellente | Organiche, approfondite ed ampliate in modo autonomo e personale | Applica le conoscenze in modo corretto, autonomo e creativo a problemi complessi | Comunica in modo efficace e articolato. Legge criticamente
fatti ed eventi, documenta adeguatamente il proprio lavoro. Gestisce situazioni
nuove, individuando soluzioni originali |
OFFERTA INTEGRATIVA DEL CURRICOLO
SCUOLA ED ENTE LOCALE
A cura del Dirigente Scolastico dott. prof. Angelo Carrieri
Dalla legge 59/1997 (la cosiddetta Bassanini 1) al 2001, sono stati definiti
una serie di importanti provvedimenti che hanno spostato il baricentro delle
decisioni dal Ministero alle scuole; dall’Amministrazione scolastica alle
Regioni, alle Province, ai Comuni.
Essendo, però, l’autonomia scolastica non solo un insieme di norme,
ma, soprattutto, l’espressione di un sistema di valori, non si può
non riconoscere che il cammino per esercitare i poteri conquistati è
appena iniziato e nulla si presenta facile o scontato nel rapporto, tutto da
costruire, fra Autonomia scolastica e Autonomia e Comunità locali.
Se, dunque il modello di governo rigido e centralistico era da superare, non
era – ne è - venuta meno l’esigenza di unitarietà
del sistema, in base alla quale Regioni, Province e Comuni ( si veda la legge
costituzionale 3/2001, “Modifiche al Titolo V della parte seconda della
Costituzione”) non sono più un’articolazione interna della
Repubblica, ma ne sono parte costitutiva, con potestà legislativa, regolamentari
e funzioni amministrative ben distribuite e tese a condividere una cultura democratica
mai acquisita per sempre, da esercitare nell’affermazione del principio
di responsabilità, del primato della legalità, della ripartizione
dei poteri e dei loro limiti in uno Stato di diritto.
Con riferimento all’autonomia delle istituzioni scolastiche, le prerogative
delle stesse sono deducibili, innanzitutto, dall’art. 21 della legge 59/97,
legge vigente sul momento in cui è stato modificato il titolo V che ha
elevato a rango costituzionale l’autonomia scolastica.
Un riferimento alla sentenza 13/2004 della Corte Costituzionale servirà
per approfondire i contenuti ed i limiti dell’autonomia scolastica che,
se non potrà risolversi in una incondizionata libertà di autodeterminazione,
esigerà pur sempre che “a tali istituzioni siano lasciati adeguati
spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell’esercizio
della potestà legislativa concorrente, non possano pregiudicare”.
In tale crocevia, che è culturale ed istituzionale ad un tempo, si trova,
come tante altre istituzioni scolastiche, il “Cabrini”, che va sperimentando
le piste possibili di un’autonomia organizzativa e didattica esigita dai
tempi , ma soprattutto, dalla necessità di perseguimento di obiettivi
di nuova cittadinanza, ad un tempo nazionale ed europea, legata al “locale”,
ma non estranea al “globale”, che si profila come una dimensione,
un dato – osserva qualcuno – da considerare e governare, per non
esserne irretiti o, nella peggiore delle ipotesi, rivelarsi soltanto convitati
di pietra di una storia ed un destino, che si potrebbero svolgere senza di noi
e nostro malgrado.
In una fase di profonda transizione costituzionale, il passaggio di competenza
dallo Stato alle Regioni e la creazione della scuola della Repubblica non sono
interventi di cosmesi: è un profondo ribaltamento di assetto complessivo,
che richiede impegno costruttivo quotidiano, creatività e propensione
autentica all’innovazione.
Appaiono sempre più crescenti gli aspetti di funzionamento del servizio
scolastico che implicano collaborazione, sinergia, condivisione fra più
istituzioni e parallelamente può rilevarsi come, in un fecondo rapporto
sinergico, sono tutte le istituzioni ad esserne arricchita ed è il complessivo
servizio che si rende alla Comunità ad esserne potenziato nella sua “qualità”,
tesa a soddisfare le esigenze formative della persona e quelle solidali del
suo contesto sociale, sia comunale sia provinciale ed infine regionale.
Fra i settori di maggior rilievo ai fini della collaborazione interistituzionale,
basterebbe pensare alla gestione della rete scolastica, al governo dei tempi
per la scuola, alla promozione di modelli e forme di mobilità sostenibile:
tutte avventure che, al Cabrini, abbiamo cominciato a sperimentare dall’anno
2004 – 05 e che, se non fosse intervenuto un vulnus di inedita gravità
il 21 ottobre di quest’anno scolastico in corso (2005 – 06) , non
sarebbe stato sospeso, anzi sarebbe stato potenziato con le conseguenze immaginabili
a beneficio dell’utenza e, più in generale della collettività.
Ciò nonostante, è su questa linea che intendiamo proseguire, né
è dato ad alcuno di attardarsi in antiquati quanto anacronistici paessaggi
pedagogici.
Si pensi, infine, a quale particolarissimo valore strategico avrebbe un “Piano
per l’offerta formativa” che davvero fosse frutto di un lavoro collegiale,
non solo delle componenti scolastiche o degli “addetti ai lavori”,
ma della Comunità più vasta, interpellata e chiamata non solo
a condividere ma, soprattutto, a proporre.
Allora, e solo allora, “il documento fondamentale costitutivo dell’identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche” sarebbe sintesi
di pareri e proposte provenienti anche da organismi e associazioni dei genitori
e degli studenti.
Sarebbe davvero, così come tendenzialmente aspiriamo a formularlo (ma
ci rendiamo conto che è un cammino sempre in fieri, un work in progress),
un P.O.F. che si misurerebbe con le esigenze del contesto sociale, culturale
ed economico della realtà locale.
E, d’altra parte, non può non essere - così come altrettanto
tendenzialmente lo stiamo elaborando – un P.O.F. finalizzato alla “cittadinanza
Europea”, che, se ignorata, potrebbe colpevolmente marginalizzare non
solo singole istituzioni scolastiche, ma tutt’intero un sistema formativo,
chiamato a confrontarsi in una competizione che è di saperi modernamente
intesi, pertanto capaci di integrare semanticamente l’area delle “competenze”
e dei “valori”, che danno spessore ed identità ad una cittadinanza
degna del nuovo secolo e del nuovo millennio.
In questa direzione, il presente anno scolastico intende proseguire, fino alla
elaborazione di una sintesi, frutto di ricerca teorica, ma, allo stesso tempo,
laboratorio di buone pratiche, che potrebbe innalzare la qualità dell’
“insegnamento – apprendimento”, rendendola più consapevole
e più collegiale, insomma finalizzata al miglior perseguimento dell’obiettivo
comune, che rimane quello di valorizzare al meglio le potenzialità individuali
e di garantire a tutti un livello minimo decorosamente accettabile in considerazione
degli attuali progressi della scienza e della tecnologia, oltre che delle esigenze
di una società democratica più avanzata.
INTERVENTI A FAVORE DELL’INTEGRAZIONE
DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
L’Istituto Professionale di Stato “Cabrini” di Taranto, nel
rispetto della normativa vigente, in riferimento all’integrazione scolastica
degli allievi diversamente abili, si propone di rendere operante l’esercizio
del diritto all’educazione e all’istruzione nel sistema scolastico
attuale.
L’integrazione è fonte di una preziosa dinamica di rapporti e d’interazioni,
che è occasione di maturazione per tutti.
L’inserimento degli allievi diversamente abili nelle classi, è
finalizzato alla piena integrazione di ognuno offrendo ad essi ogni possibile
opportunità formativa, con l’obiettivo di consentire a ciascuno
il pieno sviluppo delle proprie potenzialità.
L’Istituto vive nel Sostegno da diversi anni ed ha consolidato la sua
esperienza con l’istituzione del gruppo H sorto con il compito di collaborare
per attivare tutte quelle iniziative educative e d’in- tegrazione scolastica
che mirino ad un progetto di vita dell’allievo.
L’Istituto accoglie tipologie di handicap fisico, psichico e sensoriale
ed è prevista, inoltre, la presenza dell’equipe socio-psico-pedagogica.
Più in generale, ci si propone di mirare a creare un potenziale raggiungimento
dei requisiti per la formazione in accordo con i corsi previsti e precisamente:
1. Operatore grafico pubblicitario
2. Operatore audiovisivo
3. Operatore della gestione aziendale
4. Operatore dell’impresa turistica
Il curriculum di studio, prevede materie comuni a tutti gli indirizzi e materie
specifiche per l’aria professionale. Questo rende possibile agevolare
l’organizzazione dell’orientamento interno: qualora l’adolescente
con handicap sentisse l’esigenza di cambiare la scelta iniziale effettuata,
sarà seguito individualmente nelle nuove materie dell’aria professionalizzante.
Oltre alla formazione nella specifica professione attinente al corso prescelto,
si prevede il potenziamento e la crescita dell’autonomia personale e della
capacità di socializzazione anche mediante l’individuazione di
lavori di gruppo e di maturità affettivo-relazionale.
Le attività di sostegno sono relative alle aree di recupero, pertanto,
verranno considerati l’autonomia, l’addestramento e la socializzazione
secondo l’iter individuale risultante dal Progetto Educativo Personalizzato
individuato per ogni singolo allievo disabile.
Altro obiettivo fondamentale è quello di potenziare l’aspetto cognitivo,
anche attraverso i seguenti punti:
1. Accogliere e conoscere gli alunni;
2. Favorire il loro essere soggetti attivi del percorso scolastico;
3. Individuare percorsi formativi adatti ad ognuno.
L’inserimento degli alunni con handicap all’interno dell’istituto si pone, inoltre, come meta di agevolazione dei percorsi individuabili:
SAPERE - SAPER FARE - SAPER ESSERE
Attraverso mezzi diretti (uso di ausili e tecnologie specifiche) o indiretti
(potenziamento di azioni didattiche di sostegno rivolte al gruppo classe o a
piccoli gruppi) prevedendo lavori trasversali ed interdisciplinari con situazioni
di compresenza e di classi aperte.
L’utilizzo di supporti informatici ha portato in modo naturale lo studente
con handicap o con difficoltà attentiva, a seguire in maniera più
efficace la lezione.
Ciascun corso si conclude con l’esame finale per il conseguimento della
qualifica professionale spendibile in campo lavorativo, o in caso di impedimenti
oggettivi, con una certificazione di credito formativo del percorso effettuato
e delle abilità raggiunte.
Verranno tenuti in considerazione eventuali crediti formativi per possibili
forme di orientamento previste dall’autonomia scolastica.
E’ stato avviato, inoltre, all’interno dell’Istituto, il progetto
in rete di Sperimentazione metodologica e didattica per l’integrazione
degli alunni diversabili: “Comunic@ndo”.
ATTIVITA’ DI ORIENTAMENTO
Orientamento in entrata
Con l’espressione “orientamento in entrata” si intende il complesso di iniziative di continuità e accoglienza atte a favorire l’ingresso di nuovi alunni nell’Istituto Cabrini. Si tratta di incontri con docenti e studenti delle Scuole medie del territorio, durante i quali viene illustrato il Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, le caratteristiche dei corsi e le figure professionali. Il termine “continuità” indica le iniziative volte ad approfondire la collaborazione con gli insegnanti della scuola media e a rendere graduale l’inserimento di nuovi alunni nell’Istituto, mentre l’”accoglienza” prevede iniziative tese a mettere a proprio agio la nuova utenza nell’Istituto e a favorire la socializzazione. In tale ambito, fondamentale è il ruolo del tutor, vale a dire di quel Docente nominato dal Dirigente che, in stretta collaborazione con il Consiglio di classe e con lo psicologo parteciperà, su richiesta, alle riunioni dello stesso in qualità di supervisore, coordina l’attività di accoglienza e di accompagnamento previste dal POF, verifica costantemente l’andamento didattico e disciplinare del gruppo classe nonché il profitto dei singoli allievi. In tale veste formula le proposte operative al Consiglio di classe ed instaura rapporti di fattiva collaborazione con le famiglie degli studenti al fine di meglio coordinare l’azione educativa.
Orientamento in itinere.
Comprende quelle iniziative volte a favorire la conoscenza di se stessi da parte degli alunni e anche delle proprie attitudini, abilità, aspirazioni, che si proiettano oltre la scuola media superiore. Prevede le iniziative comprese nell’area de sé che riguardano la sfera psicologica dell’alunno, e dell’altro da sé che prevedono il relazionamento dello studente con il mondo del lavoro oppure l’Università. Esperti intervengono nelle classi per intessere un dialogo che stimoli le capacità introspettive del ragazzo, l’autoanalisi, la presa di coscienza dei propri problemi e delle proprie esigenze, con l’aiuto di personale specializzato, in collegamento anche con lo sportello del CIC. Sono particolarmente importanti nelle prime classi in cui molti ragazzi soffrono per il cambiamento di scuola. Spesso si tratta di una crisi che si risolve entro i primi due mesi, ma se la sofferenza e l’insuccesso scolastico persistono, gli insegnanti del Consiglio di classe, il tutor, unitamente ai genitori ed, eventualmente, ad un esperto esterno, verificano la coerenza delle scelte scolastiche e sostengono gli alunni nel passaggio ad un altro indirizzo dell’Istituto, ad altra scuola, o al sistema della formazione professionale. Nelle ultime classi viene privilegiata invece la fase di apertura verso la realtà post-diploma, ossia il mondo del lavoro, dell’Università, degli stages e di tutte quelle attività inerenti l’ingresso nella vita da adulto. Vengono chiamati esperti per illustrare gli indirizzi universitari, gli sbocchi professionali e le possibilità di impiego sul territorio.
Orientamento in uscita.
Si articola in vari microprogetti i cui obiettivi possono essere così
riassunti:
• Stimolare la coscienza, l’autovalutazione delle proprie attitudini
e capacità
• Aumentare la consapevolezza delle proprie capacità di scelta,
anche in condizioni di incertezza
• Supportare gli studenti nel processo di orientamento scolastico/professionale
• Progettare proposte e percorsi di orientamento nella scuola e in raccordo
con le opportunità formative del mondo universitario e del lavoro
• Valutare l’efficacia delle proposte e dei servizi offerti.
Tutte le attività di orientamento proposte agli allievi mirano a favorire
una scelta autonoma attraverso:
A) la sensibilizzazione della scuola e degli studenti al problema della scelta;
B) un’articolata serie di informazioni su curricoli e professioni (incontri
con esponenti del mondo del lavoro);
C) un’autovalutazione basata, oltre che sui risultati scolastici anche
su test attitudinali e di interessi;
D) esperienze formative che stimolino nuove curiosità (stage, incontri
con esperto di psicologia del lavoro);
E) incontri con docenti universitari ( sia presso l’Istituto che in sede
universitaria).
PROGETTO SPERIMENTALE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO
“FORMARE IL CITTADINO EUROPEO”
Presso l’Istituto Cabrini è in corso un progetto sperimentale
di formazione in servizio sul tema “FORMARE IL CITTADINO EUROPEO”.
Esso nasce dall’esigenza degli insegnanti, del personale ATA e del Dirigente
scolastico di riflettere sulla necessità e possibilità di creare
una scuola europea e quindi adeguare metodologie, strategie, saperi, a tale
finalità e di rendere gli allievi consapevoli dell’appartenenza
all’Europa e capaci di partecipare a momenti ed eventi in cui si eserciti
la democrazia.
Il progetto è curato dal prof. Franco Priore, psicopedagogista
e docimologo, autore di numerosi libri e prevede la pubblicazione del materiale
e dei risultati, anche grazie alla collaborazione di docenti universitari ed
esperti in tematiche europee di fama, quali il prof. Settis,
Rettore della Scuola Superiore Normale di Pisa, il prof. D’Andrea dell’Università
di Napoli e Senatore del Parlamento Italiano, il prof. Augeri dell’Università
di Lecce, il prof. Augenti dell’Università LUMSA
di Roma, la dott. Merico Ricercatrice di filosofia e altri.
Nella prima parte del progetto, svoltasi nell’anno scolastico 2004/2005
sono state individuate e sperimentate sul campo delle metodologie particolarmente
coinvolgenti, quali il brain storming, il modeling educativo, il goal setting,
il sensemaking, la lezione strategica. Attualmente i docenti stanno realizzando,
con la guida del prof. Priore, degli itinerari educativo-didattici che rappresentano
l’ABC della cittadinanza europea.
ATTIVITA’ SPORTIVA SCOLASTICA
L’istituto offre a tutti gli studenti la possibilità di svolgere
un’attività sportiva che parte da quella effettuata durante le
ore curriculari di Educazione Fisica e si sviluppa nel gruppo sportivo che porta
gli alunni a confrontarsi in competizioni e manifestazioni di vario livello.
L’attività sportiva ha lo scopo di promuovere iniziative intese
a suscitare e consolidare nei giovani una cultura motoria, considerata come
fattore di formazione umana e di crescita personale e civile.
Attraverso il gioco e la competizione sviluppa il concetto del rispetto delle
regole e dei ruoli, contribuisce a migliorare la fiducia in se stessi e rappresenta
uno dei mezzi per la formazione della personalità.
Attraverso il gruppo sportivo si svolgono, in orario extrascolastico, attività
sportive facoltative finalizzate all’approfondimento di alcune discipline,
ad affinare la preparazione degli alunni che intendono partecipare a competizioni
sportive, alla diffusione di una pratica di “sport per tutti” che
favorisca l’aggregazione e il coinvolgimento del maggior numero di studenti.
Le attività proposte prevedono la partecipazione a:
- Tornei di classe e di interclasse:
• Pallavolo
• Pallatamburello
• Tennis-tavolo
- Campionati sportivi studenteschi:
• Corsa campestre
• Atletica leggera
• Pallacanestro
• Nuoto
• Calcio
• Calcio a 5
- Fuoriclasse cup
- Mundialito escuela
ATTIVITA’ DI SVILUPPO E POTENZIAMENTO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE
Una mancata conoscenza di una lingua straniera ostacola , fin dall’inizio,
le aspirazioni e rende difficoltoso il cammino di studio e professionale dei
nostri giovani.
Una efficace formazione in tal senso contribuisce inoltre allo sviluppo della
personalità e dei valori etici dell’individuo che oggi è
sempre più necessaria se si tiene presente la natura sempre più
multietnica delle società industriali.
Il successo formativo nell’apprendimento della lingua straniera non è
un fenomeno di sola quantità linguistica ma i risultati migliori sono
dovuti anche, e soprattutto all’autenticità della lingua e delle
attività che caratterizzano un tale tipo di apprendimento .
E’ proprio questa maggiore autenticità che consente una più
profonda identificazione da parte dello studente. L’identificazione stimola
una maggiore motivazione , la quale porta ad un deeper processing dell’apprendimento.
Pertanto , accanto all’insegnamento “ tradizionale” della
lingua saranno sviluppate attività di tipo context reduced e/o sempre
più cognitively demanding nelle quali lo studente sia impegnato nella
realizzazione di una finalità concreta e percepisca la necessità
di conoscenza della lingua straniera come bisogno reale
FINALITA’ EDUCATIVE:
1. migliorare la qualità dell’apprendimento delle lingue straniere
2. rendere l’individuo meglio in grado di far fronte alla esigenze del
mondo attuale che impone contatti con persone di provenienza linguistica e culturale
diversa.
3. Lo sviluppo e la consapevolezza e dell’abilità degli studenti
nel manipolare gli aspetti più formali della lingua obiettivo ai fini
di una comunicazione efficace
4. Educazione interculturale come finestra sul mondo
5. La formazione di figure professionali capaci di fronteggiare la competizione
a livello europeo nel mondo del lavoro
6. Incremento delle motivazioni degli allievi
7. Formazione dell’uomo e del cittadino Europeo
8. Contribuire alla formazione dell’uomo e del cittadino consapevole della
propria identità culturale ed aperto all’accettazione delle altre
culture diverse dalla propria
OBIETTIVI SPECIFICI:
> Promuovere lo sviluppo di una identità culturale
> Ampliare le competenze professionali degli allievi attraverso la conoscenza
della lingua straniera oggetto di studio
> Potenziare le competenze linguistiche e le motivazioni all’apprendimento
della lingua da parte dei giovani
> Introdurre la pratica della ricerca come metodo di lavoro
> Sviluppare le abilità di uso dei mezzi informatici ( computer , internet)
Alla luce di quanto detto sopra , sono state individuate alcune linee operative in relazione alle aree di intervento previste dalla funzione strumentale in oggetto , di seguito specificate
> PROGETTO SPERIMENTALE PORTFOLIO LINGUISTICO EUROPEO
Il presente progetto si pone la finalità di introdurre nella prassi della
didattica dell’insegnamento nuovi strumenti e metodi di insegnamenti delle
lingue che aiutino il docente e lo studente a creare un efficace percorso di
insegnamento – apprendimento finalizzato al riconoscimento di competenze
specifiche e, in prospettiva, all’acquisizione di certificazioni europee
spendibili nel mondo del lavoro.
> PROGETTO 3^AREA: IMPROVING LANGUAGE SKILLS IN ENGLISH
Al fine di fornire agli allievi opportunità formative di alto livello
e fornire occasioni di contatto diretto con la cultura e la lingua anglosassone
sono previsti corsi di lingua inglese settoriale con docenti madrelingua all’interno
delle attività di terza fascia per le classi del biennio post-qualifica
dei settori turistico ed economico-aziendale. Il corso prevede l’accesso
all’esame per la certificazione europea Trinità
> PROGETTO CERTIFICAZIONE STRANIERA TRINITY
Tale progetto extracurricolare riprende le finalità e le modalità
del progetto precedente ma si rivolge agli studenti frequentanti il monoennio
di qualifica e il biennio post- qualifica di tutti gli indirizzi che non usufruiscono
del corso di lingua durante le attività di terza fascia .
> TEATRO IN INGLESE
Oggi il teatro in lingua è entrato a far parte del quotidiano scolastico
e diverse compagnie internazionali operano nel settore dell’offerta di
rappresentazioni teatrali in lingua inglese a fini didattici. Tale attività
offre l’opportunità di avvicinare gli allievi del nostro Istituto
al mondo del teatro attraverso la visione di opere culturalmente formative e
linguisticamente rilevanti.
> PROGETTI EUROPEI SOCRATES- COMENIUS- LEONARDO DA VINCI – E TWINNING
Tali progetti, finanziati dalla Comunità Europea,offrono l’opportunità
di ampliare l’offerta formativa attraverso l’attivazione di scambi
culturali con altri paesi europei e tirocini all’estero nell’ambito
della formazione professionale
PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONI ARTISTICHE E CULTURALI DI PARTICOLARE VALENZA FORMATIVA
L’Istituto Cabrini offre agli studenti opportunità per avvicinarsi
e fruire di alcune discipline dello spettacolo come cinema, teatro, musica,
danza, per promuovere fra i giovani la cultura dello spettacolo spesso totalmente
ignorata o appena conosciuta.
Un buon film o una rappresentazione avvincente possono aiutare i giovani ad
allargare i propri orizzonti mentali, sviluppare le proprie facoltà intellettive,
esplorare mondi lontani. L’aiuto degli insegnanti e degli esperti di settore
aiuta i ragazzi a distinguere la realtà dalla finzione, a leggere al
di là dell’ apparenza e a decodificare il messaggio ricevuto.
La partecipazione a mostre, manifestazioni artistiche, culturali, contribuisce
ad accrescere la sensibilità estetica ed affinare le capacità
critiche. Tutto ciò è una ulteriore occasione per capire meglio
se stessi in relazione al proprio vissuto e alla realtà esterna.
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
La portata del processo dei cambiamenti in atto nella scuola, le nuove norme,
la complessità e la contingenza dei mercati e dei sistemi produttivi
che si modificano velocemente e chiedono forza lavoro aggiornata e flessibile
costituiscono una sollecitazione ad avviare, in attesa di novità ordinamentali,
uno sviluppo dell’alternanza scuola lavoro e di tutte quelle modalità
di apprendimento che favoriscono e sono favorite dalla integrazione tra scuola
e impresa.
Con l’alternanza la collaborazione tra mondo della scuola e del lavoro
ha tra gli obiettivi quelli di dare vita a “territori di integrazione”
dove:
- l’apprendimento sia più accattivante;
- agli studenti sia garantita l’opportunità di sperimentare e conoscere
meglio le proprie vocazioni e attitudini;
- siano favorite quelle scelte più consapevoli, da parte degli studenti
per i successivi percorsi e per lo sviluppo delle competenze necessarie al sistema
sociale e produttivo del nostro paese;
- promuovere lo sviluppo di competenze utili ad entrare e rimanere nel mondo
del lavoro e a partecipare alla vita sociale in modo attivo, consapevole e collaborativo;
- rispondere ai bisogni espressi dalla crescente insofferenza dei giovani verso
il classico insegnamento ex cathedra al fine di valorizzare un apprendimento
di tipo reticolare.
Nel percorso formativo finalizzato al Diploma di primo livello e nel post-qualifica
si utilizzerà, nell’ambito di attività progettuali, la metodologia
didattica dell’alternanza scuola lavoro come modalità di realizzazione
di parte del percorso formativo, progettata, attuata e valutata dall’istituzione
scolastica in collaborazione con le imprese.
La prima condizione indispensabile per la realizzazione delle iniziative consiste
nell’organizzazione modulare delle attività che prevederanno momenti
di alternanza tra formazione teorica e tecnico pratica. Secondo quest’impostazione
la valutazione in itinere consente di verificare le reali abilità e competenze
apprese dallo studente in modo da approfondire, in un modulo successivo, le
eventuali competenze non acquisite o di integrare la programmazione disciplinare
con apporti più propriamente tecnico-professionali derivanti dal contatto
con il sistema aziendale. Nell’alternanza l’esperienza del tirocinio
è una componente costitutiva e caratterizzante della formazione; non
è puramente funzionale, opzionale ed integrativa rispetto al corso in
cui è inserita; può essere collocata in qualsiasi momento del
percorso sulla base di un progetto didattico formativo che tiene comunque conto
di alcuni requisiti indispensabili per conseguire la migliore efficacia del
periodo in azienda e può essere reiterata ciclicamente e suddivisa in
vari momenti nel corso dell’anno.
L'offerta formativa dell'Istituto si articola attraverso:
• L'ORARIO SETTIMANALE FUNZIONALE AL POF
Dato l’elevato numero di studenti pendolari, la scuola ha adattato l’orario
scolastico alle esigenze degli alunni con l’introduzione delle ore di
55minuti. Ciò favorisce anche la partecipazione ad attività integrative
ed aggiuntive pomeridiane e/o di recupero, grazie anche all’apertura dell’edificio
scolastico, con orario continuativo.
> Unità orarie (u.o.) di 55 min.
> Area di approfondimento in orario mattutino o pomeridiano secondo le scelte
operative dei docenti interessati.
CORSI DI QUALIFICA
CARICO ORARIO: 36 h settimanali + 4 h settimanali per l'area di approfondimento.
MATTINA
Lunedì |
Martedì |
Mercoledì |
Giovedì |
Venerdì |
Sabato |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
8.00 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
13.30 |
| 6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
6 u.o. |
• Possibilità di inserire l'area di approfondimento.
• Attività di progetto
• Corsi di recupero
CORSI POST-QUALIFICA
CARICO ORARIO: 30 h /sett. + 6 h /sett. per l'area di professionalizzazione
MATTINA
• ATTIVITÀ CURRICOLARI: ore 8.00 - 13.30 per cinque giorni alla
settimana (30 u.o.)
• AREA DI PROFESSIONALIZZAZIONE: una giornata settimanale ( 6 h)
• LA FLESSIBILITÀ
> CURRICOLI:
- curricolo nazionale
- curricolo d'Istituto (attività di progetto)
> CONTENUTI DISCIPLINARI :
- organizzazione modulare della programmazione didattica
> SUDDIVISIONE DEGLI ALUNNI IN GRUPPI :
- corsi di sostegno e recupero (anche individualizzati)
- corsi di valorizzazione (eccellenza)
- attività di continuità e orientamento
- corsi “passerella” tra indirizzi e/o scuole diverse
- attività di progetto.
OBBLIGO SCOLASTICO E FORMATIVO
L’Istituto Cabrini tenendo conto del nuovo ordinamento dell'obbligo formativo, sancito in particolare dalla Legge 144/99 art.68 e per creare i presupposti del successo formativo individuale, consentendo all'allievo di scegliere con maggior consapevolezza il successivo percorso di istruzione o formazione, ha progettato una serie di interventi integrativi e di raccordo che si affiancheranno alla didattica ordinaria anche ai fini di prevenire la dispersione. Tali interventi, già in parte attivati durante lo scorso anno scolastico, si propongono di:
- Progettare e realizzare iniziative di continuità con altri indirizzi
di studio e con le agenzie formative del territorio.
- Favorire la reciproca conoscenza tra le diverse strutture e i vari servizi
offerti.
- Consolidare la fase di accoglienza, diagnosi e riequilibrio delle competenze
e la fase del riorientamento.
- Progettare e realizzare attività differenziate anche alla luce di situazioni
di handicap.
- Consolidare la fase di orientamento in uscita.
- Progettare un sistema di monitoraggio dei flussi in uscita
- Progettare e realizzare un sistema di registrazione e certificazione che evidenzi
i percorsi formativi seguiti e le competenze acquisite
- Contribuire alla realizzazione di un servizio integrato di orientamento scolastico
e professionale tra scuola - enti locali- formazione professionale- ufficio
provinciale del lavoro- università.
INDICATORI DI QUALITÀ' DEL POF
- Chiarezza comunicativa.
- Organicità e coerenza delle scelte.
- Equilibrio tra le parti.
- Fattibilità.
- Attenzione alla domanda formativa e al territorio.
- Flessibilità della proposta formativa.
- Valorizzazione della diversità e promozione delle potenzialità
dei singoli.
- Verificabilità.
Strumenti utilizzabili:
- schede relative alla qualità della proposta progettuale da rivolgere
ai docenti;
- Validazione del P.O.F., a conclusione dell'anno scolastico, da parte delle
articolazioni funzionali del Collegio dei Docenti .
VALUTAZIONE INTERNA D’ISTITUTO
L'Istituto attua da tempo idonee attività volte a raccogliere elementi
utili al monitoraggio continuo ed alla valutazione dei fattori di qualità
degli aspetti organizzativi e didattici del servizio.
L'iniziativa è tesa a favorire il miglioramento delle prestazioni del
singolo formatore e del servizio fornito dalla istituzione scolastica e quindi
della credibilità dell'Istituto nella prospettiva dell'autonomia, di
cui categoria concettuale fondante è la valutazione della qualità
dell'istruzione. L'attività contribuisce inoltre ad una più precisa
definizione del contesto socio-economico in cui la scuola agisce ed opera, consentendole
di mantenersi in più stretta relazione con le mutevoli esigenze del mondo
della produzione e del lavoro.
Nell'ambito del monitoraggio attivato dall'Ufficio Scolastico Regionale della
Puglia per l'A.S. 2004/2005 " Progetto Qualità nella Scuola"
le iniziative attuate dal Cabrini sono ampiamente riportate tra le migliori
pratiche.
Il modello di autoanalisi adottato si basa 5 campi di indagine e 20 fattori
di qualità di seguito riportati:
CONTESTO
> Lettura del territorio(situazione socio-ambientale)
> Analisi dei bisogni formativi
> Analisi degli interessi (attività extracurricolari)
> Analisi e prevenzione di comportamenti a rischio e conflittuali
INPUT (RISORSE)
> Analisi risorse umane
> Analisi delle risorse materiali (attrezzature)
> Analisi delle risorse strutturali
> Adeguatezza delle risorse finanziarie
PROCESSI
a) ORGANIZZATIVO-GESTIONALI
> Continuità, orientamento e tutoraggio
> Dipartimenti e programmazione didattica
> Piano dell'Offerta Formativa
> Supporto ai docenti e sostegno agli alunni
b) INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO
> Differenziazione processi formativi (accoglienza, handicap, integrazione)
> Modalità di attuazione ed organizzazione attività didattiche
> Programmazione e apprendimenti (progressi e risultati in itinere)
> Azioni di riequilibrio
OUTPUT (RISULTATI)
> Valutazione del POF
> Valutazione della programmazione didattica e dei risultati del processo
di insegnamento-apprendimento
> Valutazione delle iniziative di continuità, orientamento e tutoraggio
> Valutazione delle attività di supporto ai docenti e di sostegno
agli alunni
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AUTOVALUTAZIONE D'ISTITUTO
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CAMPI DI INDAGINE E FATTORI DI QUALITA'
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CONTESTO
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INPUT (RISORSE)
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PROCESSI
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OUTPUT (RISULTATI) |
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ORGANIZZATIVO-GESTIONALI |
INSEGNAMENTO- APPRENDIMENTO |
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L’Istituto ha partecipato negli anni precedenti ai Progetti Pilota per
la valutazione complessiva del Sistema Scolastico Italiano a cura dell’INValSI.
Nel 2001 infatti, il Ministero dell’Istruzione istituì un Gruppo
di Lavoro, con l'incarico di predisporre gli indirizzi riguardanti una valutazione
del servizio scolastico nazionale.
Nell’anno scolastico 2001-2002 il Gruppo di Lavoro propose un primo Progetto
Pilota (PP1) avente lo scopo di sperimentare, su un numero adeguato di scuole,
la possibilità di creare un Servizio Nazionale di Valutazione.
Tale Servizio rispondeva alle seguenti esigenze:
- misurare scuola per scuola il grado di raggiungimento degli obiettivi stabiliti
dal MIUR;
- consentire l’individuazione tempestiva e sistematica, scuola per scuola,
di eventuali punti critici rispetto agli obiettivi prefissati e intervenire
ai diversi livelli di responsabilità al fine di ottenere il miglioramento
continuo del sistema dell’istruzione nazionale;
- utilizzare parametri coerenti con quelli usati dai servizi di valutazione
degli altri paesi UE e del resto del mondo.
Dopo i buoni esiti ottenuti, il Gruppo di Lavoro propose per l’anno scolastico
2002-2003 il Progetto Pilota 2 per la rilevazione delle attività della
scuole e degli apprendimenti degli studenti delle prime e terze classi nelle
discipline Italiano, Matematica e Scienze, a cui il Cabrini ha partecipato come
scuola campione.
I risultati finali ottenuti, sia pure riguardanti un numero limitato di classi,
furono, specie per la terza classe, superiori alla media nazionale ed a quelli
dell'Istruzione Professionale.
Si manifestò perciò l'esigenza di confermare i dati positivi emersi
attraverso la partecipazione nell'A.S. 2003-2004 al Progetto Pilota 3, con un
coinvolgimento assai più ampio di classi di tutti gli indirizzi.
I risultati ottenuti nelle prove di apprendimento del PP3 sono stati ancora
una volta superiori alla media nazionale, eccetto per la Matematica nelle classi
terze, e comunque sempre largamente superiori alle medie dell'Istruzione Professionale.
Nell'A.S. 2004/05 è stato finalmente istituito il Servizio Nazionale
di Valutazione (SNV) a cura dell'InValSI e l'Istituto Cabrini si è registrato
per partecipare all'imminente avvio della rilevazione delle attività
delle scuole e degli apprendimenti degli studenti per l'anno scolastico in corso.
L'Istituto inoltre partecipa al Progetto OCSE PISA Puglia, preparatorio alla
valutazione internazionale OCSE degli apprendimenti degli studenti quindicenni,
che nel 2006 riguarderà principalmente i livelli di acquisizione di competenze
nelle Scienze, dopo i precedenti monitoraggi su Italiano e Matematica, nei quali
l'Italia ha ottenuto risultati inferiori alle attese.