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Cesare Giulio Viola nasce a Taranto il 26 novembre del 1886.

Masseria Solito
E' figlio dell'archeologo galatinese Luigi
Viola, fondatore del Museo di Taranto
e autore di importanti scoperte, quali la cinta muraria della città,
la Cripta del Redentore e le tavole bronzee della Legge Municipale.
Si laurea in giurisprudenza e combatte nella guerra 1915-18. La sua attività è molto intensa e varia: fertile commediografo, scenarista, soggettista e sceneggiatore, narratore, critico drammatico, giornalista e collaboratore della Rai. E' caporedattore della rivista "Nuova Antologia" dal 1926 al 1931 e Presidente del Sindacato Autori Drammatici. Per oltre un trentennio, dagli anni Venti in poi, è presente sulla scena teatrale e letteraria italiana, dando voce alle inquietudini e alla crisi del periodo fra le due guerre.
Inizia l'attività letteraria con un volume di liriche apparso a Napoli
nel 1909, dal titolo L'altro volto che ride. Nel 1922 pubblica una raccolta
di novelle intitolata Capitoli; nel 1946 appare Perché?, in cui confluisce
una parte della precedente produzione novellistica. Scrive tre romanzi: Pricò
(1924), Quinta classe (1955) e Pater. Il romanzo del lume a petrolio (1958),
dedicato alla memoria del padre
Luigi.
Si dedica prevalentemente al teatro drammatico e compone oltre 30 commedie in
45 anni. E' uno degli autori più fecondi e applauditi del periodo fra
le due guerre. Le sue commedie sono rappresentate dalle più importanti
compagnie teatrali dell'epoca, come la Compagnia Emma Gramatica, Salvini, Pavlova,
Ruggeri. Fra le più significative si ricordano: Il cuore in due (1926),
Fine del protagonista (1931), Quella (1933), Canadà (1934), Stratosfera
(1935), E lui gioca! (1936), Gavino e Sigismondo (1939) , Vivere insieme (1939),
La nostra età (1940), Non è vero (1941), Salviamo la giovane (1951),
Nora seconda (1954) e Venerdì santo (1958). Il suo nome è legato
anche all'attività cinematografica.
Il suo rapporto con il cinema inizia alla metà degli anni Trenta, quando scrive alcune sceneggiature in collaborazione, come Luciano Serra, pilota (1938), Napoli d'altri tempi ('38), Napoli che non muore ('39), Primo amore e L'angelo del crepuscolo ( ‘43). Offre la sua prima prova di soggettista e sceneggiatore nel 1943 con il film I bambini ci guardano, diretto da Vittorio De Sica, che è tratto da uno dei suoi romanzi, intitolato Pricò, in cui lo scrittore si rivela un attento psicologo dell'animo infanti.
Al nome di Viola sceneggiatore è legata una delle più alte testimonianze del cinema neorealista, Sciuscià (1446), alla cui sceneggiatura l'autore collabora con De Sica e Zavattini. Il film riceve l'Oscar per la sceneggiatura nel '46. Seguono altre sceneggiature come I pagliacci (1956) e Altair (1956). Cesare Giulio Viola si spegne a Positano, il 3 ottobre del 1958. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto ambiti riconoscimenti, come il Premio I .D. I . - Saint Vincent nel 1950, il Premio Autori D r a m aticin 1957 e il Premio Napoli, assegnatogli per l'opera teatrale Venerdì Santo, nel 1958.